L’articolo di Masha­ble sulle “social media cri­sis” è molto gustoso, soprat­tutto per­ché riporta qual­che numero che ci fa capire che molte delle crisi sui media sociali pote­vano essere evi­tate uti­liz­zando gli stru­menti giu­sti.

La fonte del ragio­na­mento è il report Alti­me­ter “Social Media Busi­ness Rea­di­ness: How advan­ced com­pa­nies pre­pare inter­nally”. Il primo dato che por­tiamo a casa è che il 76% delle crisi pote­vano essere evi­tate o attu­tite con una migliore “pre­di­spo­si­zione sociale” da parte delle aziende. Su 50 crisi ana­liz­zate dal 2001, col­pi­sce la cre­scita di quelle che rag­giun­gono una por­tata main­stream, si parla di uno o due inci­denti l’anno nei primi 5 anni ana­liz­zati, e ben 10 nell’ultimo, a parere di chi scrive per ovvi motivi di scala e volume. E’ però chiaro che que­sto non può giu­sti­fi­care le aziende. Guar­diamo un grafico:

Tutto ruota attorno ad un pro­blema di for­ma­zione e cono­scenza, ma anche di pia­ni­fi­ca­zione e gestione delle atti­vità. Alti­me­ter non fa una gran sco­perta dicen­doci che sono le com­mu­nity, Twit­ter, Face­book, You­Tube e i blog le fonti della crisi, più inte­res­sante sapere che i set­tori più col­piti sono i beni di con­sumo, il fashion, i risto­ranti, inter­net e il retail.

L’impatto delle crisi è sem­pre più pesante sulle aziende, che sem­pre più spesso rea­gi­scono in qual­che modo, per evi­tare le crisi Alti­me­ter pro­pone una Social Busi­ness Hie­rar­chy of Needs, ovvero la pira­mide delle virtù che ci per­met­te­ranno di evi­tare una crisi sui social:

Diamo un rapido sguardo alle atti­vità da svi­lup­pare per per­se­guire la social-eccellenza:

  • Alla base sta lo svi­luppo di quat­tro set di policy: social media, etica, com­mu­nity e pri­vacy. Su que­ste basi for­mate ed evan­ge­liz­zate i vostri uomini
  • Moni­to­rate i social media durante l’orario di lavoro, e anche al di fuori. Fatelo con un team dedi­cato e pre­pa­ra­tevi al peg­gio, un piano d’azione e la simu­la­zione di poten­ziali “attac­chi” tor­ne­ranno utili al bisogno
  • Con­di­vi­dete le best prac­tice svi­lup­pate nel tempo ed orga­niz­zate dei momenti di dibat­tito e for­ma­zione per arri­vare a veri e pro­pri cen­tri di eccel­lenza social che pos­sono aiu­tare tutta l’azienda nei momenti di difficoltà
  • Aggre­gate e dati e lasciate alle sin­gole busi­ness unit la pos­si­bi­lità di svi­lup­pare delle pro­prie stra­te­gie di moni­to­rag­gio e ana­lisi del mer­cato, sarà molto utile
  • Infine, allo stato ideale, uti­liz­zate i social media e i dati e le rea­zioni “real time” per miglio­rare il pro­dotto e infor­mare i vostri col­la­bo­ra­tori sulle rea­zioni “a pelle” della vostra com­mu­nity di riferimento

Que­sto arti­colo mi ha con­vinto del fatto che gran parte del social destino delle aziende viene da den­tro, poi non si dica che non vi ave­vamo avvisato…