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Archivo » September 2006

Creativita?

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Sep 2006
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Giorgio Soffiato

Lo ammetto: Sono un ignorante di marketing. Nonostante il 30 (preso inerasmus). Per questo quando l’amico Giorgio mi ha chiesto di contribuire al progetto mi ha assegnato (o gli ho chiesto io, non mi è ben chiaro) un argomento particolare: la creatività. Difficile dire cos’è la creatività, mi limito a osservare che tra le varie definizioni quelle date dai più creativi sono di solito le più banali. Quindi se vi viene in mente una definizione di creatività priva di originalità, dovreste essere contenti. ;-) Sul rapporto tra marketing e creatività ho chiesto un’opinione all’amico google: 18.000.000 di risultati per marketing (in 0,24 secondi), 5.800.000 per creatività (in 0,25 secondi: anche per google creatività è lenta, marketing rock :-). Fin qui nessuna sorpresa. Quello che mi lascia perplesso sono le migliaia di risultati che danno le query marketing science e marketing scienza Anche nel XXI secolo, il positivismo è duro a morire. Anche voi avete questa percezione? creatività:marketing=arte:scienza? Non essendo uno scienziato, se devo schierarmi da una delle due parti, la scelta è abbastanza obbligata. A proposito di arte, voglio segnalarvi la splendida campagna di NikeItaly per la nazionale italiana, o meglio per gli azzurri targati nike.Per chi interessa, l’agenzia è Wieden & Kennedy Amsterdam.
Mtismagic per marketingarena

Zune, Zune, Zune..

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Sep 2006
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Giorgio Soffiato

Ne avevo già parlato ad agosto, ma ora, dopo il comunicato stampa di microsoft, tutto è molto più chiaro:

- costo: 249$

- debutto USA: 14 novembre

- costo brani: 99cents o 14$ al mese o 44$ per tre mesi

Le implicazoni di marketing sono piuttosto interessanti: zune sarà un loss leader, cioè un device in perdita, almeno inizialmente. E’ chiaro che ipod è un leader indiscusso e la penetrazione nel mercato non sarà semplice, va inoltre detto che anche ipod ha come modello di business la vendita di musica più che il mero guadagno generato dal device in se (forse in Italia la cosa è poco percepita perchè il download è sempre pesante ma molti in USA utilizzano itunes, e mi riservo di proporre presto i numeri del successo). Microsoft già con xbox 360 ha sperimentato la politica del loss leader (dai 100 ai 200$ di perdita per ogni prodotto venduto, parzialmente recuperati con i giochi) e sembra che per penetrare in questi mercati e garantirsi una rendita pluriennale la via sia solo quella che microsoft sta seguendo.

Zune o ipod? La grande differenza tra i due device è di certo la “sharing experience” che zune promette: il player supporta infatti la rete wi-fi e sarà possibile scambiare contenuti tra Zune vicini. Anche il supporto video (anche panoramico) sembra essere implementato al meglio ma è chiaro che ipod non sta a guardare e queste funzionalità sono quasi pronte anche dalle parti di Cupertino, con il vantaggio che di ipod in giro ce ne sono parecchi e sono davvero pochi gli insoddisfatti con la voglia di cambiare.

Si parla di loss leader qui, un materiale corposo ma interessante, soprattutto per chi vuole capirci un pò di più sul marketing in generale (se non si apre pazientate perchè è un file grosso).

Se famo..

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 29 Sep 2006
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Giorgio Soffiato


du spaghi!!

