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Archivo » Novembre 2008

Abbiamo il piacere di intervistare Marcello Presicci, responsabile user generated content per skytv e referente per l’interessante progetto Ioreporter, che di seguito ci racconta. Siamo entrati in contatto con Marcello con il nostro progetto Blogolandia, ma riteniamo utile una chiaccherata a 360° in merito al fenomeno degli user generated content

Marcello, siamo stati molto colpiti dal fatto che un grande player della comunicazione “tradizionale” come sky ci abbia contattato per il progetto Blogolandia, in particolare per la possibilità di caricare contenuti nello spazio IOREPORTER, ci può illustrare brevemente il progetto?

Io Reporter è di fatto uno spazio televisivo dedicato esclusivamente alle testimonianze raccolte dai cittadini comuni, da tutti coloro cioè che sono testimoni di un fatto di cronaca. Il progetto si basa sui contenuti generati dagli utenti (UGC) e per questo chiunque, attraverso un filmato, può raggiungere potenzialmente milioni di persone. Ogni giorno mandiamo in onda nei nostri TG, video ricevuti dai telespettatori; un modo innovativo di concepire il reportage giornalistico, in questo caso realizzato dall’utente comune.

La particolarità di Io Reporter, a differenza di altri raccoglitori UGC sul web, verte proprio sul fatto che poniamo concretamente a disposizione la visibilità offerta da un canale televisivo nazionale. In questo modo diamo vita a quella fusione fra Web e TV, che occuperà in futuro spazi sempre più grandi.
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Intervistato!

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 26 Nov 2008
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Giorgio Soffiato

Ringrazio Claudia Ferrari che mi ha intervistato in merito al progetto Blogolandia, ecco il link :-)

Marketingarena a Rimini: un chiarimento

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 24 Nov 2008
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Giorgio Soffiato

Grande week end per il marketing e marketingarena, Luca Dalla Villa ha raccontato al Rimini Web Marketing Event le nostre esperienze di blog marketing e network marketing, entro poche ore avremo il suo resoconto con un post dedicato. Urge però un chiarimento: il progetto capellidavivere è un progetto seguito e gestito da intarget.net, importante realtà del web marketing italiano, ci siamo sentiti di citare il caso in virtù di un rapporto di collaborazione e consulenza che marketingarena ed intarget.net intrattengono sul progetto per quanto riguarda il social marketing. Ci sentiamo comunque di specificare che Capellidavivere è un partner intarget.net e che il ruolo di marketingarena è di consulenza sul progetto, nel caso non ci fosse stata la necessaria chiarezza in merito è giusto un appunto :-)

Di Tommaso Lizier

Recentemente ho visionato alcuni video (in copertina Rotterdam, qui Londra) che mi hanno dato un’ulteriore conferma dell’importante affermazione dei videogiochi nel mercato dell’entertainment, e del loro ruolo sempre più predominate in questo settore. I filmati in questione si riferiscono al lancio di Wrath of the Lich King nuova espansione per un gioco di ruolo elettronico che e divenuto un fenomeno globale, ovvero World of Warcraft (WoW).
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Faceboohulk

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 18 Nov 2008
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Giorgio Soffiato

Gioco con le parole per proporre questo azzardato paragone tra il noto social network facebook e l’altrettanto famoso hulk! La sensazione è quella che oggi facebook sia arrivato alla fase due della propria evoluzione, quella dell’erosione del traffico a progetti paralleli. In particolare credo che un danneggiato di lusso possa essere il buon vecchio twitter, mai realmente decollato ma comunque apprezzato da molti.
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Continua la collaborazione con ADVBoucle, ospitiamo oggi un contributo dell’ing. Simone Lovati:

Di solito per crescere in un mercato con un sacco di competitors e in cui il prodotto e’ ormai per tutti un po’ simile, serve :

• un buon posizionamento di brand,
• una politica di pricing indovinata
• un utilizzo fanatico di due leve: distribuzione capillare e comunicazione.
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Sempre più seo

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 13 Nov 2008
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Giorgio Soffiato

Solo una breve nota per raccontare due giornate intense, martedi a Treviso presso Unindustria per il convegno su internet e google come strategici per le pmi (con Alessandra) e oggi a Padova a raccontare il seo ai ragazzi del corso di internet marketing del prof. Bettiol.

