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No blog no party

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 11 Nov 2006
Archiviato in Web marketing e 2.019 commenti

Giorgio Soffiato

Visto che il tema è caldo e proprio oggi ci ho ragionato su con altre persone, è forse il caso di fare qualche riflessione a proposito dei corporate blog (o blog aziendali).
Il successo del blog ducati e di altri casi di eccellenza ha portato ad una corsa ai blog aziendali senza criteri e ragionamenti, cosa profondamente deleteria per tutti.
Ritengo che perchè un blog aziendale possa sopravvivere siano necessarie almeno due cose:
- avere qualcosa da dire
- avere qualcuno che ascolta
Sembrano particolari irrisori ma l’abilità di relazione di Ducati e la community molto attiva dei ducatisti hanno fatto del blog un successo ma.. ne hanno tutti bisogno? A mio avviso la risposta è no. Molti siti hanno aree di news aggiornabili che in parte possono sostituire il blog, inoltre un blog aziendale è un impegno serio, un manifesto gratuito per l’impresa, questo richiede un impegno nell’aggiornamento di certo non indifferente.
Alcune azienda, come admaiora, offrono ai clienti soluzioni “chiavi in mano” di blog aziendali, ma quel che resta da capire è se l’azienda ha davvero interesse ad aprire e gestire un blog o solo se il fenomeno è figlio dell’effetto moda. Credo personalmente che avere in auto il navigatore senza avere il servosterzo non sia la scelta più azzeccata, questo per far capire che può essere utile avere un blog aziendale ma solo se già si dominano tutti gli strumenti del caso, come siti e database e-mail.

19 commenti a “No blog no party”

1Mauro Lupi ha detto:

Ciao Giorgio e grazie per la segnalazione. In realtà la soluzione “chiavi in mano” è una delle possibilità, ma siamo su progetti articolati in modo molto differente: da quelli in cui forniamo solo il supporto strategico e formativo, a quelli dove collaboriamo sulla visibilità e sulla diffusione. Poi ci sono quelli all-in-one dove ci occupiamo pure della piattaforma, dei contenuti, ecc.

Quando inizia a diffondersi ogni nuovo strumento di comunicazione online, si parla di moda. Ci saranno pure aziende e agenzie così ottuse da pensare solo che “fa figo”, ma il punto è che è legittimo capire e cercare di utilizzare ogni nuova opportunità di comunicazione. E’ buffo che spesso si accusa aziende e agenzie di non stare al passo coi tempi e poi, quando si inizia a cercare di capire e di utilizzare gli strumenti più nuovi, si parli di moda.

Inserito il 11 November 2006 alle 08:38

2Giorgio Soffiato ha detto:

Il mio appunto sull’effetto moda era mosso anche e soprattutto al cliente. Spesso si implementano strumenti che hanno grandi potenzialità senza avere la competenza e le risorse (soprattutto umane) per sfruttare le opprtunità che il nuovo strumento schiude. Quando in un’amichevole chiaccherata allo IAB il vostro Andrea Signori mi ha detto che avete aperto un ufficio corporate blog sono rimasto impressionato dal vostro “essere sull’innovazione” con un tempismo eccezionale. Abbiamo visto che le grandi aziende si stanno muovendo, il mio scopo era però mettere in guardia le pmi (o le grandi che ancora devono muoversi) dal fatto che partire con uno strumento avanzato che massimizza la relazione richiede il suo impegno. A mio avviso il blog può esistere senza sito (un’azienda che non ha un sito ma ha solo un blog sarebbe molto intrigante), può esistere prima del sito, ma se coesiste col sito (ed è l’ideale viste le differenti funzioni a livello informativo e di comunicazione) ritengo sia necessaria un’integrazione degli strumenti molto attenta, ed era proprio qui che intendevo mettere in guardia dall’effetto moda

Inserito il 11 November 2006 alle 09:45

3Anonymous ha detto:

Non avrei potuto scrivere questo post meglio, sono assolutamente d’accordo su tutta la linea.

Inserito il 11 November 2006 alle 12:49

4Luca Crivellaro ha detto:

Moda o no il blog a mio avviso è uno strumento importante, soprattutto se usato assieme a un sito. Però l’immagine di un’azienda deve essere sempre curata in tutti i dettagli e in tutte le comunicazioni; si rende pertanto necessario un aggiornamento costante e un’attenzione sempre attiva e capace verso tutte le forme di comunicazione, quindi blog e siti compresi!

