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Ciak, si gira!

di Thomas Longo · pubblicato il 17 Oct 2007
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Thomas Longo

logo_ciak Nell’ambito del marketing quando si parla di televisione e cinema ci si riferisce in particolar modo a due importanti mezzi per veicolare messaggi pubblicitari.

In questo post vorrei mettere in evidenza un aspetto di cui non si parla molto ma che rappresenta un potenziale assolutamente non trascurabile e sul quale mi sembrano opportune alcune considerazioni.

Discostandoci dunque dalla classica advertising, vi siete mai chiesti se un film o una serie televisiva possano influire sulle performance di un’impresa o di un intero settore?

Ebbene sì, soprattutto nell’ambito del turismo, il grande schermo ha giocato in più di un’occasione un ruolo rilevante nel modificare i trend di mercato di alcuni settori. A voi alcuni esempi:

  • Negli anni ’70 la crociera era vissuta come un prodotto di lusso, ma a partire dai primi anni ’80 la fortunatissima serie televisiva americana The love boat (ambientata proprio all’interno di una nave da crociera), ha spinto, insieme ad altri fattori, tale prodotto verso il mercato di massa. Successo questo di cui ha beneficiato anche la compagnia Princess Cruises che ha prestato due navi della propria flotta (la Pacific e la Island) per girare la serie; in quegli anni il cruise operator ha avuto un incremento di richieste e in particolare per le due navi coinvolte.
  • Molte agenzie di viaggi inglesi hanno deciso di sfruttare il successo riscosso dal sequele Harry Potter proponendo tour lungo il paese nelle varie location toccate dalla serie. L’idea si è dimostrata molto redditizia e le richieste di tali tour sono in continuo aumento.
  • Il successo di un film può poi rappresentare un ottimo punto di partenza per sviluppare politiche di marketing territoriale a livello di paese per accrescere il flusso di turisti incoming. Ne è un esempio la Nuova Zelanda che sul flusso del successo riscosso dal Signore degli Anelli ha deciso di nominare una figura istituzionale (il Ministro del Signore degli Anelli) il cui obiettivo è quello di pubblicizzare il paese attraverso le varie location del film.

Alla luce di questi esempi viene da chiedersi allora se un modo alternativo per promuovere i propri prodotti sia rappresentato da questa sorta di pubblicità indiretta, magari facendosi promotori della realizzazione di film o telefilm e sfruttare il successo di questi per migliorare le proprie performance.

Thomas Longo

AH… è Natale…e il markettaro gode!!!

di Filippo Minelli · pubblicato il 22 Dec 2006
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Filippo Minelli

È natale, finalmente, e il markettaro può esprimere nuovamente la sua creatività sbandierando a destra e a manca promozioni, pubblicità speciali, e altre splendide iniziative dedicate…

Direttamente dagli Stati Uniti, si apprende che Wal-Mart ha deciso di “riprendere il Natale” nel suo marketing. Adesso infatti, come si legge in questo articolo, , ci saranno articoli speciali – “seasonal merchandise” – marchiati “Christmas” anziché “holiday”, per onorare a pieno la festa tanto attesa…anche per la pressione dei gruppi religiosi che la volevano maggiormente enfatizzata!

E proprio la chiesa americana ha proposto un sondaggio a proposito del marketing di Natale:
Qui si parla di product placement di Natale: in particolare, grazie al decreto Urbani del 2004, che permette il riferimento esplicito di qualsiasi forma di promozione all’interno dei film (senza più essere considerata “pubblicità occulta”), potremo assistere al cinema a una vera e propria promozione…Si parte con “Commediasexi”, il cui regista Alessandro D’Alatri dichiara: “Finalmente una legge che mi consente di utilizzare i marchi!”. Il produttore Tozzi ha anche ammesso che questo tipo di promozioni servono a finanziare il film, e difende il product placement cinematografico dicendo che:

“”Si tratta di un inserimento non forzato, che non stona con le immagini del film. Al contrario, il product placement ha consentito di aumentare ancor di più il livello del film dal punto di vista visivo”

si apprende che in totale saranno 9 i prodotti in vista!. Una dozzina, invece, quelli presenti nell’ultimo film di Boldi, “Olè”! Il reparto marketing di Medusa Film ha collaborato anche nella fase di lancio del film – dicono – e in particolare grande attenzione è stata riservata all’ultima consolle della Sony…

