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Archivo » August 2006

Panda Monster

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 31 Aug 2006
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Giorgio Soffiato

Il punto sul web

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 31 Aug 2006
Archiviato in Web marketing e 2.0Commenta

Giorgio Soffiato

Alla luce della sorprendente quantità di contenuti che l’amico Gianluca invia e del dibattito costruttivo nato sul tema precedente, ecco un’altra delle considerazioni del nostro Gian:

Considerando l’evoluzione del web mi chiedo quali possano essere gli scenari più probabili per quanto riguarda il business in rete. Il web sta divenendo sempre più interattivo e pieno di servizi, molti dei quali assolutamente freeware. La diffusione di blog, siti quali youtube.com, myspace.com giochi online, dimostra come vi sia la volontà da parte dell’utente di internet di sentirsi parte di una comunità e di condividere le proprie esperienze : foto, video, musica…
Per un’impresa che decide di investire online oltre al proprio sito che tipo di strategie sono consigliabili?

Senza dubbio il posizionamento nei motori di ricerca e articoli publi-redazionali non invasivi. Via i pop-up antidemocratici.

Fiat ha dimostrato di essere molto ricettiva in tal senso (ottima l’intuizione di creare un sito ad hoc per la nuova 500, con la possibilità di personalizzazione su una base virtuale di default del modello: ottima perché ha permesso sia di far crescere l’aspettativa nei confronti di un modello dal sicuro avvenire, sia perché ha permesso di testare quali sono le configurazioni più gettonate dai clienti: materiale utile per definire gli ultimi dettagli o cambiare in corsa ciò che non piace: non so l’ampiezza del campione, il cui target è sicuramente per la maggior parte composto da giovani, molti dei quali under 18, ma riuscire a raccattare in tal modo una mole di informazioni puntando sull’aspetto ludico, in stile videogame (need for speed underground su tutti) è stata una mossa degna di nota. (Il coinvolgimento dei giovani, tramite concorsi, progetti o anche semplici giochi è una strategia vincente, sempre nel caso in cui siano i giovani i destinatari del messaggio).
Il vero problema, ancora irrisolto sta nell’indirizzare i destinatari il cliente al sito: pop-up, banner e link sponsorizzati sono inefficaci e fastidiosi: per non parlare delle mail: effetto spamming assicurato.
E allora che fare?
La tendenza sarà un rafforzamento della pubblicità offline a beneficio del servizio online: fenomeno già visibile, anche se ancora timido.
L’uso di strumenti quali podcast, videocast che puntino sull’ironia o sull’effetto curiosità: il passaparola è l’unico strumento capace di smuovere le masse, questo è chiaro a tutti.
L’aspetto della comunità è un’altra carta da sfruttare, più di quanto fatto finora: il coinvolgimento è propedeutico alla fidelizzazione: i giovani hanno voglia di partecipare, di sentirsi parte di una realtà, di condividere e di sentirsi protagonisti: scelgono internet come via per cercare di vedere soddisfatti questi bisogni ( bisogno in marketing ha una valenza molto, molto forte).
La pubblicità tradizionale è ormai anonima, anche se più di prima fondamentale: mi accorgo ultimamente più degli spot che mi irritano che quelli che mi attirano.


Concordo sull’imbarazzante inutilità degli strumenti tradizionali anche se c’è una distinzione da fare: un servizio web va pubblicizzato sul web (almeno per ora), operazioni di “channel crossing” tra on line e off line con alla base un prodotto on line sono a mio avviso rischiose perchè si rischia di coinvolgere chi non ha accesso alla rete, mentre pubblicizzando solo on line si è sicuri sul target. Se invece il prodotto/servizio oggetto di comunicazione ha la sua natura off line ben venga l’integrazione. Il discorso sul virale come sugli advergames e i contenuti omaggio non è semplice, a mio avviso il rischio paventato è che fra 8 mesi il video virale diventi noioso quanto la mail di spam oggi, troppa concorrenza sul metodo e fine divertimento, rischiamo di essere subissati di v-video. La strada è di certo la qualità, alla fine il discorso è il solito, siamo a chiedere alla gente dati, e in cambio? Ben venga qualcosa di valore vero, ok la maglietta kenwood (tanto comprare i dati targettizzati da un centro media non costa meno di 10.000 magliette), ok i contenuti per ragazzi, ok gli mp3.. a mio avviso la strada è comunque quella dei prodotti speciali, ad esempio la panda monster, prenotabile solo sul web e realizzata in poco più di 600 esemplari, la strada è la personalizzazione e l’esclusiva, brodo di giuggiole per il marketing, imprecazioni a go go per la produzione, via alla mass customization, qui emergeranno i migliori..

