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Da tempo viviamo un’affascinante successione di quantum leap che piano piano rivoluzionano i paradigmi economici e le conoscenze che ci hanno accompagnato fino a qui. Questi salti innovativi sono soprattutto il frutto di un’attenta e sensibile osservazione della realtà e il risultato di radicali cambiamenti di prospettiva. La dimensione sociale entra prepotentemente nelle regole di mercato e diviene un importante elemento critico come mai prima. Ecco che Product, Price, Place e Promotion non bastano più! Per dirla alla Seth Godin c’è bisogno di una quinta P, quella di Purple Cow! Ora vi spiego meglio.
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Mettici la faccia!

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 04 Nov 2007
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Giorgio Soffiato

Ritornano i concorsi a premi, questa volta è stata proprio Tiscali ad organizzarne uno, denominato “Mettici la faccia”, finalizzato alla realizzazione di ua campagna banner.

Il concorso è on line fino al 4 novembre all’indirizzo http://metticilafaccia.tiscali.it/, ha come obiettivo sia dare visibilità agli utenti sia farli partecipare ad un divertente constest a premi.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Ninja LAB di Ninja Marketing, blog/osservatorio sul Marketing Non-Convenzionale.

Come si fa a partecipare al concorso?

Innanzitutto occorre essere maggiorenni e residenti in Italia, poi registrarsi al sito ufficiale del concorso ; dopodiché ogni utente potrà realizzare una vignetta umoristica, inserendo la propria foto su uno dei personaggi proposti da Metteci La Faccia!

I personaggi tra cui poter scegliere sono raggruppati in categorie che spaziano dal cinema allo sport, dalla storia alla geografia.

Ogni settimana avverrà un’estrazione e le vignette più votate saranno usate da Tiscali per una vera e propria campagna pubblicitaria on line. I loro autori potranno vedere la propria faccia sui principali siti italiani tra cui: Repubblica, Corriere, Yahoo, MSN e ovviamente Tiscali.

I premi previsti per la top ten settimanale sono: abbonamenti ADSL a Tiscali, Nintendo Wii, navigatori Tom Tom One, iPod nano e il vincitore finale si aggiudicherà una fantastica crociera nel Mediterraneo valida per 4 persone e della durata di 12 giorni e 11 notti

Anna Maria Pomponi per marketingarena

Come ti ridisegno la toilette

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Jan 2007
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Giorgio Soffiato

Al giorno d’oggi perfino la stanza da bagno dei locali pubblici quali hotel, ristoranti, teatri, aeroporti e discoteche può diventare fonte di ispirazione per i designer di tutto il mondo.
Ciò che li differenzia da quello di casa nostra è la mancanza d’ intimità che connota, quindi, un’esperienza di “passaggio” e spesso siamo abituati ad associare questi bagni alla mancanza di igiene, a stanze fredde e scomode ma è stato dimostrato come tutto possa assumere un significato differente con la giusta dose di creatività.
Sono spazi fonte di vere e proprie espressioni artistiche con progetti talvolta spettacolari.
Ne abbiamo degli esempi spostandoci nelle città più importanti come New York dove nel quartiere di Manhattan al bar “XL Chelsea”, le toilette sono state disegnate da “Desgrippes Globé Group” e caratterizzati da un lungo acquario collocato al posto degli specchi sopra i lavabi.
Qualche anno fa è addirittura uscito un film del regista orientale Fruit Chan, dal titolo “Public Toilet” in cui un universo fantastico trova il suo centro in un bagno pubblico.
A Londra, invece, nel sobborgo di Kingston-Upon-Thames nel 2003 hanno trasformato i vecchi bagni in una galleria d’arte dal nome “The toilet gallery” che vengono anche utilizzati per rappresentazioni teatrali.
All’indirizzo internet www.thebathroomdiaries.com si trovano le ultime tendenze in giro per il mondo riguardanti questo campo ed è bene notare come esse possano farci vivere anche esperienze non solo artistiche ma anche di tipo tecnologico essendo addirittura dotati di reti wireless.
Al politecnico di Milano vengono organizzati corsi di formazione sul tema, davvero interessante.
Quali implicazioni di marketing? Sicuramente il public toilet design è un ramo emergente e interessante, gli articoli in merito puntano multo sull’economia delle esperienze e la ridefinizione degli spazi, io ritengo che a livello marketing il bagno sia uno dei luoghi fino ad oggi solo parzialmente influenzati dal design, forse è più l’arte ad essere entrata in tali luoghi. Ad oggi le public toilet sono luohi che non possono prescindere dal contesto in cui sono inserite, è chiaro che un ristorante di lusso non potrà non riservare accorgimenti anche a questo spazio, presumibilmente in accordo con l’offerta che a livello marketing intende offrire (una provocazione: per la serata a tema bisogna considerare una public toilet a tema?)
Francesco Codamo

