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L’esperienza nell’evento

di Filippo Minelli · pubblicato il 23 Mag 2008
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Filippo Minelli

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“An experience occurs when a company uses services as the stage–and goods as props–for engaging individuals in a way that creates a memorable event.”
(Joseph Pine II and James Gilmore)
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Comunicare l’evento

di Filippo Minelli · pubblicato il 27 Feb 2008
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Filippo Minelli

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Prendo spunto da un articolo letto su Html.it per parlare ancora una volta di eventi.
Se, infatti, è ormai assodato che gli eventi rientrano sempre più spesso nei piani di marketing aziendali come uno tra i medium in grado di portare più alti ritorni sull’investimento, forse è bene ancora una volta rimarcare l’importanza della comunicazione dell’evento.
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Da evento 1.0 a evento 2.0

di Filippo Minelli · pubblicato il 30 Mag 2007
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Filippo Minelli
Volendo citare un passo di un articolo di Marco Camisani nel Sole24ore, “I nuovi paradigmi del web 2.0 cambiano anche gli aspetti legati all’organizzazione aziendale”. L’adozione di nuovi strumenti legati alle tecnologie digitali e a internet permettono spesso un risparmio in termini di tempo e risorse.
In particolare nel caso degli eventi, la tecnologia si sta dimostrando un partner efficace ed efficiente per il successo presente e futuro di questo mezzo. Le possibilità offerte dalla rete e dalle altre tecnologie possono essere integrate in ogni singola fase dell’evento, permettendo così una maggiore flessibilità nella pianificazione e nella sua gestione.
Si pensi ad esempio alla organizzazione dell’evento. Oggi le tecnologie digitali permettono di disporre di servizi specifici per semplificare le fasi e incrementare i risultati: dall’organizzazione della location, alla disposizione dei tavoli al servizio di invito automatico – con conseguente raccolta dei feedback – internet permette di gestire le piccole esigenze, le nicchie, spostando al centro dell’organizzazione il singolo utente, maturando così la percezione di efficienza nel servizio.
Nella fase di esecuzione dell’evento, invece, si è visto come la tecnologia permetta di estendere la durata dell’evento nel tempo e anche a chi non ha potuto assistere in diretta. La possibilità di interazione, facilita la comunicazione e – soprattutto nel caso di eventi b2b – permette di ottimizzare il flusso di informazioni e scambio eventuale di documenti.
Inoltre, la possibilità di ottenere feedback in tempo reale, sia attraverso la rete che mediante i dispositivi mobili (telefoni cellulari), consente di raccogliere i dati in maniera sistematica ed efficace, consentendo alle aziende di ottimizzare le proprie azioni di CRM. Un’altra delle aree che notoriamente si rivela difficile da analizzare nel caso degli eventi è il livello di esperienza percepita dai consumatori. Le tecnologie mobili, in questo caso, possono non solo aumentare la brand experience attraverso l’interattività che esse permettono, ma anche fornire misure dell’efficacia dell’evento attraverso feedback continui con i partecipanti.
Infine, anche per quanto riguarda la comunicazione a supporto dell’evento, le nuove tecnologie permettono grandi risultati: la rete permette di dare visibilità all’evento mediante una trasmissione “dal basso” delle informazioni. Oltre al sito web, infatti, gli strumenti che permettono di diffondere in maniera efficace e poco invasiva sono le newsletter, i blog e le numerose piattaforme di social networking presenti. La particolarità di questi strumenti, quindi, è quella di mantenere la possibilità di dialogo tra le diverse parti, alimentando il passaparola e la condivisione di informazioni riguardanti l’evento. Ad esempio, la comunicazione attraverso i “wiki” viene effettuata attraverso canali diversi, di conseguenza l’informazione non è centralizzata ma distribuita in maniera dinamica. Inoltre,la possibilità di intervento dei partecipanti rende lo strumento una vera e propria “social media release, e non un semplice comunicato stampa. L’aggregazione di contenuti, infatti, permette di integrare numerosi elementi, tra cui immagini, referenze, foto, commenti, distribuendole su piattaforme differenti. A questo proposito, invito i lettori a visitare l’ottima presentazione di un caso pratico di organizzazione di evento 2.0 di Leonardo Bellini:
http://www.slideshare.net/leonardobellini/online-reputation-management-49666/

Ciò che è significativo ribadire, in ultima analisi, riguarda essenzialmente le possibilità che questi strumenti offrono: la semplicità di fruizione, unita alla maggiore efficacia ed efficienza (in termini) di costi, permettono di estendere l’utilizzo anche alle nicchie di mercato. Queste ultime, sono da considerarsi non solo come pubblico (di nicchia), ma anche come un estensione della capacità di organizzare un evento, limitando al minimo la perdita della professionalità.
Ciò significa, ad esempio, che anche le piccole e medie imprese, o in ogni caso realtà aziendali che non dispongono di ingenti risorse per investire in questo tipo di comunicazione, possono risultare avvantaggiate dalle applicazioni tecnologiche.