Nè arte ne parte

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Aug 2006
Archiviato in Design e arte5 commenti

Giorgio Soffiato


E’ il grande Gianluca Marconato il primo a raccogliere la sfida di parlare di marketing su TWM. Lo ringrazio di cuore tanto per la sua amicizia quanto per la qualità dei contenuti che esprime, la prima parte del suo ragionamento è qui. Le parti colorate sono sue, il testo nero è mio.

Stavo riflettendo un po’, mentre controllavo la mia deficitaria situazione economica in hattrick… (gioco on line sul calcio n.d.r.) strano che aziende quali Nike, Adidas, Puma ecc. non abbiano ancora investito in tale situazione. I giochi online, ormai sono una realtà consolidata e globale: solo hattrick conta un milione di iscritti. Per aziende sportive correlate col mondo del calcio è una opportunità ghiotta: ammodernando un po’ la grafica sarebbe possibile vedere il logo sulle maglie: immagino le serie maggiori, serie A, bundesliga, liga. Niente banner, o pubblicità fastidiose (pop-up su tutti) ma sponsorizzazioni: Nike championship o cose del genere: tipo la pubblicità in FIFA o PES, senza essere invasiva. Penso a una sezione “Nike store” per i supporter: dove è possibile trovare l’ultima evoluzione della scarpa da calcio o altri prodotti più o meno tecnici, un torneo “Joga bonito” dove il vincitore prende soldi –virtuali, chiaramente!- o altre trovate del genere, che arricchiscono il gioco senza essere fastidiose, anzi, che permettono un upgrade del divertimento.
Considerazione a supporto di questa proposta:
alto numero di iscritti e successo sempre maggiore per questo tipo di giochi on-line à l’adsl con tariffa FLAT è offerta a prezzi convenienti ed è alla portata di tutti: aumento costante e robusto degli abbonamenti
aiuto economico ai programmatori à miglior qualità del gioco: fastidiosi i sempre più frequenti rallentamenti dovuti al server
possibilità di differenziazione: i supporter potranno personalizzare ulteriormente la propria squadra (equipaggiamento, stadio…) nel solco fin qui tracciato
visibilità incredibile (solo in Italia 10 categorie – lo scorso anno erano 9, con una lista d’attesa per entrare in possesso della propria squadra di quasi un mese:circa 2500 utenti costantemente in coda- un numero elevatissimo di squadre: la IX serie era composta da circa 2100 gironi da 8 squadre ciascuno. Il tutto alimentato solamente dal passaparola) a fronte di un investimento non proibitivo.
business facilmente replicabile in altri giochi online: ce ne sono di tutti i tipi: tennis, F1, atletica, basket, ciclismo, calcio (oltre ad hattrick, ci sono altri giochi gestionali)
nella pausa tra il primo e il secondo tempo highlights offerti dagli sponsor: in questo caso un po’ di pubblicità ci può stare…
La mia non è una proposta, ma una riflessione seria su quello che sarà il futuro della pubblicità in rete: la strada è questa, a mio modesto parere, e penso che verrà percorsa tra qualche tempo: il modello che ho descritto è ben lontano da quel tipo di pubblicità attualmente in voga in internet, tradizionale e snervante: è una riproduzione nel mondo virtuale di quanto accade nel mondo reale.
È vero che nei videogiochi questo tipo di modello ha già iniziato a diffondersi (the sims si presta alla grande!), è giunta l’ora di applicarlo dove può portare maggiori vantaggi economici.
P.S: ho fatto riferimento a Nike & Company perché mi sembrano le aziende più adatte e interessate, soprattutto da un punto di vista strettamente economico e commerciale, come ritorno d’immagine ecc. ma non escludo ed anzi inviterei aziende non strettamente correlate al mondo del calcio che hanno come target l’utente medio di hattrick (in pratica un ominide di sesso maschile che respiri…e ami il calcio…) a investire in tale senso (mi immagino l’eroe idolatrato in conference perché non ha accettato un ricco contratto offerto da chissà quale azienda per non violare l’immacolata stoffa delle maglie in nome della purezza di hattrick…questo è effettivamente l’unico limite di questo modello: ma, chi come me, lotta con il bilancio bisettimanale, se ne infischierebbe dell’ideologia e accetterebbe di buon grado i soldoni…)


Ottima riflessione Gian! Penso sinceramente che questo tipo di micromarketing (a livello di costi non di audience) andrebbe preso in considerazione in maniera fattiva: purtroppo ci si limita a giocalizzare il brand (advergaming) anzichè brandizzare il gioco. Hattrick ha un’ottima base di persone che potrebbe addirittura sponsorizzare i singoli giocatore facendoli divenire uomini immagine etc.. attendiamo commenti dai giocatori e dagli esperti :-)

Per concludere: c’entra qualcosa il marketing virale col fatto che hattrick dopo poco tempo diventa una malattia?!?

