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Prima di parlare ringrazio. Devo moltissimo a Jacopo Pasquini (Doctor Brand) e Daniele Vinci, due ragazzi (e due professionisti) eccezionali la cui personalità positiva completa una competenza di eccellenza. Grazie davvero ragazzi, parlerei di amicizia sincera più che di rapporto di stima.

Veniamo a noi, la presentazione di ieri al PmiCamp è stata una bellissima esperienza, “scortato” da un’apertura mattutina di grande valore (c’era anche Tommaso Galli), ho avuto modo di raccontare la mia visione del social media marketing, proprio come la vedete alzando gli occhi verso l’integrato slideshare. Quando ho creato marketingarena avevo un sogno, quello di capire. Ieri in sala c’era molta gente voleva capire, la grande domanda è “come si fa?“, come si fanno i soldi coi social network? Come si crea quella strategia di cui tanto parliamo? Come si risponde a un commento negativo?
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La resurrezione dei banner

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 03 Feb 2010
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Giorgio Soffiato

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Il marketing on line è fatto di bravi e bravissimi, Jacopo Pasquini (alias doctorbrand) è uno dei bravissimi. Leggo sul blog di zooppa, di cui parliamo in questo gustoso post-dibattito, un articolo di Jacopo che colpisce per lucidità. Uno dei grandi protagonisti dell’advertising on line, il banner, è sempre più spesso dato per morente a causa della resa sempre minore ma concordo con Jacopo nello scommettere sul fatto che la resa non sarà incondizionata e cosi semplice. Opero un doppio furto di testo riportando le idee di Jacopo in merito al futuro del display advertising, settore che a suo avviso si risolleverà ricorrendo a behavioral targeting e retargeting, ecco come Jacopo li spiega:

Per questo mi piacciono molto sia il behavioral targeting, sia il retargeting. Che cosa sono?

Behavioral targeting significa targettizzare il navigatore in base al comportamento tenuto all’interno del sito; se ad esempio sono in un negozio di e-commerce e visito la sezione cellulari, quando tornerò nel sito una successiva volta, mi apparirà (probabilmente in home page) un banner dei cellulari visti in precedenza.

Il retargeting invece funziona così: visito la sezione cellulari, esco dal sito, vado su un secondo sito (affiliato) e magicamente ecco che apparirà un banner intelligente con i cellulari che mi interessavano prima. Semplice, impattante e gestito con un solo cookie.

Da parte mia aggiungo che l’innovazione nella “banneristica” si avrà probabilmente sui formati e porto una ulteriore riflessione: in un periodo di aumento della domanda di web advertising e diminuzione di quella dell’off line è normale che alcune figure commerciali si spostino dalla carta al web. Questo fattore, aggiunto al fatto che sempre più spesso le pmi approcciano il web marketing, a mio avviso rilancia alla grande il banner perchè è molto più semplice spiegare all’imprenditore il tangibile manifesto luccicante piuttosto che proporre una campagna di search marketing o, peggio, il seo puro. Quale destino quindi per il caro amato banner?

Fonte immagine: aquest.it

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