La loro pre­senza sui social è per­so­nale e non azien­dale, par­lano poco ai con­ve­gni ma muo­vono il denaro, quello vero. Poco rumore, molta azione, sono gli uomini dell’advertising. Noi di Mar­ke­tin­gA­rena abbiamo inter­vi­stato uno dei più impor­tanti espo­nenti di que­sta realtà a livello ita­liano: Andrea Signori.

Ciao Andrea, ci rac­conti le tue espe­rienze nel web mar­ke­ting e la tua attuale occupazione?

Lavoro nel gol­den world del web da più di 5 anni. Galeotto fu un famoso blog che gestivo e che forse molti hanno letto, marketingroutes.com, che gestivo insieme a Jacopo Gon­za­les, amico e fidato pro­fes­sio­ni­sta dell’online. Mi mandò una mail Mauro Lupi, il papà e il Papa forse del web ☺, chie­den­domi di fare due chiac­chiere per una posi­zione in Ad Maiora. E da lì tutto ini­zio in maniera uffi­ciale. Era il 2006 ma già da circa 3 anni lavo­ravo in agen­zie che ini­zia­vano ad offrire “pro­dotti” web e avevo aperto qual­che blog che usavo come mega­fono delle mie idee e can­tina di prova per i miei rudi­men­tali espe­ri­menti da “I wanna be a SEO”. Ho tra­scorso gli ultimi 5 anni a lavo­rare per le mag­giori agen­zie ita­liane e mon­diali occu­pan­domi di SEM pia­ni­fi­cando cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie in tutte le maniere pos­si­bili! Amo la pub­bli­cità online e voglio lavo­rare con­tor­nan­domi solo di bud­get a cpm, cpc e cpa! Al momento lavoro per un grande gruppo (top secret aihmè per il momento) con la qua­li­fica di head of web mar­ke­ting che in pra­tica vuol dire col­la­bo­rare con altri volen­te­rosi ragazzi a far capire al nostro AD la dif­fe­renza tra risul­tati orga­nici e a paga­mento! Ma ce la faremo…. ☺

Ho una sen­sa­zione pare­tiana, che il social media mar­ke­ting fac­cia l’80% del rumore muo­vendo (se va bene) il 20% del bud­get, men­tre l’advertising on line in silen­zio “cuba” parec­chio.. tu come la vedi?

VERISSIMO. A leg­gere in giro tutte le aziende “aprono al social”. Ma poi alla fine la realtà dei fatti è che il social è visto ancora, sba­gliando, come una cosa da far fare ad uno sta­gi­sta “…tanto c’è solo da aggior­nare il blog azien­dale e met­tere i com­menti su Face­book e Twit­ter”. Secondo me siamo anche più bassi del 20%… La pub­bli­cità (for­tu­na­ta­mente visto il mio mutuo tren­ten­nale da pagare ☺) con­ti­nua ad essere la mag­giore voce di inve­sti­mento online per le aziende. Il motivo è il più ovvio: ha risul­tati misu­ra­bili. Il social viene visto solo come qual­cosa che “fa rumore ed è figo” però in tempo di crisi i respon­sa­bili mar­ke­ting inve­stono i bud­get annuali, in con­ti­nua dimi­nu­zione tra l’altro, su mezzi “sicuri”. Sono un fau­tore delle spe­cia­liz­za­zioni quindi anche se da addetto al set­tore cono­sco ed uso anche gli stru­menti Social non posso par­lare in merito alle stra­te­gie migliori da adot­tare per una cor­retta cam­pa­gna Social, però il web pro­pone ottimi pro­fes­sio­ni­sti che sicu­ra­mente pos­sono far cam­biare idea alle aziende: uno di que­sti a mio avviso è Davide Basile aka Kawa­kumi che leggo con pia­cere impa­rando sem­pre qual­cosa di nuovo!

L’advertising on line è lo spec­chio dei modelli off line (i con­su­lenti direb­bero inter­rup­tion mar­ke­ting) o può gene­rare valore per le aziende gra­zie alla sua misurabilità?