Credo che il marketing virale potrebbe funzionare con un gioco come hattrick, e infatti molti invitano spontaneamente gli amici ad iscriversi. Ma credo anche che (forse giustamente per preservare la politica di gioco che punta solo alla copertura delle spese e non al lucro) i capi del gioco potrebbero far meglio in termini di marketing e management.

ecco ad esempio un bambino tedesco che gioca ad hattrick

Per concludere ringrazio gianluca e vi invito caldamente a visitare il suo blog

Long Tail

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Aug 2006
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Giorgio Soffiato

Advergame

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 29 Aug 2006
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Giorgio Soffiato

E per non farci mancare nulla anche un interessante riferimento sull’advergaming

SE e viral

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 29 Aug 2006
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Giorgio Soffiato


Ecco a voi un interessante articolo sul Search engine marketing e la generazione di un buzz virale

Junk foods

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 28 Aug 2006
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Giorgio Soffiato

Dite che con uno stimolo del genere i ragazzi capirebbero che troppi junk foods non fanno bene? Speriamo vada loro meglio dei padri ingolositi dai junk bond argentini… Pare che tra gola e junk non ci sia un bel rapporto. (se non capisci vedi news sotto)

Info di servizio per i miei lettori: vi ringrazio per le prime reazioni sulla possibilità di collaborazione, studierò modalità indolori e non troppo gravose e vi contatterò personalmente

Bambinooooooo

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 28 Aug 2006
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Giorgio Soffiato


Grande polemica in UK per la campagna di Crafty (credo sia un’azienda inglese produttrice di cibi grassi come da foto.. ma non escludo sia una categorizzazione) che ha targettizzato al massimo sui ragazzi escludendo di botto le madri. Queste, sarà per l’ego ferito o (probabilmente) per il timore sulla salute dei figli, non l’hanno presa bene (memori di una simile campagna Kellog).
In breve la campagna di marketing innovativo ha puntato su sms, chat e strumenti ad alta frequentazione adolescenziale, in questa maniera i genitori sono stati assolutamente esclusi e, ben consci dell’importanza dell’influenzatore, quelli di crafty hanno pensato che l’acquirente materiale era il robot, ma loro volevano ingolosire il telecomando.. e probabilmente ci sono riusciti. La discussione nasce a proposito del valore etico di tali campagne. Personalmente ritengo che ci siano dei limiti da imporre ma penso anche che se un ragazzo sa usare il telefonino è anche abile per comprendere cosa è più giusto o meno per la sua persona (anche perchè se riceve messaggi ha sottoscritto una registrazione quindi non stiamo parlando di un bambino-automa ma di un ragazzo del 2006, smaliziato all’eccesso).

I nostri progetti

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 25 Aug 2006
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Giorgio Soffiato

The wired Markettaro è un progetto che, come i molti che a volte
intraprendo, avrei pensato di lasciare a metà, per
stanchezza e mancanza di interesse.
La realtà è che questa cosa mi prende parecchio e una decina
di affezionati lettori non me li toglie nessuno.
Ecco quindi le linee guida per il prossimo futuro

1) coinvolgimento di quelli che con me condividono questo
interesse al fine di crescere in qualità e quantità dei contenuti
Filippo
Gianluca
Ilaria
LucaCrive
Mtismagic
E tutti gli appassionati.. siete invitati a collaborare con me!

2) coinvolgimento di esperti veri. Le 3 domande a
Maurizio Goetz in passato sono state una prova, dovranno
divenire una consuetudine

3) Analisi di documenti anche minimamente più scientifici
come studi e ricerche in modo da rendere questo blog anche
(a volte) semiserio :-)

La certezza è che per un altro pò sarò qui a rompervi le
scatole..

A presto

Giorgio

Ci siamo!

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 25 Aug 2006
Archiviato in Non convenzionale1 commento

Giorgio Soffiato

kenwood ha capito tutto

Regalare qualcosa è una cosa a mio avviso geniale. Ne ho letto su un forum e il buzz innescato è stato fenomenale. Il tutto al costo di.. 3 mesi di anonima affissione in un quartiere periferico di Milano? Questa campagna non porterà la gente a comprare una radio ma forse, di fronte alla scelta tra due radio, l’immagine di marca rinforzata da questa innovativa iniziativa potrà venire a galla, in maniera decisiva. Sono certo che nell’omaggio che arriverà a casa non mancherà un reminder con un buono sconto da spendere in punto vendita… sarei curioso di conoscere i risultati… questo è vero marketing non convenzionale! W il rischio

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