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Archivo » June 2006

Musica, Maestro!

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 27 Jun 2006
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Giorgio Soffiato


Ho trovato un articolo piuttosto interessante, parla di v-marketing e musica, nulla di nuovo visto che la musica è uno dei grandi termometri per capire dove sta andando il marketing, ci ho lavorato sulla tesi e meglio di me ci hanno lavorato Cottica e Fabbri nel loro paper “Il marketing virale. Esperienze e lezioni dal mercato musicale” (il titolo è circa questo ed è facilmente reperibile in rete, ad ogni modo è stato pubblicato su economia&management). Ho linkato però l’articolo perchè è interessante capire lo stato delle cose in termini di musica e marketing ed evidenziare alcuni aspetti.
- Sono sempre in meno ad ascoltare la radio e il “trito e ritrito” proposto, va detto però che le maggiori potenzialità del download e delle possibilità di scelta sono contrastate dalla presenza ubiqua del device radio (banca intesa mi ha regalato la radiolina non un portatile con connessione wi-fi).
- La radio regge comunque l’urto e si trasforma in un media di qualità cedendo la parte meno qualitativa e più artigianale a bloggers, podcaster etc..
- A mio avviso presto questo divario tra radio e podcaster sarà colmato in termini di tecnologia. Fiorello continuerà comunque a fare la differenza ma non è detto che non spunti un fiorello (azz battuta involontaria ma favolosa ghgh) dal popolo degli internet contents creators
- Il podcast è uno strumento quasi obsoleto per i nerd ma di cui tener conto perchè ha potenzialità impressionanti (come il videocast)
-Esiste effettivamente la possibilità di fare marketing di se stessi più facilmente. L’articolo fa sembrare quasi facile il fatto di diventare una star (suggerendo anche di mettersi in piazza a cantare, cosa ben poco innovativa come strumento virale, anche se di sicuro effetto). E’ palese che è oggi più facile farsi conoscere e che con un’attività di presenzialismo in rete (forum etc..) ai limiti dello spam è possibile fare molto e farsi conoscere. Credo però che di qui a diventare una star ce ne passi..
- In conclusione ci sono delle possibilità che qualche tempo fa non c’erano ma non è tutto oro (quello che fa luce..) ed è quindi necessario studiare un minimo di strategia organica anche se si decide di farsi il virale da soli e con 10 euro (cosa a mio avviso possibile e meglio di niente), resta d’altra parte certo che i media center che dominano questi strumenti hanno competenze che superano il singolo (non mi riferisco ovviamente agli improvvisati e ridicoli santoni del marketing innovativo).

Infine se avete bisogno di capire dove sta andando il marketing, chiedetevi dove sta andando la musica, molto spesso le strade coincidono

image credits: robertomangosi.com

Dalle (passa)parole ai fatti

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Jun 2006
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Giorgio Soffiato

Interessante e riuscita l’ottica di “virale nel retail” che Esselunga ha di recente testato. La creazione di alcuni simpatici personaggi (da porro seduto a ponzio pelato, da arancillotto a John Lemon) protagonisti della campagna di comunicazione ha infatti avuto un seguito. Sul sito è possibile scaricare wallpaper e segnaposto molto simpatici e la cosa interessante è che non si sono fermati qui!. Visto il successo questi personaggi hanno dato vita anche ad una linea di prodotti per la scuola che sembrano essere molto apprezzati.

In questo caso si vede come partendo da un soggetto di comunicazione ironico sia possibile dare poi un seguito alle campagne più fortunate lasciando correre la fantasia ed integrando al meglio le potenzialità del web e quelle del retailing. E’ importante che il mondo del retailing recepisca le opportunità offerte dalla comunicazione web e soprattutto dall’integrazione on-line off-line nella distribuzione. Ne abbiamo parlato all’università con il caso pamacasa, esselunga sembra esserci (puntando sulla comunicazione anzichè sulla spesa a casa) ed anche e-coop ha timbrato il biglietto (interessante l’esplorazione sempre più pressante del mercato dei viaggi che coop pratica in partnership con robintour se non sbaglio).

Qui i segnaposto divertenti.

Qui l’articolo da cui ho preso spunto per questa notizia

Self Marketing

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 09 Jun 2006
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Giorgio Soffiato