Pro­prio la misu­ra­bi­lità del mezzo è stato lo stru­mento che ha per­messo a noi del set­tore di farci sen­tire dagli AD. Non sono un Apo­ca­lit­tico di Echiana memo­ria ma ti dico che secondo me la pub­bli­cità offline resterà la mag­giore voce di spesa nei bud­get pub­bli­ci­tari per­ché alle aziende (soprat­tutto ai “grandi capi”) piace far vedere che il loro brand è stato visto su una pagina de il Cor­riere della Sera o sulla coper­tina di Repub­blica. Il con­cetto alla base è ancora, forse, quel con­cetto ipo­der­mico del “più mi vedono, più vendo”. Il web è venuto a cam­biare que­ste teo­rie. Ora vedo che tra i miei col­le­ghi, me com­preso, si dif­fonde la giu­sta pra­tica invece di andare a pia­ni­fi­care sui siti ver­ti­cali. Chi è del set­tore lo fa da anni e quindi non è nulla di nuovo. Abbiamo ini­ziato a pro­porre alle aziende per le quali pia­ni­fi­chiamo che è meglio, giu­sto e più pro­fit­te­vole farsi vedere in modo diverso, ovvero “farsi vedere meno, ma solo dagli utenti vera­mente inte­res­sati al nostro pro­dotto”. In que­sto approc­cio posso dire con mode­rata sicu­rezza che AdWords è stata la Bib­bia sulla quale abbiamo appreso que­sto modus operandi.

Un’attività tat­tica e di breve periodo come l’adv deve inte­grarsi con atti­vità di lungo periodo come il seo o vedi can­ni­ba­liz­za­zione? Ci sono a tuo avviso set­tori che più di altri devono pun­tare sull’adv?

Nes­suna can­ni­ba­liz­za­zione anzi! Le due atti­vità devo asso­lu­ta­mente viag­giare paral­le­la­mente (con anche atti­vità Social) per­ché un pro­getto di visi­bi­lità porti i risul­tati. Vedi, secondo me, pia­ni­fi­care un bud­get solo in adver­ti­sing non è più così “con­ve­niente” dal punto di vista del ROI. Mi spiego. Un pro­getto di visi­bi­lità di un pro­dotto, di un’iniziativa, di una pro­mo­zione, per avere un effetto cir­co­lare (come lo chiamo io) sugli effet­tivi utenti inte­res­sati deve inclu­dere una cam­pa­gna di adver­ti­sing (magari mista cpm + cps), l’ottimizzazione SEO del sito che si sta pro­muo­vendo e il “lavoro ai fian­chi” del Social. Solo così l’utente sarà inte­res­sato o incu­rio­sita dal nostro pro­dotto. La pub­bli­cità sti­mola la curio­sità, il sito ben posi­zio­nato l’approfondimenti e il Social l’interazione. L’utente si sente sod­di­sfatto in quanto ha tutte le infor­ma­zioni per sce­glierci. Poi magari potrà non com­prare il nostro pro­dotto o non ade­rire alla nostra ini­zia­tiva però almeno abbiamo tra­smesso la per­ce­zione di un’azienda tra­spa­rente con un sen­ti­ment posi­tivo nella testa dell’utente. E gli utenti, noi com­presi ovvia­mente, non dimentichiamo! ☺

Oltre al pay per click quali sono le leve del web adver­ti­sing? (ban­ner? affi­lia­zioni?) che peso hanno nella tua espe­rienza rispetto al pay per click?

Sono “nato” con AdWords quindi lo sento molto “intimo” il rap­porto con il pan­nello di Goo­gle ☺. Prima con­si­gliavo solo “cpc per ven­dere e cpm per farti vedere”. Ovvia­mente con il tempo ho avuto modo di gestire diverse cam­pa­gne che impo­ne­vano dei ragio­na­menti appro­fon­diti su come meglio pia­ni­fi­care quei bud­get abban­do­nando que­sta divi­sione sem­pli­ci­stica. Nella mia recente espe­rienza in Tra­de­dou­bler ho avuto modo di appro­fon­dire il mondo delle affi­lia­zioni e ti dico che, secondo me una cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria ora la fra­ziono, ove pos­si­bile, in tante pic­cole cam­pa­gne quanti sono gli obiet­tivi. Mi spiego: se ho una bud­get inte­res­sante e obiet­tivi plu­rimi metto un po’ di bud­get sul cpm per­ché la visi­bi­lità pura sui por­tali serve per un aspetto, poi pia­ni­fico un po’ di cpc per­ché ho dei ban­ner che potreb­bero per­for­mare meglio a click, poi metto un po’ sulle affi­lia­zioni per­ché un pro­gramma di affi­lia­zione a cps (o cpl) a lungo ter­mine può aiu­tarmi con le ven­dite. Leg­gen­dola così sem­bra un po’ il mer­cato del web però il ragio­na­mento è molto simile ☺

Come si diventa un esperto di on line adver­ti­sing? Ho visto molti corsi sul social media mar­ke­ting e sul seo, ma dove si impara il sem?