La sensazione che ho portato a casa dal convegno è che piano piano si apra per internet una nuova dimensione, non più “on line vs off line” ma on line delineato e snocciolato in tutte le sue componenti, accettato anche dai “vecchi” della comunicazione come strategico e finalmente legittimato a sedere tra i top tool del marketing moderno, e ne ha buon diritto. Le pmi hanno poche scuse, l’università di Milano e Unindustria hanno dimostrato che con 200 dollari si possono già intercettare segnali di redemption (grazie al progetto marketing challenge) e che anche le aziende di piccole dimensioni possono puntare sul web come fattore strategico, anche e soprattutto in tempo di crisi. Preoccupanti invece i dati sui magri ritorni della comunicazione off line e soprattutto sulla scarsa professionalità del marketing pmi, che si sostanzia ad esempio nell’assenza di legami tra budget e strategia.

Interessante giornata anche a Padova, il seo è forse cosa ancora un pò acerba e qualche occhio sgranato non è mancato, l’interesse però non manca e forse google è talmente conosciuto da essere poco studiato, spero di aver placato qualche curiosità..

Di Claudia Ferrari, salsagitale.net

Vi ricordate quando entrando in Banca si vedevano solo colletti bianchi e i vestiti blu scuro? La distanza tra le due parti della scrivania o dello sportello sembrava infinito. L’assetto organizzativo interno e il rapporto Banca-Consumatore si è evoluto ed è mutato gradualmente subendo un’accelerazione negli ultimi 20 anni quando fusioni e riorganizzazioni hanno prodotto grandi gruppi e nuovi outsider dedicati ad un mercato giovane e tecnologico.

Grazie ai nostri ricordi possiamo dirci testimoni di questa evoluzione ma basta analizzare i marchi e gli spot degli istituti di credito per notare una traccia indelebile delle mutate filosofie di comunicazione. Qualche esempio: Intesa Sanpaolo deriva dalla fusione, nel 2007, tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI. L’attuale logo è un misto tra i due precedenti unendo il verde e la font dell’istituto Torinese con gli archi colorati di Intesa (). L’azione di comunicazione effettuata, in questo caso, è stata di far convivere due anime piuttosto differenti ma il passaggio più capitale fu dal marchio CARIPLO, un rigido maiuscolo blu scuro, all’arcobaleno di Banca Intesa: metamorfosi avvenuta nel 1998.

Cromaticamente il blu è il colore “istituzionale” per eccellenza. Come tonalità fredda richiama una certa rigidità e distacco ma anche precisione e serietà. Negli anni, la Cassa di risparmio delle Province Lombarde si è anche abbellita dell’arancione probabilmente dopo il 1991 quando iniziarono le revisioni societarie a causa della legge Amato-Carli (ma è solo una mia supposizione: non ho ancora trovato dati e riferimenti storici per sostenerlo). L’arancione è solare, energico, deciso e smorza la lontananza del serioso blu. Da qui all’effetto multicolor, onnicomprensivo di qualsiasi sentimento o effetto comunicativo, il passo è breve.

La stessa Intesa Sanpaolo usa i “Mai dire” comici per cercare di sdrammatizzare, non sempre correttamente, l’immagine del Mega istituto di credito. E che dire di Mediolanum. La banca circolare, quella che ti accoglie, ti circonda e ti permette di stare comodamente in poltrona a parlare di quanto sia bello prelevare dal proprio conto corrente.

