Ho appena finito di leg­gere un libro che fra le varie tema­ti­che green, affronta anche un pro­blema che riguarda il futuro del mer­cato dell’automobile, per il quale prova a tro­vare una solu­zione che inte­ressa le stra­te­gie di geo­lo­ca­liz­za­zione.

Dato che le riserve di petro­lio saranno pre­su­mi­bil­mente esau­rite per la fine del secolo e i prezzi di rifor­ni­mento della ben­zina stanno toc­cando mas­simi sto­rici: è neces­sa­rio pen­sare ad alter­na­tive valide. Il mer­cato dell’automobile lo sta già facendo, cer­cando di “rior­ga­niz­zarsi” per offrire al cliente solu­zioni diverse dalle vet­ture a ben­zina. Le forme di ali­men­ta­zione del futuro pun­tano alla crea­zione di motori fles­si­bili in grado di fun­zio­nare con più tipo­lo­gie di car­bu­rante, meno inqui­nanti del petro­lio (auto elet­trica, gpl, metano, idro­geno etc). Ma tro­vare alter­na­tive alle auto a ben­zina non è suf­fi­ciente, infatti occorre pren­dere in con­si­de­ra­zione un altro pro­blema che sta inci­dendo nega­ti­va­mente in que­sto pro­cesso di passaggio.

La que­stione riguarda il net­work di rifor­ni­mento. Pur­troppo per que­ste auto “alter­na­tive” non è pos­si­bile pen­sare ad una rete di rifor­ni­mento con una den­sità ad ampio rag­gio come quella attual­mente in uso per la ben­zina. Per risol­vere que­sta pro­ble­ma­ti­cità entrano in gioco le nuove tec­no­lo­gie (smart­phone, navi­ga­tori satel­li­tari, tablet etc.), capaci di aiu­tare il con­su­ma­tore a tro­vare la pro­pria sta­zione di rifor­ni­mento: una sta­zione mul­ti­pla e diver­si­fi­cata, prov­vi­sta di pos­si­bi­lità di approv­vi­gio­na­mento da diverse fonti di energia.

Il pro­prie­ta­rio di un’automobile ali­men­tata a bat­te­ria elet­trica potrebbe, men­tre è alla guida, sca­ri­care sul pro­prio smart­phone dotato di ser­vi­zio di geo­lo­ca­liz­za­zione, la mappa con le sta­zioni di ser­vi­zio per lui più con­ve­nienti e vicine. Le stesse sta­zioni di rifor­ni­mento potreb­bero pen­sare di atti­vare o pro­muo­vere ser­vizi aggiun­tivi da comu­ni­care diret­ta­mente tra­mite il web (ad esem­pio: area di ser­vi­zio dotata di accesso wi-fi gra­tuito, ser­vi­zio bus che con­duce ai punti stra­te­gici della città etc.), pen­sati allo scopo di intrat­te­nere il pro­prie­ta­rio nel periodo di tempo di rica­rica della bat­te­ria elet­trica. Se vives­simo in un mondo senza con­nes­sione web, navi­ga­tori, smart­phone etc., que­sto non sarebbe pos­si­bile, ma oggi abbiamo a dispo­si­zione tec­no­lo­gie che ci per­met­tono di fare que­sto e ben altro.

A sti­mo­lare tutto ciò, si aggiun­gono anche le stime recenti che hanno annun­ciato che già dalla fine del 2011, le ven­dite di tablet e smart­phone hanno supe­rato quelle di pc. Que­sto signi­fica che, se il trend si con­fer­merà, fra qual­che anno la mag­gior parte della popo­la­zione avrà la pos­si­bi­lità di acce­dere con faci­lità a que­ste tipo­lo­gie di servizi.

Esi­ste già chi sta pen­sando alla crea­zione di un net­work di rifor­ni­mento. In Ita­lia le aziende più impe­gnate su que­sto fronte sono la mila­nese A2A, con il pro­getto “E-moving” ed Enel, con il pro­getto “Smart Grids”. Quest’ultima ha anche stu­diato una nuova appli­ca­zione per iPhone o iPad, che con­sente di loca­liz­zare la sta­zione di rifor­ni­mento più vicina e di sapere se è dispo­ni­bile oppure occu­pata da un’altra vettura.

Pur­troppo per tro­vare aziende che for­ni­scono un ser­vi­zio deci­sa­mente più strut­tu­rato, dob­biamo uscire fuori dai con­fini del nostro Paese. Ripor­tiamo qui di seguito due esempi:

  • Bet­ter Place, un’azienda cali­for­niana, che sta rea­liz­zando un net­work di rica­rica per le auto elet­tri­che in Israele e in Dani­marca insieme a Renault, che ci mette le auto. Bet­ter Place, nasce nel 2007 da un’idea di Shae Agassi, un gio­vane mana­ger il cui intento è quello di libe­rare il mondo dell’auto dalla schia­vitù del petro­lio. Con 800 milioni di dol­lari di inve­sti­mento da parte di ven­ture capi­ta­list e ban­che d’affari, sta riu­scendo a creare un net­work di sta­zioni di ricam­bio di bat­te­rie elet­tri­che e di cen­tra­line per la rica­rica delle bat­te­rie in moda­lità plug-in. La scom­messa di Agassi è quella di rea­liz­zare il net­work prima che ci sia il pro­dotto. Inol­tre l’azienda cali­for­niana si è mossa anche dal punto di vista delle tec­no­lo­gie infor­ma­ti­che, lan­ciando dei soft­ware intel­li­genti sca­ri­ca­bili su smart­phone o com­pu­ter, che per­met­tono di veri­fi­care in ogni momento lo stato di carica della bat­te­ria e di loca­liz­zare la sta­zione di cam­bio o rica­rica più vicina e comoda. Nei pro­getti dell’azienda, pre­sto sarà la volta di Giap­pone, Cali­for­nia, Hawaii, Austra­lia, Cina e Francia.
  • Smart Garage, un pro­getto di ini­zia­tiva del Rocky Moun­tain Insti­tute (RMI), un’organizzazione sta­tu­ni­tense che si occupa di ricerca soste­ni­bile, che nasce con l’obiettivo di imple­men­tare un net­work per per­met­tere alle auto elet­tri­che plug-in di futura gene­ra­zione, di tro­vare sul ter­ri­to­rio luo­ghi utili per la rica­rica delle bat­te­rie. L’idea sarebbe quella di creare una spe­cie di “con­sor­zio” capace di met­tere insieme e coor­di­nare tutte le ini­zia­tive stru­men­tali all’utilizzo di un’auto elet­trica: la crea­zione di cen­tra­line per la rica­rica, la rea­liz­za­zione di soft­ware per il con­trollo e la gestione di flussi, l’acquisto o affitto di piaz­zole per auto etc. All’iniziativa “Smart Garage”, hanno preso parte come audi­tor inte­res­sati: Procter&Gamble, Wal­Mart, Gene­ral­Mo­tors, IBM, Google.

Per con­clu­dere pos­siamo dire che, i net­work di rifor­ni­mento alter­na­tivi a quelli a ben­zina, avranno suc­cesso se e solo se bene­fi­ce­ranno dei van­taggi della con­nes­sione web e dei rela­tivi ser­vizi di geo­lo­ca­liz­za­zione, sfrut­tando le nuove tec­no­lo­gie, garan­ti­ranno così al con­du­cente la pos­si­bi­lità di essere loca­liz­zati con faci­lità. In tutto que­sto gli smart device avranno un ruolo impor­tan­tis­simo per la buona riu­scita di que­sto nuovo sistema.