Ieri sono stato al jobmeeting di Padova (“Le aziende incontrano i laureati”). Occasione stuzzicante per guadagnare portachiavi knorr e zainetti Vodafone ma.. che altro? Di certo una buona opportunità per incontrare le PMI, ho visto aziende di media dimensione (Bartolini, banche popolari ma anche studi associato di commercialisti e consulenti del lavoro), in questi stand si poteva direttamente parlare con un responsabile e di certo con un interesse più attivo rispetto a quelle delle hostess Vodafone o Unilever il cui compito era recitare “metti il cv sul sito, gli stage li facciamo a Milano, ti lascio lo zainetto”. Inspiegabilmente a tutti interessava il rituale… anche i laureati sono vittime del merchandising più spinto.
Ciò che rimane da un appuntamento del genere è
1) il cannibalismo delle agenzie interinali o pseudo tali (ho lasciato un curriculum per sbaglio, mi hanno chiamato stamattina)
2) la tendenza delle grandi aziende a “presentarsi” e non ad “incontrare” a questi meeting che pur sarebbero fatti per il dialogo
3) la disponibilità ad incontrare delle PMI
4) la possibilità di venire a casa con un quadro non ancora organico ma almeno parzialmente delineato di “cosa c’è la fuori”.
Da aspirante markettaro ho visitato la sezione del sito dedicata alle aziende, ho ricevuto conferma che c’è un marketing anche dietro la formazione e il recruitment, gli stand riservati ai master erano letteralmente specchietti per allodole e forse è il caso di pensare dove si gettano i 5/10/15.000 euro di fee.
Io credo con ottimismo che il lavoro nel nostro mondo ci sia, credo anche che sia necessario emergere al grido di “o ti distingui o ti estingui” e di certo l’importanza del contatto (come predicava tim sanders in un libro molto bello) è un fattore sempre più sugli scudi. Sta a noi, laureati di oggi (e di domani grazie al 3+2) capire dove andare per ricercare soddisfazione e serenità, appagamento e stimoli, ma ho come la sensazione che sarà difficile coniugare il tutto..

3 Domande a..

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Jun 2006
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Giorgio Soffiato


TWM ha l’onore di presentare il primo, graditissimo, ospite. Si tratta di Maurizio Goetz, consulente di marketing digitale e comunicazione interattiva, svolge attività di formazione in diversi corsi di specializzazione. Il suo blog Marketing Usabile è un punto di riferimento per le tematiche legate al marketing relazionale e alla comunicazione cross-mediale e interattiva. Non mancano approfondimenti sulle tematiche di marketing che io tratto nel mio blog ma una cosa che si apprezza nell’aggiornatissimo Marketing Usabile è la lungimiranza nel delineare le future tematiche “calde” in tema di marketing digitale. Non è raro infatti leggere un “ne ho parlato 4 anni fa”, legato a tematiche attualissime che anche i più innovatori rilevano con grande ritardo rispetto a persone come Maurizion Goetz.
In questo primo esperimento ci siamo limitati a 3 domande molto rapide ma speriamo di avere in futuro nuovamente l’opinione di Maurizio Goetz e altri bloggers e non.
Pronti Via.

D. Il consumatore. E’ davvero più informato, considerato, smaliziato, potente?

R. Non necessariamente, ma se lo desidera e ne ha i mezzi tecnologici e culturali è in grado di ottenere tutte le informazioni che desidera e ridurre l’assimetria informativa, una volta fortemente squilibrata dalla parte delle aziende

D. Alla luce delle grandi rivoluzioni informatiche e del digital divide che oggi spacca l’Italia più di altre nazioni, quanto contano internet e i nuovi media per le grandi aziende?

R. Bisognerebbe chiederlo alle grandi aziende. Sicuramente non come dovrebbe.

D. Il marketing virale. Una sua definizione

Ne avevo già scritto nel 2001 la migliore definizione che ho trovato è di Raynay Valles:

“a way of marketing that leverages every contact with a customer or potential customer into additional contacts with potential new customers.”

Non posso che ringraziare Maurizio Goetz per le sue opinioni, consigliare il suo blog e augurarmi di poterLo ospitare nuovamente.

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Jun 2006
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Giorgio Soffiato

via Marketing usabile

Adidas

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Jun 2006
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Giorgio Soffiato

Nike

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Jun 2006
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Giorgio Soffiato

V-Domain

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 03 Jun 2006
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Giorgio Soffiato


Interessante articolo sul viral marketing in relazione ai nomi di dominio: ci si chiede se abbia senso sacrificare l’enorme potenziale del marketing virale in relazione ai nomi di dominio al solo scopo di conservare un nome vicino o simile all’originale. La risposta è no.
Esiste un semplice modo per capire dalle statistiche se il nome di dominio “ha fatto breccia”, basta valutare se, oltre ai normali redirect di google&co, alcuni utenti arrivano al sito inserendo direttamente il nome di dominio nella barra del browser. L’autrice, Dina Giolitto, riporta anche alcuni consigli per massimizzare la viralità del nome di dominio per scopi di business:

1) registra il nome di dominio immediatamente, quando il tuo business è ancora a livello di concept.

2) Non rendere noto il nome del tuo brand aziendale prima di aver trovato un nome di dominio disponibile

3) Corto & Semplice

4) Fai capire di cosa si tratta

5) Registra domini simili multipli che suonino simili a quello che hai scelto

6) Registra versioni “misspelled” del tuo nome di dominio (es gmai per gmail)

Vi rimando all’articolo per le spiegazioni dei consigli ed altri 4 tip che non ho incluso per non annoiarvi.
Credo sia interessante valutare anche queste sfumature a livello di viral, un ultimo accento va posto sulla progettazione, se come strumento di viral si sceglie, ad esempio, un volantino off line, è necessario integrare il nome di dominio con la progettazione grafica che si intende portare avanti. Ovviamente ciò non è possibile nei particolari ma è di certo vantaggioso, ove possibile, studiare un domain name adeguato alle macrotipologie di strumenti che si utilizzeranno in futuro.

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