Tuttavia, ciò che rimane ancora un interrogativo, riguarda essenzialmente le capacità e le competenze necessarie per impiegare questo tipo di tecnologie in maniera produttiva e redditizia. In ogni caso, però, nel futuro degli eventi, ci sarà la tecnologia.

Filippo Minelli per marketingarena

Gli eventi nel lusso

di Filippo Minelli · pubblicato il 05 Mag 2007
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Filippo Minelli

La brand experience è nata nei mercati di lusso. Questa tipologia di marchi ha infatti privilegiato da sempre la componente relazionale del marketing per rivolgersi ai propri consumatori. Ora però non possiamo più pensare a un “tradizionale” consumatore di lusso. Per fornire un’esperienza di successo attraverso gli eventi, bisogna dunque in primo luogo capire quale valore fornire ai consumatori, che cosa cercano e cosa vogliono trarre dall’esperienza.
È possibile focalizzarsi su quattro punti fondamentali che costituiscono l’ossatura degli eventi di lusso:

- il valore per i consumatori: mentre i consumatori “normali” hanno una idea chiara a proposito di cosa spinge loro agli acquisti, i consumatori di beni di lusso non ce l’hanno. Essi possono infatti attribuire un valore elevato al comfort o allo stile, oppure al prezzo come sinonimo di qualità e servizio. Trovare i valori aggiunti che contano maggiormente può essere un punto chiave per una campagna di event marketing

- l’esperienza: mentre una volta i brand di lusso erano i soli a farsi promotori di un’esperienza unica, ora moltissimi altri tipi di brand fanno leva sulla componente esperienziale. Di conseguenza, oltre ad offrire i vantaggi di un prodotto di lusso, bisogna focalizzarsi anche sull’esperienza di lusso.

- l’aspetto relazionale: se è vero che i consumatori collegano le decisioni relative ad un brand con l’esperienza, allora, al di là di ogni possibile segmentazione è importante focalizzare l’attenzione sulla singola esperienza che è in grado di influenzare gli acquisti, e quindi inevitabilmente sulla relazione con il singolo consumatore.

- i giusti numeri: il numero di persone che partecipano ad un evento è molto importante se legato nella maniera giusta agli obiettivi della campagna: infatti, nel caso degli eventi di lusso, solitamente l’audience è caratterizzato da piccoli gruppi, magari costituiti dai key customer.

A questo proposito vorrei citare il caso di un evento organizzato da BMW in collaborazione con l’agenzia Event co. per i propri key account customers in occasione del lancio della serie 1 in Germania. Con un budget di 500000$, per quattro sabati consecutivi, 125 ospiti sono stati trasportati in 14 elicotteri in un aeroporto vicino Monaco per assistere all’enorme “numero 1” formato da 16 vetture bmw appositamente schierate per l’occasione. Al termine dell’esibizione gli ospiti sono stati invitati a porre le proprie domande a esperti BMW a loro disposizione.

Quello che comunque risulta importante ribadire è che, anche nel caso degli eventi, ci sono alcune componenti chiave che vanno mantenute per poter veicolare un messaggio coerente con i valori del brand e allo stesso tempo efficace nei confronti di un pubblico sicuramente più ristretto e in continua evoluzione. Nel caso del lusso, per di più, ogni dettaglio deve risultare all’altezza, per concorrere a formare un’esperienza di lusso.

