«Auspico che chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare. Io non starei con le mani in mano» questa è stata la frase pronunciata dal nostro Presidente del Consiglio a Napoli, in occasione dell’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra.
In effetti sì, sarebbe auspicabile ma fino a ieri non sono rimasta stesa al sole con una spiga in bocca a riflettere sull’infinito.
Per correttezza devo ricordare che la frase va inserita in un contesto più ampio sulla base del quale ognuno è libero dare la propria interpretazione. La polemica politica non rientra nelle mie intenzioni, tantomeno fra i miei interessi. Ma non posso nascondere che parole come queste, contestualizzate o meno, suscitano in me una certa ilarità. Soprattutto alla luce della voglia di reagire che osservo in me ed intorno a me. E non parlo dei piccoli e medi imprenditori del nostro territorio, che sanno già il fatto loro. Non mi riferisco nemmeno ai 300 operai in cassa integrazione della Fincantieri o i 190 della Moto Guzzi, giusto per citarne alcuni. Per quanto questa crisi stia colpendo tutti, io guardo il mio. E ciò che vedo è una totale, demoralizzante e, quasi, ridicola mancanza di prospettive per chi ha investito su sé stesso ed il proprio futuro. Una mole enorme di cervelli attivi e pensanti inutilizzati, sfruttati o lasciati emigrare.
(Continua a leggere… )