Così la comunicazione sarà coerente e si avranno vantaggi per l’azienda. In caso contrario, rischia di essere tutta “pubblicità” negativa…

Inserito il 11 November 2006 alle 14:44

5gianluca ha detto:

il blog è unso strumento interessante in quento permette di veicolare in maniera meno ingessata talune informazioni e visioni strategiche.
permette un rapporto e uno scambio informativo con partner e/o clienti effettivi e potenziali.
concordo con giorgio quando dice che servono competenze, sopratutto a livello di gestione della relazione, per usare in maniera efficace tale strumento, e molte Pmi, oggi non ne sarebbero in grado.
una azienda di medio/grandi dimensioni, con un brand consolidato o comunque riconosciuto, dovrebbe iniziare a pensare a tale strumento per i vantaggi che può portare, in questo senso concordo con Lupi.
B2C –> strumento innovativo, specie per improntare una comunicazione aziendale
B2B –> dipende dal tipo di relazioni di filiera

Inserito il 11 November 2006 alle 15:27

6ilaria ha detto:

Segnalo a tutti questo link : http://www.mediazone.info/site/it-IT/approfondimenti/approfondimenti/blog_marketing_cocacola_.html
credo sia a supporto di quanto emerso nella discussione: siamo tutti d’accordo che il blog è uno strumento d’avanguardia che le imprese devono imparare a far proprio, ma bisogna essere consci del fatto che è uno strumento con dei limiti.
Primo fra tutti la gestione come già detto e poi la credibilità, da qui il caso dei fake blog che,seppur esperimenti fallimentari fanno comunque aumentare la notorietà del marchio come dice il sopracitato articolo.
Il problema quindi rimane,come nella pubblicità tradizionale, se è bene far parlare sempre e comunque di se o se è più fruttuosa una comunicazione più puntuale e coerente derivata da un notevole sforzo di attenzione e impegno?

Inserito il 11 November 2006 alle 15:52

7Filippo Minelli ha detto:

a mio parere il fatto che sia uno strumento innovativo non vuol dire che tutti debbano usare il blog per comunicare la propria corporate identity. ci sono media usati da moltissimi anni che in alcuni casi si dimostrano tuttora molto efficaci. dipende, a mio parere, in primis dall’obiettivo della comunicazione e dal target da raggiungere…

Inserito il 11 November 2006 alle 18:20

8Jakala ha detto:

Rimango dubbioso sull’uso di un blog per un azienda, non tanto per l’idea in se, quanto perché se non seguita bene porta a dei contraccolpi di immagine. In altre parole devono esistere delle persone che si occupino di questo aspetto.
Porto un esempio personale, noi lavoriamo in un campo tecnico dove ci possono essere dei cambiamenti legati alle direttive dell’Enel o del CEI o dei vari ministeri. Su suggerimento di alcuni, fra cui me è stato chiesto e nominato una persona che si occupasse di una specie di rassegna stampa con la presentazione di queste novità (in pratica un file word da inviare via mail) da inviare inizialmente a noi interni e magari in un futuro ai clienti in modo da fidelizzarli (chi avrebbe abbandonato un azienda che ti da le dritte tecniche, che non riesci mai ad affrontare?). Si nomina la persona, il vice responsabile tecnico, che ovviamente non fa mai niente, dopo un paio di sollecitazioni ovviamente il progetto abortisce in culla, per incuria dei dirigenti.
Ora io immagino il classico manager con formazione un po’ anzianotta, che da il suo assenso salvo poi dimenticarsene e scaricare la responsabilità su un collaboratore che dice sempre di si ed è oberato di lavoro

Inserito il 12 November 2006 alle 15:24

9Giorgio Soffiato ha detto:

Eccolo qua. I tuoi dubbi sono i miei dubbi. Detto questo l’utilizzo del blog a mio avviso è potenzialmente interessantissimo, l’importante è la consapevolezza delle risorse necessarie

Inserito il 12 November 2006 alle 16:55

10gianluca ha detto:

penso di poter dire che sia un dubbio largamente condiviso. ma perchè non se ne rendono conto in azienda?!? a volte
da fuori ( e sottolineo da fuori!!) sembra tutto abbastanza chiaro, e in questo caso opportunità e minacce sono facilmente riscontrabili. perchè alla prova dei fatti invece certe (passatemi il termine) idiosincrasie non vengono mai riscontrate?!