Il sito in questione è una sorta di portale che aggrega diversi ristoranti in Italia. Il taglio collaborativo e l’utilizzo delle moderne tecniche di condivisione (wiki) e posizionamento (tutte le città in prima pagina.. e google gongola) ne fanno un caso di emozionante web 2.0

Credits per la notizia: fluido

World Car

di Gianluca Marconato · pubblicato il 29 Sep 2006
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Gianluca Marconato

Cina…tentazione o necessità? Fiat ritenta la carta della world car…anche perché se il prezzo sarà l’equivalente di circa 8.500€ non si può proprio parlare di auto low-cost (Renault-Dacia Logan in Romania è venduta in versione base a meno di 6000 €). Francamente sono perplesso. Fiat intende vendere circa 40.000 esemplari all’anno e in totale 300.000 unità da qui al 2010.
Sono perplesso non per la scelta del mercato: la Cina è sicuramente un mercato emergente dove investire in quanto:
· il tasso di crescita negli ultimi 13 anni è stato del 70% circa (contro il 34-35 % medio mondiale – Africa esclusa) e sta aumentando tuttora a ranghi sostenuti
· Il tasso di motorizzazione è di circa 16 auto per 1000 abitanti contro una densità media di 329 auto per 1000 abitanti
· Se la Cina aumentasse il proprio tasso di motorizzazione fino a una densità di 100 auto per 1000 abitanti (un valore bassissimo a livello globale) il bacino potenziale, data una popolazione di circa 1,3 miliardi di persone, sarebbe di 110.253.000 vetture
· L’aumento di vetture immatricolate dal 1997 al 2003 è stato del 60% contro il 9% del mercato globale.
· La motorizzazione è ancora al primo stadio: è elitaria ( meno di 20 auto per 1000 abitanti) ma si sta affacciando a rapidi balzi al secondo stadio, quello della “motorizzazione in decollo” dove l’automobile, anche se considerata ancora un bene destinato alle classi più benestanti, inizia a diffondesi secondo tassi d’incremento che superano quello seguito dal reddito pro capite (il PIL pro capite della Cina dal 1990 al 2003 è aumentato del 9,1% contro una media mondiale del 4.9%).

Ma dico, con tutto questo ben di Dio, vai là a costruire una vettura con l’obiettivo di venderne circa 40.000?!?
Ma il marketing a che serve?! Francamente me lo chiedo, anche e soprattutto dinnanzi allo splendido lavoro fatto in campo nazionale ed europeo da parte del management Fiat, esemplare nel rilanciare un marchio in forte crisi di personalità e di vendite. Effettivamente non mi sembra che la nuova vettura, tale Fiat Perla (una berlina simil Logan) abbia le potenzialità per fare il botto. Intendiamoci, 40.000 vetture vendute non sarebbe un cattivo risultato, ma lontano dai risultati che si potrebbero ottenere con la progettazione di un’auto ad hoc ad un prezzo di circa 4000-5000€.

Chiaramente se dovessi esportare una tipologia di automobile nel mercato cinese opterei senza tanti ripensamenti a una sportiva, a una ammiraglia lussuosa o a un alto di gamma: le vere auto globali, che si vendono come il pane dappertutto sono queste: cercherei di fare i soldi con chi i soldi è ben disposto a spenderli.

Gianluca Marconato per marketingarena

Il marketing col vizio

di Ilaria Paparella · pubblicato il 27 Sep 2006
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Ilaria Paparella

Le star non si spogliano soltanto per guadagnare qualche copertina, lo fanno anche a fin di bene! Che dire di Dita von Teese, Naomi Campbell e Winona Ryder unite (e nude…per ogni maschietto penso sia proprio una bella immagine) per sostenere la prevenzione del cancro alla pelle per la campagna promossa da Marc Jacobs?

Ma ricordate per caso lo scandalo in cui fu coinvolta una cleptomane di nome appunto Winona Ryder colpevole di aver rubato abiti griffati di uno stilista molto noto saccheggiano i magazzini Sacks? Ecco, lo “stilista molto noto” era proprio Marc Jacobs che adesso l’ha voluta come testimonial per l’iniziativa benefica, vestita solo di un cartello dal messaggio molto esplicito e addirittura in uno spot che rimanda al “vizietto” dell’attrice e suona così: “protect your skin you’re in save your ass” che più o meno sarebbe “proteggi la pelle per salvarti il c***”.

