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Continua la collaborazione con ADVBoucle, ospitiamo oggi un contributo dell’ing. Simone Lovati:

Di solito per crescere in un mercato con un sacco di competitors e in cui il prodotto e’ ormai per tutti un po’ simile, serve :

• un buon posizionamento di brand,
• una politica di pricing indovinata
• un utilizzo fanatico di due leve: distribuzione capillare e comunicazione.

Sul prodotto una volta che si ha in gamma dal prodotto cheap sino al brand luxury in licenza c’è poco da fare.
Sempre che non si cominci a pensare al marketing come veramente strategico e si osservino le più basilari evidenze di chi il prodotto lo usa, le modalita’ e le circostanze in cui lo utilizza e i relativi problemi riscontrati. E’ li che si annidano le opportunità i gap dell’offerta, cose semplici che fanno la differenza.

L’esempio che vi porto è “Splendy – l’asciugamano spaziale“, un asciugamano brevettato che occupa (veramente) 1/4 dello spazio degli asciugamani tradizionali e ha la stessa funzionalità.
Un successo!
Brand ai più sconosciuto. E direi anche un po’ scontato, a partire dal pay-off.
Comunicazione pubblicitaria decisamente bruttina.

Un grande fattore critico di successo, aver capito che nella mia borsa della palestra, nel mio borsone e in quelli di un po’ tutti, gli asciugamani normali mica ci stanno! E per farceli stare o ti porti dietro un asciugamano da bidet o la Samsonite da 300L.
Una cosa semplice vi può far cambiare prospettiva e (anche se per poco) far dimenticare le paranoie su brand e comunicazione di noi marketingari.

P.S. Grazie a Dio almeno questo brevetto e’ italiano!

Ing. Simone Lovati
Consulente in marketing strategico,
presidente e socio co-fondatore di
ADVBOUCLE&PARTNERS
www.advboucle.com

8 commenti a “Come acquisire Clienti senza un buon brand e con una comunicazione bruttina”

1Giorgio Soffiato ha detto:

Un modo per dire che le tra le 4P il prodotto è la più importante?

Inserito il 17 November 2008 alle 15:14

2Tommy ha detto:

Direi di si…

Inserito il 17 November 2008 alle 15:44

3Caos ha detto:

I bisogni legati a un asciugamano sono semplici, che sia funzionale. In genere gli ascugamani non si rovinano e non vanno riparati. I desideri sono limitati, anche se in palestra un bell’asciugamano farebbe la sua figura.
Magari visto che è più sottile si asciuga anche prima.
Un problema con la tecnologia è che essendo ben codificata è anche facile da imitare e senza brevetti ciao ciao vantaggio competitivo.

Con tutte le ricerche di mercato sembra sempre di conoscere bene il proprio target. Una fotografia è limitata all’esperienza vissuta dal cliente, e tutte le altre combinazioni?

Inserito il 17 November 2008 alle 16:37

4Caos ha detto:

Guarda ad esempio le sciarpe uno deve sempre lottare perchè dopo 3 minuti che te le sei girate intorno al collo si allentano. E se le facessero a mo’ di fascia visto che la lana è anche elastica o con delle clip a mo’ di cintura (con buchi ogni tot).
Puoi fare tutte le sciarpe belline che vuoi ma se non tengono caldo a che servono?

Inserito il 17 November 2008 alle 16:52

5Simone Lovati ha detto:

Il fatto che il prodotto sia fondamentale e’ talmente di domínio comune da essere di fatto uno Vero e proprio limite per chi il marketing non ha ancora capito cos’è. E ho sempre lottato contro chi il prodotto lo vede come condizione necessaria o peggio sufficiente x il successo…qui il punto non e’ puntare sul prodotto, ma tornare a pensare ai bisogni primari, ai diversi modi e luoghi di consumo…

Inserito il 18 November 2008 alle 01:29

6Daniele Stopponi ha detto:

non sono d’accordo sul fatto che tra le 4P (se ancora si può parlare di 4P) il prodotto è quella piu importante. Tutte sono fondamentali. Senza un buon prezzo, una buona comunicazione, buona distrubuzione che siano coerenti con il prodotto non vai da nessuna parte. Se invece vogliamo dire che una leva utilizzata in maniera ottimale riesce a compensare in gran parte un utilizzo mediocre delle altre leve, già qui sono più d’accordo.

Inserito il 18 November 2008 alle 11:30

7Claudia Ferrari ha detto:

a mio avviso Splendy ha comunicato efficacemente e brevemente le motivazioni all’acquisto. Comunicare significa trasmettere un messaggio da un emittente ad un ricevente e in questo caso il messaggio è arrivato forte e chiaro. Il fattore “innovazione” è strategico proprio perché permette un posizionamento ed una identificazione precisa (per non dire economica). il termine risparmio è da prendere con le pinze perché per quanto Splendy si sia accontentata di pochi secondi tra un programma e l’altro ha comunque investito un pò per presenziare sulla tv commerciale di massa (altro fattore di successo).
questo esempio di prodotto stride con quelle realtà tutte fondamentalmente omologate che devono investire in Comunicazione per differenziarsi e lavorare a suo di budget allocati per farsi vedere (proprio perché manca l’innovazione, l’idea vincente, il valore aggiunto…)

Inserito il 18 November 2008 alle 17:57

8Samuel ha detto:

Ciao a tutti,

secondo me è proprio il modello delle 4P ad essere vecchio. Non è un insieme di leve causa-effetto, da azionare in modo meccanico con risultati prevedibili; personalmente, sento molto più vicino l’approccio della cosiddetta “scuola nordica” – Gummesson & co – dove si parla di relazioni. E io aggiungo tra persone, piuttosto che tra etichette o ruoli aziendali.

In un mondo che ha perso legame sociale, fiducia, rispetto e senso etico (che non si può vendere con una certificazione: o ce l’hai o non ce l’hai), forse dobbiamo tornare sui fondamentali UMANI prima che professionali.

Sono ottimista sulla volontà delle aziende – soprattutto le più piccole, più veloci – di reagire a questa situazione oggettivamente difficile con modalità soggettivamente creative, ma pulite.

Inserito il 20 November 2008 alle 09:55

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