Inserito il 12 November 2006 alle 17:31

11Valentina ha detto:

“perchè non se ne rendono conto in azienda?!? “. Bella domanda.
Fare un blog aziendale presuppone un’azione trasversale – stai aprendo l’azienda a tutti esponendoti a critiche costruttive (se ti va bene) e non solo. Il tuo compito di referente interno è CONVINCERE!! TUTTI!! (sempre che ci siano le condizioni!!)

Convinci la direzione ad investire e se possibile a scrivere nononstante i mille impegni e casini quotidiani (soprattutto i post interlocutori!).

Convinci alcuni colleghi a scrivere (1)con un approccio che non sia tradizionale ma “innovativo” (2)e possibilmente in modo interessante (3) e con cadenza regolare (4) — Arggggghhh.

Convinci tutti che questo progetto ha una valenza incredibile …

Infine credici e convinci te stesso che riuscirai a star dietro a tutto (non trasformandolo in un boomerang e facendo il bravo osservatore, blogger e moderatore). Insomma un lavoraccio!! che può dare però immense soddisfazioni!!! :O)

Inserito il 12 November 2006 alle 18:18

12Fabrizio Pivari ha detto:

Magari tutte le aziende avessero la cultura per usare un blog!
Il blog può essere utilizzato in diversi modi con diversi risultati.
Il modo più semplice è per fare una press room.
In alcuni casi si utilizza per creare le pagine di un sito in modo da avere uno strumento semplice di gestione e molto efficace di indicizzazione.
Sicuramente è uno strumento utilissimo di nuova “intranet” con uno zampino fuori.
Inoltre per un sito tradizionale di 5 pagine che senso ha farle a mano o utilizzare un CMS o cercare di dare un’impronta aziendale come http://www.lasuisse.it/ ?

Inserito il 13 November 2006 alle 07:39

13Filippo Minelli ha detto:

riprendo da Jakala…voi parlate di blog, io ho appena proposto nell’azienda in cui sto svolgendo lo stage di mandare delle newsletter o mail con le ultime notizie o simile sul mondo it(in cui lavorano) per 1. aumentare l’immagine corporate e 2. sfruttare il DB e il Web per fidelizzare maggiormente e aumentare il passaparola positivo (visto che l’azienda è poco conosciuta) e questi mi dicono che ci vorrebbe gente che si occupa di questo sistematicamente e al momento non si può fare!?!?!?!?

Ma allora, scusate aziende, cosa pretendete??? non fate comunicazione tradizionale, avete un DB e non lo sfruttate, avete pochi clienti e fate una fatica immane a trovarne di nuovi (anche perchè vi basate quasi esclusivamente sulle relazioni personali del “paron” e/o degli altri “alti”, “quei che zoga a golf”!!!!)…..

Inserito il 13 November 2006 alle 09:46

14Jakala ha detto:

Il problema è sempre lo stesso, finchè la dirigenza di un azienda è ancorata a vecchi schemi iniziative innovative come newsletter o blog non hanno successo, proprio perchè sono viste come qualcosa che forse, ma molto forse può avere utilità. Ovvio che chi si dovrebbe occupare di queste cose preferisce dedicare tempo a fare altro, visto che gli sforzi non riconosciuti nel mondo del lavoro sono controproducenti.