La Ryder ha acconsentito a farsi fotografare da Juergen Teller in uno spot che rimanda chiaramente al furto da lei commesso anni fa sulla Fifth Avenue. In uno scatto è ritratta in un camerino, in un altro indossa un pullover proprio accanto a una valigia zeppa di indumenti e a un paio di forbici (simili a quelle con cui Winona staccava gli anti-taccheggio dai vestiti, prima di mettere a segno il colpo).
La parabola del figliol prodigo in chiave moderna. L’onor proprio che abbassa la testa in onore della visibilità.. almeno sta volta si tratta di una buona causa!

Ilaria Paparella per marketingarena

Kenwood :-)

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 27 Sep 2006
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Giorgio Soffiato
La discussione sul caso Kenwood si fa interessante ed è quindi giusto riflettere assieme

Crive ha detto…
Addirittura ad alcuni non fu nemmeno data la possibilità di confermare l’ordine della maglietta…L’idea era buona, ma quando si dice “esperienza negativa”…
6:22 AM

500gialla ha detto…
Io che ho aperto il thread in questione mi sento un verme… ho portato non so quante persone a disperarsi perché non arriva la maglietta!! In più ci metto che non arriva neanche a me, a giorni andrò da uno psicologo ad implorare psicofarmaci! =)Fedow (e datemi sta maglietta di Giamiroquei, cribbio!)
11:35 AM

Giorgio Soffiato ha detto…
dai c’è di peggio.. e soprattutto non disperare, io credo in una sorpresa positiva prima o dopo.. non possono rischiare una tale figuraccia..
1:00 PM

Suorina80 ha detto…
La prima l’ho ricevuta il 12 settembre, e l’altra l’ho ricevuta stamattina (ho fatto incetta…). Ha ragione Giorgio, pensate positivo!!!
5:50 AM

newline ha detto…
anche io l’ho ricevuta, ormai due settimane fa. La mia maglietta apparteneva alla primissima infornata…può essere che le spediscano a ondate.Comunque non credo che una grossa azienda possa sputtanarsi così…dai…
6:50 AM

Giorgio Soffiato ha detto…
Urge una rettifica.. anche se il tempo è comunque un pelo troppo dilatato e questo è l’effetto. Non è detto che quando la maglia arriva chi ha sparlato metta poi lo stesso impeto nel correggersi, e la colpa (se non è impaziente) non è del tutto sua. Comunque diamo a kenwood ciò che è di kenwood
9:29 AM

gabriella57 ha detto…
La eisidisi di mio figlio e’ arrivata due settimane fa…ha ragione newline, la spedizione sara’ ad ondate. I tempi, pero’, mi sembrano ragionevoli: mi ricordo ancora quanto ho aspettato i regali del mulino bianco quando c’era la raccolta punti negli anni ’80.Allora non c’era internet e mi lamentavo solo con mia cognata…
2:01 AM

newline ha detto…
giorgio la tua rettifica non la compre ndo (proprio dal punto di vista grammaticale). Io trovo che sia necessario essere un pò più generosi nel giudizio, in fondo si tratta di un regalo, anche bello!

Perdonate il grassetto ma per fare un pò d’ordine è necessario disturbare un pò l’occhio. Alla luce di questi commenti devo rivedere alcune convinzioni sociologiche personali e rilevare che la pazienza media non è tarata su un mese (come pensavo) ma quando si parla di regali appare più dilatata e la disponibilità delle persone a ricredersi è maggiore. Credo che l’importante sia il fatto di non sentirsi fregati e questo sollievo, unito al regalo fra le mani (anche se dopo un mese e mezzo) da adito ad un ricredersi sui commenti negativi precedenti.
Io che ho studiato il passaparola inorridivo all’idea che per un mese un buzz negativo impazzito si diffondesse sul web come provato dai commenti sull’argomento nel forum da me citato e riportato. Il problema è stato centrato al meglio da gabriella che ci fa notare come 10 anni fa le esperienze negative fossero molto più limitate nella propagazione (e forse le grandi aziende più potenti perchè se il tuo vicino di casa veniva fregato non era poi cosi detto che te l’avrebbe fatto sapere, oggi se un cinese trova la nutella troppo salata lo sanno in 5000, anche se non è vero!). La mia proccupazione però è stata fugata dall’effetto regalo e dal fatto che l’iniziativa iniziale è lodevole (e nel post originale è stata lodata) e quindi le persone ne sono comunque positivamente impressionate. Detto questo le mie scuse sono tutte per Kenwood e per voi per la cattiva analisi di marketing in questo caso. Permettetemi però un appunto sulla scorta del permission marketing di Seth Godin: costava molto mettere una postilla in home page con scritto “tempi di consegna un mese e mezzo’?