Filippo Minelli per marketingarena

Quando parliamo di eventi, ci riferiamo spesso alla capacità di questo mezzo di creare interazione tra i partecipanti da un lato, e dall’altro alla funzione poliedrica ed efficiente per le aziende che devono esprimersi in maniera coinvolgente ed efficace. Il problema spesso è quello di riuscire a creare attività (siano esse strettamente finalizzate alla vendita o piuttosto alla comunicazione dei valori della marca) che siano in linea con le aspettative dei consumatori. In questo caso gli eventi sembrano essere uno strumento valido per stabilire una connessione con i consumatori, sia nel breve termine (cioè con la partecipazione all’evento) sia nel lungo periodo – con il ricordo dello stesso. Quello che certamente risulta più difficile da capire, è l’effettivo legame tra l’evento e l’espressione della marca, difficilmente misurabile dal punto di vista quantitativo, ma importantissimo al fine della riuscita dell’evento. Quello che posso dire, in ogni caso, è che l’evento è uno strumento che richiede flessibilità e integrazione e, inoltre, come recentemente segnalato da Seth Godin, l’attenzione deve essere soprattutto legata all’esperienza memorabile derivante dall’evento e dalla capacità di quest’ultimo di rafforzare i legami tra consumatore e brand – bisogna infatti che il consumatore si fermi un attimo a vedere quella “mucca viola” diversa da tutte le altre, la ricordi e la racconti agli amici.

A questo proposito propongo il caso di Mazda, e in particolare la strategia di event marketing per il lancio di nuovi modelli di vettura. La ragione principale per la quale ho scelto di citare questo caso è proprio la particolarità degli eventi che hanno caratterizzato la strategia della casa: nel 2003, infatti, Mazda lanciò un nuovo modello di vettura attraverso il canale internet. L’evento, chiamato “viva internet” è stata un’iniziativa rivoluzionaria poiché quasi controcorrente per l’epoca. In pratica sono stati coinvolti i principali portali italiani per mandare “live” in videostreaming la conferenza stampa di presentazione della RX-8 che si svolgeva a Rimini. La strategia prevedeva quindi una prima fase dedicata alla promozione autonoma dell’evento da parte dei portali. In seguito la fase dell’evento vera e propria, coadiuvata da una chat diretta con il presidente di Mazda motors. L’ultima fase riguardava la possibilità di rendere il video disponibile on demand per alcune settimane successive all’evento.

Secondo le parole di Carlo Simongini, “[…] per la prima volta tutti potevano assistere ad una conferenza stampa auto e interagire in diretta con il Presidente di una casa automobilistica. Non siamo mai stati così vicini al cliente potenziale”.

L’evento sembra essersi rivelato vincente, dato che più di 60mila utenti unici hanno assistito all’evento live!

Ma l’aspetto che mi preme ricordare ora è quello legato alla pianificazione dell’evento (alla pari di qualsiasi altro strumento di marketin mix): dalle analisi del segmento e del target, è stato infatti scelto un medium ritenuto dall’azienda “il più efficace in termini di reach target media e in grado di raggiungere un altissimo livello di product awareness”. Inoltre, la pianificazione in questo caso si deve estendere alla capacità di garantirelo svolgimento effettivo dell’evento, e in questo caso si è dovuto curare moltissimo l’aspetto tecnologico.

È notizia recentissima, invece, che l’ultima concept-car di Mazda è stata presentata su Second Life, in un’isola a disposizione per dei test drive e perfino per un concorso a premi sul design. “Nagare è l’espressione del movimento, dell’energia e della bellezza, trasformate in forme con cui le persone possono entrare in contatto, e Second Life rappresenta uno dei più luoghi più interattivi creati su internet”, ha detto Laurens van den Acker, direttore del design mondiale di Mazda. “Naturalmente, ci piace l’idea di dare alle persone la possibilità di connettersi e guidare la nostra ultima concept-car – ovviamente in modo virtuale, piuttosto che reale”.

Alla luce delle considerazioni fatte in precedenza, sarà un successo? Il futuro degli eventi sarà effettivamente quello virtuale o la componente face-to-face non potrà mai essere del tutto sostituita?

Filippo Minelli per marketingarena

FONTI: Lorenzo Montagna – “Lavapiubianco.biz” – Hops 2004

www.repubblica.it

autoblog.it

“The launch of “Harry Potter - Half Blood Prince” is the most successful book launch of all time.”
Harry potter, ormai soprannominato “The marketing wizard”, in termini di libri venduti, è terzo nella storia della letteratura di tutti i tempi, dietro solamente alla Bibbia e ai “thoughts of Chairman Mao.”
In questa sede, non voglio approfondire le tematiche di marketing editoriale legate a H.P. , per le quali rimando ad alcuni articoli tra cui:
http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=4774952 e http://www.businessweek.com/innovate/content/jul2005/di20050721_060250.htm