Inserito il 13 November 2006 alle 09:59

15Valentina ha detto:

Per Filippo: l’unica cosa che può far cambiar idea al patron di turno sono i numeri e i “danè”.
Io ho provato a lanciare la newsletter alla fine dell’anno scorso tra le diffidenze generali… dopo 11 mesi siamo ad oltre 12.000 iscritti, con questi numeri ti assicuro anche la direzione inizia a crederci…
investimento molto basso e un DB non da poco con utenti davvero interessati.
Il problema, come segnali giustamente, è come faccio a scrivere la newsletter se gli altri non mi aiutano?
Una soluzione fattibile è una collaborazione con un esperto del settore che scriva notizie interessanti che tu vai ad integrare con news aziendali (cosa facciamo, fiere, progetti, nuovi prodotti, ecc.).
Così bypassi un sacco di problemi e vai avanti testardo per la tua strada. Alla fine i tuoi sforzi esxtra verranno ripagati – stai tranquillo! :O)

Inserito il 13 November 2006 alle 14:16

16Filippo Minelli ha detto:

rimane un’ultima questione…la pianificazione. il problema, soprattutto nelle PMI, sta nel fatto che c’è (quasi) assenza di pianificazione, con la conseguenza di non avere una visione globale e integrata dei vari strumenti a disposizione e dei relativi budget da allocare nelle diverse aree, nonchè (e molto importante) la parte organizzativa: chi destinare a cosa? chi prendere all’esterno? mi spiego: per fare un blog o per occuparmi delle news devo “dirottare” una persona che prima faceva altro? o devo chiamarne di nuove? questo è un grosso problema a mio modo di vedere, per le aziende che non hanno un’area marketing delineata al loro interno (tipo quella in cui lavoro)…e credo non siano poche…

Inserito il 13 November 2006 alle 14:31

17Giorgio Soffiato ha detto:

Credo che come sottolinea Valentina, entro una certa massa critica il lavoro sia fatto di testardaggine, passione e articoli scritti rubando tempo al sonno. Un blog per essere blog deve essere aggiornato al massimo ogni 3/4 giorni, anche senza pianificare, anche senza dirottare risorse se il responsabile marketing ne ha la possibilità. Ciò che è certo è che la moneta di internet è il tempo e di tempo ne serve parecchio per portare avanti un progetto simile, che è però uno dei pochi a valore aggiunto per cui è possibile cambiare le carte in tavola, va messo in preventivo un investimento pesonale a fondo perduto in termini di tempo finchè non si genera la massa critica, chiaro che poi quando ti presenti in azienda con 12.000 nominativi per una DEM vedrai che anche il capo ti ringrazierà

Inserito il 13 November 2006 alle 17:49

18fradefra ha detto:

Ho già avviato vari blog aziendali, non tanto per l’aspetto sistemistico, quanto per la definizione del piano strategico di comunicazione, la linea editoriale ed i criteri di visibilità.

Sono d’accordo sul fatto che i problemi che le aziende stanno scoprendo (chi ci è arrivato) è che a fronte di un costo di avvio piuttosto contenuto (rispetto ad altri strumenti e processi), il blog implica poi una gestione, la capacità di comunicare e, soprattutto, l’identificazione di chi può rappresentare l’azienda. Scrivere sul blog aziendale non è come scrivere sul proprio blog personale. Il mercato osserva e quindi, necessariamente, la comunicazione deve rispettare i vincoli della Direzione.

Però…

Scrivere su carta e penna si fa da sempre. Nessuna la chiamerebbe una moda!
Che il blog possa dare occupazione e gestione è vero, ma come qualunque forma di comunicazione.

Il blog, aziendalmente, è solo un nuovo strumento e/o un nuovo canale. Non conta in sè, ma l’uso che se ne fa.

Inserito il 15 November 2006 alle 09:59

19Giorgio Soffiato ha detto:

Non sono in pieno accordo sul paragone con la carta. A livello aziendale dobbiamo considerare che la moneta di internet è il tempo, oltre che il denaro. Questo sta a significare che è molto più costoso in termini economici che di tempo acquistare uno spazio di comunicazione off line rispetto alla creazione e gestione di un blog, l’impegno in termini di tempo è maggiore e costante. Per questo è necessaria una professionalità specifica o quantomeno un responsabile new media che si integra con un content manager per la definizione dell’infrastruttura e del messaggio. A livello Pmi la cosa è improponibile (già un uomo marketing è quasi un lusso) quindi affidarsi a soluzioni esterne è una delle vie, a mio avviso è però imprescindibile una conoscenza dall’interno dell’azienda per poter gestire al meglio il blog quindi qualcuno che ci dedica un pò di tempo è assolutamente necessario. Detto questo, l’importanza dei blog anche aziendali è assoluta e possibile fonte di vantaggio competitivo

Inserito il 15 November 2006 alle 12:25

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