In ogni caso l’iniziativa ha avuto successo infatti:

CHISS ESAURITA!
DAIAR STRAITS ESAURITA!
VILLEIG PIPOL ESAURITA!
EISì/DISìE SAURITA!
GRIN DEI ESAURITA!
DE BITOLS ESAURITA!
BRUS SPRINGSTIN ESAURITA!
PINC FLOID ESAURITA!
GIAMIROQUEI ESAURITA!
DIP PARPOL ESAURITA!

What Women Want

di Filippo Minelli · pubblicato il 27 Sep 2006
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Filippo Minelli


Certamente tutti sappiamo come uomini e donne reagiscano diversamente di fronte al messaggio pubblicitario. Quello che le donne vogliono e quello a cui sono attratte può essere diverso rispetto a ciò che attrae l’uomo. Non sempre è vero, ovviamente dipende da ciò a cui si riferisce il messaggio. Il sesso, ad esempio, è una materia interessante.
Credete che i giornali con pubblicità di moda che sbattono in primo piano foto di donne seducenti funzionino con le donne? Qual è il loro target?
Un team di ricerca dell’università della Florida ha studiato questo tema. Conducendo uno studio su 100 donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni chiamate a giudicare foto di donne attraenti…la ricerca ha trovato che più seduttive erano le modelle, meno interesse avevano sulle donne!
Questa scoperta sembra contraddire le numerose immagini sensuali di pubblicità che si trovano sui “patinati per signora”. C’è forse un “piccolo gap mentale” tra i maschi realizzatori e i consumatori (donne)?
Nonostante la massima “il sesso vende” abbia sempre funzionato, da un punto di vista femminile l’erotismo nel marketing è eccessivo, sporco, non informativo…

Allora perché le pubblicità nei giornali di moda femminili usano in dosi massicce la sensualità?

Secondo questo altro articolo, le pubblicità sessuali aumentano l’intenzione d’acquisto degli uomini…ma hanno l’effetto contrario per le donne!Il sesso nelle pubblicità su carta stampata aumenta l’efficacia per gli uomini, incluso l’impulso all’acquisto, mentre per le donne lo riduce. Per entrambi, le pubblicità con contenuti sessuali distolgono l’attenzione a quello che la marca vuole essere e rappresentare. Secondo un test pubblicato da ADWeek le pubblicità sessuali hanno un forte effetto sul comportamento visivo di uomini e donne. Gli uomini prestano molta attenzione sulle immagini sessuali (seno, gambe e pelle nuda). Mentre questo aumenta l’interesse per la pubblicità e trasferisce quest’ultimo sull’interesse all’acquisto, distoglie l’attenzione dell’uomo da altri elementi quali il logo del brand…e questo è una delle ragioni per le quali il brand recall è minore negli uomini che nelle donne.
Le donne, dall’altro lato, evitano di guardare le immagini sessuali e, sempre secondo questo studio, pensano che ci sia troppo sesso nelle pubblicità e più del 40% del campione pensa che queste pubblicità promuovano un certo deterioramento dei valori morali della società, e rappresentino una minaccia per l’educazione dei bambini.