Veniamo ad oggi. Conosciamo già il Conto Arancio, nato per un nuovo target: flessibile, moderno, giovane e virtuale. Sulla scelta, quindi, del tono della comunicazione e del colore dominante mi sembra ci sia una coerenza totale. Da poco è sbarcata sul mercato Che Banca! (con il punto esclamativo, mi raccomando!) gialla, vivace, solare, fatta di balli e canzoni. Abbiamo abbandonato la necessità di fiducia verso l’ente che gestisce i nostri soldi per preferire l’impatto casual, amicale, da pari. Tutto molto bello salvo poi esporre come garanzia un old style-papale marchio blu di Mediobanca.

Gli ultimi scossoni economici hanno segnato un ulteriore passo avanti. Lo vediamo dal nuovo, ma raro, spot di Mediolanum insieme all’azione di marketing volta al check up finanziario di Intesa Sanpaolo. Il processo verso un approccio empatico e la condivisione di problemi e punti di vista tra consumatore ed ente finanziario è da considerarsi concluso? Ma soprattutto, vista la situazione attuale, cosa ci aspettiamo come consumatori: un ulteriore ringiovanimento o un ritorno alla seriosa austerità?

PMI e IAB: non solo acronimi

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 10 Nov 2008
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Giorgio Soffiato

Non ho avuto il piacere di partecipare allo IABforum quest’anno, ma mi sento comunque di dire la mia sul notevole post di Nicola Briani che si chiede, come abbiamo fatto spesso in questo blog per altri contesti, dove siano finite le PMI ed in particolare perchè lo IAB se ne sia dimenticato. Per quanto mi riguarda, e per come ho sempre vissuto IAB, questo interessantissimo momento di discussione è più una fiera “B2B” per web workers che “B2C” con le imprese come target. Siamo a dirci che il seo a meno di 3.000 euro non si può vendere sennò non è seo fatto bene e che è tempo di finirla con i siti a 1.000 euro perchè non sono veri siti e poi ci chiediamo perchè quei 5.000 euro di budget pmi non possono essere contemplati allo IAB? A mio avviso c’è un pò di “traffico nell’anima” o confusione nel web marketing e vedo lo IAB come un punto di partenza per aggregare competenze e far nascere contatti buoni per.. strutturare relazioni? Creare sinergie? Avviare nuovi business? Per come la vedo io il tecnicismo dello IAB non è utile alle pmi, perchè non è presente (in quelle che spendono 5.000 euro) un referente web interessato ad una tale profondità di tematiche: può interessare ad una pmi che i contenuti sono la killer app?! Certo, ma è utile saperne anche un pò di seo…per scegliersi i fornitori.. ma questo facebook, lo apriamo un gruppo? E già che ci siamo.. un blog aziendale? Corporate o sponsorizzato?

Una tale complessità non può essere dominata da chi oltre a questo segue anche “la pubblicità, i volantini e le fiere”, credo che la figura necessaria per le pmi di oggi sia un facilitatore / aggregatore che sa tutte queste cose e le adatta alle pmi, ottimizzando i budget. Questo facilitatore non può mancare allo IAB, ma forse pretendere di vederci l’imprenditore medio è un pò troppo, o meglio sarebbe giustissimo, ma dovremmo ripensare lo IAB..

Di Tommaso Lizzier

Dopo un inaspettato rinvio di alcune settimane il 5 Novembre è arrivato, anche sugli scaffali dei negozi Italiani, l’attesissimo Little Big Planet. Per chi non lo sapesse, si tratta di un videogioco per Play Station 3 che in questi mesi è riuscito a catalizzare le attenzioni dei fan. Il motivo, anzi, i motivi, sono presto detti: oltre che essere molto bello da vedere, LBP si prefigge due obiettivi piuttosto ambiziosi, da un lato diventare il “gioco simbolo” che ancora manca alla console di Sony, da un altro sdoganare un nuovo modo di videogiocare basato su una filosofia che mette al centro la creatività e la condivisione, piuttosto che l’azione.
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