Identikit

di Luca Crivellaro · pubblicato il 25 Sep 2006
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Luca Crivellaro
Paura eh?!
Identikit: Leonardo Brunelli, 26 anni, studente di marketing e gestione d’impresa all’università Ca’ Foscari di Venezia (miei compari bloggers, magari lo conoscete: è un vostro brillante collega!). Si merita senza dubbio la copertina di quest’oggi per aver fatto palpitare Bassano: il rampante uomo-marketing aveva infatti avuto il compito di pubblicizzare la riapertura del ristorante “La Favorita” della cittadina in provincia di Vicenza, ma disponendo, com’è tipico in questi casi, di un budget risicato.
Che fare?
Il Brunelli sa bene che la gente ormai si sa difendere dagli attacchi pubblicitari, riuscendo agevolmente ad ignorarli, ma sa anche che “la gente recepisce davvero i messaggi solo quando è vulnerabile emotivamente”, come racconta lui stesso ad un giornalista. Decide quindi, illuminato in questo dall’improvvida multa guadagnata dalla sua fidanzata, di servirsi dell’abusata quanto ormai inutile tecnica del volantinaggio, aggiornandola però nella forma: ed ecco apparire, sotto i tergicristalli delle automobili parcheggiate nel centro di Bassano, 2500 finte multe, con carta e colori del tutto simili a quelle reali e tanto temute. Le reazioni: gente atterrita, arrabbiata ed infine sollevata dopo aver scoperto la finta contravvenzione; per non parlare dei vigili e degli ausiliari della sosta, che telefonavano al comando confusi.
Il nostro Leonardo è forse anche un fine psicologo, visto che l’utente, comprendendo la trovata pubblicitaria, associa inconsciamente (e positivamente) il nome del ristorante citato nella “contravvenzione” con il proprio sereno stato d’animo improvvisamente ritrovato.
Senza contare poi che la trovata è senza dubbio gustosa e porta i destinatari della multa a conservare il temibile foglietto di carta, che verrà mostrato ad amici e parenti…”Un colpo infido, si, ma divertente e intelligente”, hanno commentato in molti.
Un altro mero dato, il tempo di esposizione al messaggio: ben 30 secondi al minuto, più la notorietà della finta contravvenzione che passa di mano in mano, tra conoscenti.
Obiettivo raggiunto, basso costo, grande risonanza, notorietà. Che dire…eccellente su tutta la linea.

News tratta dal “Gazzettino Online”, 22 Settembre 2006.

Luca Crivellaro per marketingarena

Ci siamo!

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 25 Aug 2006
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Giorgio Soffiato

kenwood ha capito tutto

Regalare qualcosa è una cosa a mio avviso geniale. Ne ho letto su un forum e il buzz innescato è stato fenomenale. Il tutto al costo di.. 3 mesi di anonima affissione in un quartiere periferico di Milano? Questa campagna non porterà la gente a comprare una radio ma forse, di fronte alla scelta tra due radio, l’immagine di marca rinforzata da questa innovativa iniziativa potrà venire a galla, in maniera decisiva. Sono certo che nell’omaggio che arriverà a casa non mancherà un reminder con un buono sconto da spendere in punto vendita… sarei curioso di conoscere i risultati… questo è vero marketing non convenzionale! W il rischio

Back to Italy

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 17 May 2006
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Giorgio Soffiato

Sono tornato, e questa è Naama bay, Egitto. Ho pensato al nostro marketing mentre ogni egiziano davanti a un negozio mi diceva “Ciao Amico, posso offrirti la mia ospitalità? Ti prego di entrare solo per darti il mio biglietto da visita e farmi pubblicità come portafortuna”. Prima di divenire controvoglia scontroso per allontanare chi insisteva troppo, ho avuto 2 o 3 incontri ravvicinati accettando gli inviti di improvvisati artisti o venditori di spezie. Sembra incredibile ma l’abilità con cui propongono le loro mercanzie è devastante (quasi quanto la loro propensione alla siesta), adattano le proprie offerte alla tua possibilità di spesa e offrono continue prove e omaggi. L’onestà corre sul filo, se da un lato regalano senza indugio per spingerti all’acquisto, dall’altro spesso cercano di ritagliarsi qualche euro guadagnando con cambi e resti o spacciando per corallo il legno, ma è la maledizione del turista, ed è giusto cosi. Interessante poi notare come il disegnatore di papiri che accallappia un cliente tenti di vendere profumi, spezie, carte telefoniche o magliette, al malcapitato che sperava di cavarsela dichiarando “non mi piace la tua merce”; esiste infatti una profonda rete di contatti con i negozi vicini che porta tutti a lavorare per l’unico grande obiettivo: spennare il turista fingendosi arretrati creduloni e invece sfoggiando sotto banco l’ultimo palmare nokia a colori o chiamando il proprio negozio “Totti er pupone” per compiacere i non pochi romani che bazzicano in zona.
Interessante anche il pricing, si parte da 10 volte tanto il prezzo che già sanno spunteranno, poi si scende e di finge di vendersi la moglie pur di giungere ad un accordo profittevole: solo una volta non sono riuscito a concludere, spesso però si spuntano buoni prezzi.
Sembra ironico ma il modello è consolidato e l’importanza della rete è stata capita, siamo sicuri di non poterlo chiamare marketing?

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