Filippo Minelli per MarketingArena

Il mini-sito http://www.fiat500.com/ è stato un successo. In questo post si propone:
· Un accordo da parte di Fiat con Ea Games per una versione di “Need for Speed” (il famoso videogame di corse), oppure con Namco per la saga “Gran Turismo” in cui giocare con la propria 500 personalizzata, al fine di migliorare la ”customer satisfaction” (soddisfazione del cliente) e la (web)brand loyalty (fedeltà alla marca…in questo caso al sito)
· Di pensare e sondare il mercato statunitense, che potrebbe essere un’opportunità da non sottovalutare.
· Di pensare a strategie di product placement

“500 wants you!”: 500 ti vuole è il claim dell’ormai celebre mini-sito Fiat dedicato al prossimo, ma già attesissimo modello che si ispira alla storica utilitaria italiana del passato.
Di questo sito dedicato a 500 se ne parla da parecchio e ormai si sa già tutto: è veramente ben congegnato e ha raggiunto (almeno credo!) tutti gli obiettivi prefissati.

In questo caso faccio un esercizio aggiuntivo e lancio delle proposte agli uomini marketing Fiat, per sfruttare fino in fondo il potenziale del sito:
o Proporrei ai marketing manager Fiat di pensare a una collaborazione con la software house “Ea Games” per far sì che nel prossimo “Need For Speed” [oppure Namco con Gran Turismo o altro..] gli utenti che hanno personalizzato (e registrato nel sito!!) la propria 500 possano gareggiare virtualmente con la stessa e di registrare poi i vari record nel sito. Se l’operazione fosse possibile porterebbe molti più utenti a registrarsi e si aumenterebbe la loyalty al sito. Non so il costo di tale operazione.
o Altrimenti, sempre con l’ausilio di una software house (penso sempre a Ea Games dato che il menù per personalizzare la 500 nel sito si ispira abbastanza chiaramente a quello di “Need for Speed” ) si potrebbe pensare a una versione customizzata su misura: un Need for Speed, da giocare online – fa molto community- il cui cd d’installazione verrà fornito gratuitamente a tutti coloro che hanno eseguito il login: penserei a un’operazione natalizia, o comunque a sorpresa per ringraziare chi ha deciso di registrarsi, per aumentare la fedeltà, e per aumentare l’awareness (Mini, mi sembra nel 2003 aveva eseguito un’operazione di co-marketing con Bauli simile: chiunque si fosse solamente registrato al sito ricevette a Natale un cilindretto marchiato Mini con all’interno un mini-panettone Bauli).
Cercherei inoltre di indagare le potenzialità del modello nel mercato americano:
o 500 è un simbolo del Made in Italy nel mondo: penso alla pubblicità della Birra Nastro Azzurro con la fantastica 500 gialla che scorazza per le vie di New York (possibilità di co-branding per un product placement in una nuova campagna pubblicitaria), oppure al cartone animato Lupin (utilizzava una riconoscibilissima utilitaria italiana)
o è vero che gli U.S.A sono il mercato dei Suv mastodontici, più prossimi per dimensioni a camion che a vetture dalle dimensioni europee, tuttavia qualche buon indizio io non lo sottovaluterei. Penso a Smart, la microcar Mercedes, che ha ritrovato un’inaspettata “nuova primavera” al di là dell’oceano, dopo essere stata un flop commerciale in Europa, riscontrando un discreto successo solo in Germania e in Italia. Sembra infatti che la Fourtwo da quando è stata vista nel film “Il codice da Vinci” abbia ingolosito la platea statunitense: Woody Allen nel suo ultimo film “Scoop” utilizza una Smart, portando beneficio all’immagine già di suo snob della mini-utilitaria: se effettivamente Smart verrà accettata negli U.S.A., come sembra (si vocifera a un boom inatteso di richieste! à tuttavia da verificare: può essere che sia solo un fuoco di paglia) perché non pensare a un’operazione simile per 500, che dal canto suo può sfruttare un’immagine ben più accettata? Fiat ha già piazzato Panda nell’ultimo film della serie “007”: la strategia di product placement penso sia facilmente sfruttabile per 500: basta cercare un potenziale film di successo, o un film di nicchia abbastanza snob da far tendenza à personalmente opterei per una commedia brillante [americana], anzi meglio: un remake dei film italiani che tanto piacciono agli americani à effetto nostalgia “ bella vita”, “vacanze romane” ricreare quel tipo di atmosfera (al limite questo è un consiglio per una campagna pubblicitaria). à [sinceramente del film “The Italian Job” [remake di un altro film anni ’50) ricordate la trama del film o le Mini personalizzate?! Per i maschietti: ho detto la trama, non le curve di Charlize Theron!!)

Gianluca Marconato per marketingarena

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