Per concludere, vi riporto una frase del podcast che ho sentito l’altro giorno (“Wizard of ads”): “Yes, selling to men can be very easy. But how does one sell to women? Men use language to establish status. Their measurements are up and down. What do you think of me now that I’ve said this? Am I up or down? Up or down? But women use language to establish bonds of connection, near and far. ‘How close are we now that I’ve said this?‘” – Dr. Nick Grant, adjunct faculty, Wizard Academy

Filippo Minelli per Maketingarena

Il caso telecom

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 26 Sep 2006
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Giorgio Soffiato







Visto dal marketing: Telecom scorpora TIM perchè ha deciso di puntare sulla rete fissa dove intravede interessanti opportunità di mercato.

Visto dalla finanza: TIM è un’azienda florida e sana, telecom no. TIM servirà per fare cassa e il sospetto è che sotto ci sia una cosa del tipo “tu intanto fai cassa con tim, poi noi ti diamo una mano”. Non si può non ricordare lo scorporo di sanpaolo immobiliare da parte del gruppo sanpaolo proprio al fine di fare cassa.

Identikit

di Luca Crivellaro · pubblicato il 25 Sep 2006
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Luca Crivellaro
Paura eh?!
Identikit: Leonardo Brunelli, 26 anni, studente di marketing e gestione d’impresa all’università Ca’ Foscari di Venezia (miei compari bloggers, magari lo conoscete: è un vostro brillante collega!). Si merita senza dubbio la copertina di quest’oggi per aver fatto palpitare Bassano: il rampante uomo-marketing aveva infatti avuto il compito di pubblicizzare la riapertura del ristorante “La Favorita” della cittadina in provincia di Vicenza, ma disponendo, com’è tipico in questi casi, di un budget risicato.
Che fare?
Il Brunelli sa bene che la gente ormai si sa difendere dagli attacchi pubblicitari, riuscendo agevolmente ad ignorarli, ma sa anche che “la gente recepisce davvero i messaggi solo quando è vulnerabile emotivamente”, come racconta lui stesso ad un giornalista. Decide quindi, illuminato in questo dall’improvvida multa guadagnata dalla sua fidanzata, di servirsi dell’abusata quanto ormai inutile tecnica del volantinaggio, aggiornandola però nella forma: ed ecco apparire, sotto i tergicristalli delle automobili parcheggiate nel centro di Bassano, 2500 finte multe, con carta e colori del tutto simili a quelle reali e tanto temute. Le reazioni: gente atterrita, arrabbiata ed infine sollevata dopo aver scoperto la finta contravvenzione; per non parlare dei vigili e degli ausiliari della sosta, che telefonavano al comando confusi.
Il nostro Leonardo è forse anche un fine psicologo, visto che l’utente, comprendendo la trovata pubblicitaria, associa inconsciamente (e positivamente) il nome del ristorante citato nella “contravvenzione” con il proprio sereno stato d’animo improvvisamente ritrovato.
Senza contare poi che la trovata è senza dubbio gustosa e porta i destinatari della multa a conservare il temibile foglietto di carta, che verrà mostrato ad amici e parenti…”Un colpo infido, si, ma divertente e intelligente”, hanno commentato in molti.
Un altro mero dato, il tempo di esposizione al messaggio: ben 30 secondi al minuto, più la notorietà della finta contravvenzione che passa di mano in mano, tra conoscenti.
Obiettivo raggiunto, basso costo, grande risonanza, notorietà. Che dire…eccellente su tutta la linea.

News tratta dal “Gazzettino Online”, 22 Settembre 2006.

Luca Crivellaro per marketingarena

Errata C

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 25 Sep 2006
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Giorgio Soffiato

In questo post abbiamo parlato non benissimo di kenwood e della sua iniziativa di invio magliette mai arrivate. Bene, le magliette, con un pò di ritardo (che chiameremo pazienza) ad alcuni nostri lettori sono arrivate quindi è giusto rettificare l’errore.

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