Qual­che giorno fa men­tre giro­va­gavo su Pin­te­rest il mio sguardo si è fer­mato sopra un’interessante info­gra­fica che inti­tola “Sili­con Val­leys of the world” e rap­pre­senta i Paesi che oggi mag­gior­mente age­vo­lano la nascita di start-up (con par­ti­co­lare atten­zione alle tech start-up) pren­dendo in con­si­de­ra­zione molti aspetti tra cui la faci­lità di otte­ni­mento del cre­dito, la cul­tura inno­va­tiva e punti di forza e di debo­lezza del Paese.

La top 5 dei Paesi con mag­giore spinta inno­va­tiva sono gli USA (e la Cali­for­nia è il punto di rife­ri­mento), il Mes­sico, la Ger­ma­nia, l’Indo­ne­sia e la Nige­ria. L’Ita­lia, da sem­pre madre di cer­velli dal poten­ziale crea­tivo ed inno­va­tivo, non com­pare fra i risul­tati, asse­stan­dosi molti gra­dini sotto i 5 Stati menzionati.

Nean­che a dirlo pri­meg­giano gli USA con il loro Stato dorato, nel quale per avviare un’azienda da zero si impie­gano 6 giorni, i fondi di ven­ture capi­tal pio­vono ancora dal cielo (anche se la piog­gia ini­zia ad essere meno intensa) e vi è una cul­tura che asse­gna grande valore alle start-up inno­va­tive. Basta citare Apple, Micro­soft e Goo­gle per cogliere la pro­pen­sione al “mai visto” che aleg­gia nell’aria e, dato che ho ini­ziato l’articolo par­lan­done, Pin­te­rest che è anch’essa una start-up avviata nel 2010 in California.

Al secondo posto si trova il Mes­sico, che, almeno a me, suona strano vedere al secondo posto. Quando dico Mes­sico il col­le­ga­mento che imme­dia­ta­mente mi viene spon­ta­neo è quello con la birra Corona, men­tre sono altri i meriti, come ad esem­pio la pre­senza di un’azienda di tele­fo­nia mobile sco­no­sciuta ai più, Amé­rica Móvil, fon­data nel 2000 e quarto ope­ra­tore tele­fo­nico nel mondo per numero di abbo­nati. In Mes­sico i fondi non sono facil­mente repe­ri­bili come in USA, e la giu­sti­zia viene tut­tora per­ce­pita con un alone di cor­ru­zione, però le idee che nascono in que­sto Stato hanno una qua­lità che fa eco nel mondo.

Arri­viamo alla Ger­ma­nia, unico Paese euro­peo in lista. Se dovessi pen­sare ad una città sarebbe Ber­lino, che gra­zie alla sua inter­na­zio­na­lità è riu­scita a gua­da­gnarsi lo scet­tro di “start-up town” euro­pea. La rende attraente una forte cul­tura inno­va­tiva e un’elevata pos­si­bi­lità di otte­nere fondi (rispetto ad altri paesi euro­pei).
Una fra le start-up che hanno riscosso mag­gior suc­cesso è sicu­ra­mente 6Wunderkinder con la mobile app mul­ti­piat­ta­forma Wunderlist.

Spo­stia­moci adesso verso est, in Indo­ne­sia, un Paese con 17 Mln di isole, 240 Mln di abi­tanti e oltre 40 Mln di utenti face­book. I gio­vani indo­ne­siani ado­rano la tec­no­lo­gia e tutto ciò che con essa ha a che fare. Sarà forse per que­sto che start-up come Toko­pe­dia (l’e-bay indo­ne­siano), Urba­ne­sia (la chia­mano “social city direc­tory”, una sorta di Tri­pad­vi­sor), ada­Di­skon (Simile a Grou­pon o Letsbo­nus) e Dhub Digi­tal (Social gaming start-up crea­trice di Free­sia City, se siete stan­chi di Farm­ville potete pro­varlo) nascono e cre­scono con suc­cesso.
I fondi in que­sto Paese non pio­vono di certo dal cielo e le infra­strut­ture non sem­pre sono ade­guate (un esem­pio su tutti è la non ele­va­tis­sima pene­tra­zione di inter­net sul ter­ri­to­rio), ma la spinta inno­va­tiva è senza eguali gra­zie alla pro­pen­sione degli “young tech” a cre­dere nelle pro­prie idee.

Arri­viamo infine in Nige­ria, Stato che, oltre a sfor­nare cal­cia­tori talen­tuosi, offre molte oppor­tu­nità alle gio­vani menti bril­lanti, gra­zie ad una robu­sta cul­tura impren­di­to­riale e ad un mer­cato nazio­nale piut­to­sto vasto (è il paese più popo­loso dell’Africa ed uno dei più popo­losi al mondo) con il quale dia­lo­gare. I con­tro riguar­dano prin­ci­pal­mente una forte man­canza di infra­strut­ture e il dif­fi­cile repe­ri­mento di fondi. Volete un esem­pio di cosa si crea in Nige­ria? Eccolo pronto: Paga­tech, start-up fon­data nel 2009 che si occupa di mobile pay­ments e tra­sfe­ri­menti di denaro via smart­phone. Come pro­ce­dono gli affari? In meno di un anno l’azienda ha tota­liz­zato 32.000 utenti attivi, niente male direi.

Altri Paesi dal forte poten­ziale per la nascita e la cre­scita delle start-up sem­brano essere Perù, Cile, Kenya, India, Rus­sia e Israele.

Spe­cial Guest l’Ita­lia che in que­sti giorni gra­zie al decreto che include la pos­si­bi­lità di fon­dare una Srl con 1 € di capi­tale cerca di gua­da­gnare posi­zioni in clas­si­fica. La domanda è: ci riu­scirà? Nel frat­tempo aspet­tiamo noti­zie dall’”anti-Google” Volu­nia.

Devo dire che per­so­nal­mente rimango sem­pre amma­liato dal fascino della ban­diera a stelle e stri­sce, ma a voi quale Paese piace di più? Ne avete sco­perti altri di pro­fon­da­mente votati al “ven­ghino start-up, venghino”?