Vorrei invece focalizzare l’attenzione sull’evento del lancio del libro e dell’esperienza che hanno potuto provare i partecipanti.
Cosa attrae le persone che partecipano ad un evento? Sicuramente l’aspetto divertimento e la promessa di interattività sono alcuni dei driver fondamentali, così come la promessa di “qualcosa di gratuito”! dal momento che molti markettari cercano di estendere l’esperienza dell’evento oltre l’evento in se, i fotografi si sono dimostrati un potente mezzo per perpetuare la brand recognition. Secondo alcune ricerche, il pubblico dimostrava la disponibilità a fare delle foto gratis per portare a casa un ricordo dell’evento nel 77% dei casi.Di quelli che accettavano, la maggior parte diceva di preferire il ritiro immediato della foto, gli altri ritenevano accettabile riceverle via mail. Questi risultati dimostrano che la distribuzione di foto durante l’evento può essere usata come un momento di valore per l’esperienza dell’evento, come un alternativa ad altri gadget con minore valore intrinseco. Le foto, soprattutto quelle consegnate online, sono un importante opportunità per ottenere feedback dal pubblico e per verificare la possibilità da parte degli utenti di condividere le foto in siti, blog o semplicemente in famiglia. Le ricerche infatti indicano che coloro che partecipano agli eventi sono attivi nella condivisione delle loro esperienze, e le foto – siano esse ritirate in loco o online – sono il migliore veicolo per rivivere l’esperienza.

La fotografia istantanea di Polaroid ha aiutato il più grande book-seller mondiale a celebrare il più grande successo di lancio di nuovo prodotto editoriale. Centinaia di negozi Barnes & Noble infatti hanno sponsorizzato il “Midnight magic party” per la presentazione ufficiale di “Harry Potter and the half-blood prince”. I party hanno offerto una grande varietà di gadget di Harry potter e scenari per tutti coloro che volevano posare per una istantanea. “Abbiamo scattato più di 250000 foto in tutto il paese” – dice Carolyn Brown (Direttore Comunicazione Corporate di Barnes&Noble). Il successo del party è stato enorme e i fan di harry potter hanno potuto conservare il ricordo dell’evento grazie alle foto Polaroid scattate.

Gli eventi, in questo senso, sembrano il mezzo di comunicazione più idoneo a trasferire emozioni e a regalare esperienze a coloro che vi partecipano. Il marketing degli eventi, in cui un’azienda impiega una strategia face-to-face per dare vita ad un brand e portarlo verso i consumatori sembra essere una strategia efficace ed efficiente per creare un’esperienza interattiva con il brand. Si può dire che il marketing degli eventi sia una strategia “self-selecting”, poiché i consumatori scelgono di partecipare ad un evento solo se sono realmente interessati a questo, al prodotto o al servizio offerto. È la fine dei media tradizionali? Che ne pensate?

Warren Whitlock, esperto di marketing editoriale e fondatore del blog http://pottermarketing.blogspot.com/, ha individuato alcune chiavi di lettura per la lezione di marketing data dal lancio del libro:

· Le persone leggono. Bambini, genitori e tutti coloro che erano nei negozi avevano un libro in mano. Per gran parte della serata c’erano più persone che leggevano rispetto a quelle che parlavano

· Molte delle persone che erano dei negozi non avevano mai letto il libro o acquistato le altre copie. Ci sono andati perché hanno chiesto e sono entrati nell’atmosfera

· Anche i libri di fantascienza vendono.

· Bisogna cercare FANS, non una lista di consumatori. Trovate la folla appassionata e vendete a loro.

· Non abbiate la presunzione di conoscere il mercato. Questo non è un libro per ragazzi, e la promozione è stata adattata di volta in volta con ogni volume.

· Rompete le regole, ottenete risultati straordinari

· Cambiate le regole: fate si che il costo di “appartenenza” sia un costo reale. La pubblicità che diceva “il nuovo libro di harry potter è uscito” non avrebbe altrimenti sollevato una tale eccitazione, e un tale ammontare di vendite

· Usate più di un mezzo di comunicazione

· Entrate nella testa del lettore per entrare nell’evolversi della storia. Il primi libri erano misteri, adesso la storia è l’anticipazione e la promozione.

· Fate si che il processo d’acquisto sia divertente. C’è molta più esperienza oltre il mero acquisto del libro…

· Vendere libri non è vendere parole in una pagina

Filippo Minelli per marketingarena

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