Lo vor­rei sapere anche io! ☺ Il bello del nostro lavoro è che non te lo inse­gna nes­suna scuola, nes­sun corso, nes­sun master. Primo per­ché non ce ne sono (o meglio sono pochis­simi e secondo me troppo teo­rici e di livello base) secondo per­ché è quel tipo di lavoro dove devi “spor­carti le mani” per capirlo. Esem­pio: ci sono manuali di AdWords che ti spie­gano come far per­for­mare meglio una cam­pa­gna o come ridurre la spesa senza intac­care le per­for­mance. Ma sono teo­rie. Ogni cam­pa­gna vive…di vita pro­pria e non è omo­lo­ga­bile. Ogni set­tore mer­ceo­lo­gico ha dina­mi­che diverse che per capirle biso­gna viverle sulla pelle (o meglio sui bud­get!) Per capirlo devi pas­sare le tue gior­nate sulle cam­pa­gne, modi­fi­care un para­me­tro e vedere il giorno dopo i report e capire se si sta andando nella giu­sta dire­zione. Poi modi­fi­care altri due para­me­tri e con­trol­lare di nuovo. A volte capite di dover tor­nare fret­to­lo­sa­mente al punto di par­tenza, a volte si sfo­rano i bud­get, ma alla fine si trova sem­pre il ban­dolo della matassa. Quello che con­si­glio io è: CURIOSITA’. Io ho studi uma­ni­stici alle spalle quindi con i numeri all’inizio ci guar­da­vamo in cagne­sco!! Poi, appas­sio­nan­domi della mate­ria ho ini­ziato a capire, pro­vare, leg­gere manuali e libri sull’analytics (il 50% del nostro lavoro sta nel sapere leg­gere in modo cor­retto i report e da que­sti capire le giu­ste stra­te­gie per far con­ti­nuare a per­for­mare la cam­pa­gna!!!), leg­gere forum. Aggior­na­mento con­ti­nuo (non smet­tere mai di leg­gere e cono­scere gli “avan­za­menti” in mate­ria) e curio­sità: nulla di nuovo ma cre­de­temi sono fondamentali.

Adv su face­book e lin­ke­din: funziona?

Mmmm. Ti ripeto, ho il mutuo tren­ten­nale quindi ti dovrei dire di si… ☺ però visto che non amo sen­tire par­lare gli addetti ai lavori che dicono che “è tutto figo, tutto bello” ti dico che io non l’amo mol­tis­simo! Esem­pio: su Face­book le per­sone ci sono prin­ci­pal­mente per caz­zeg­gio quindi per sva­garsi quei 10 minuti e tor­nare poi a lavo­rare. Secondo la mia espe­rienza, in una fase di rilas­sa­mento così estrema come è il caz­zeg­gio su Face­book, dif­fi­cil­mente siamo pro­pensi a farci rapire da un annun­cio pub­bli­ci­ta­rio. Tutto il giorno bom­bar­dati da mes­saggi pub­bli­ci­tari ci porta a cer­care “bolle di decom­pres­sione pub­bli­ci­ta­ria” come appunto Face­book dove pos­siamo sva­garci pren­dendo il giro gli amici o dicendo quello che ci passa per la mente; dif­fi­cil­mente siamo pro­pensi a rega­lare un click ad un annun­cio. I click sul web sono impor­tanti!! Magari ce lo con­ser­viamo (il click) per con­di­vi­dere la foto diver­tente di un amico ☺

Come vedi il futuro del web mar­ke­ting e di chi ci lavora?

Come ti ho detto non amo quelli che dicono “tutto bello, cre­scita, + 1000%” e cose del genere. Credo poco anche ai fore­cast dei vari son­dag­gi­sti che ogni anno pre­ve­dono per i pros­simi 5 anni cre­scite a 3 cifre. Non mi inte­res­sano que­sto tipo pre­vi­sioni del futuro che lascio fare al Divino Otelma ☺, mi baso su quello che vedo gior­nal­mente. Da un punto di vista del bud­get mi sem­bra che la tanto discussa crisi stia col­pendo il set­tore in maniera molto “deli­cata”. Ovvero non vedo molte varia­zioni di bud­get. Anzi ci sono realtà che hanno aumen­tato il bud­get online a sca­pito di quello offline (quest’ultimo si sta subendo for­te­mente la crisi). Il mondo del web è affa­sci­nante pro­prio per­ché inclas­si­fi­ca­bile. Tutto varia, cam­bia e si modi­fica gior­nal­mente. Per quanto riguarda il lavoro, girando sui vari siti del set­tore vedo che le agen­zie, i cen­tri media e le con­ces­sio­na­rie con­cen­trate sull’online hanno posi­zione aperte in con­ti­nua­zione. Quasi men­sil­mente leggo di col­le­ghi che cam­biamo casacca girando tra le agen­zie e i cen­tri media. E’ molto bello que­sto aspetto. Vuol dire che l’online è vivo e chi ci lavora ha voglia di fare car­riera, di cre­scere e cam­biare. Il web ci da que­sta pos­si­bi­lità e in un Paese come l’Italia clas­si­fi­cato spesso come “immo­bi­li­sta” è una gran cosa!