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Blog e ricerca redazionale

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 01 Dec 2008
Archiviato in Web marketing e 2.01 commento

Giorgio Soffiato

Di Claudia Ferrari, salsadigitale.net

Per scrivere un articolo sull’idea imprenditoriale di Recoplastica (franchising di negozi adibiti all’acquisto di rifiuti domestici) ho effettuato la consueta ricerca di riferimenti e notizie. Obiettivo dell’indagine era comprendere il modello di business per presentare l’attività della ditta torinese come esempio di impresa italiana in “corso di innovazione”.

Rispetto ad altre pesanti sedute di search mi sono trovata di fronte ad alcuni fenomeni propri dell’offerta informativa presente in rete – blogosfera in particolare – che ha prodotto, quasi inconsciamente, una serie di osservazioni e considerazioni redazionali.
(Continua a leggere… )

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Che i blog abbiano contribuito ad una informazione più libera si sapeva, che avessero aiutato a democratizzare i processi di comunicazione anche (vedi post precedenti) ma che si potessero spingere a destrutturare dall’interno le gerarchie delle istituzioni è cosa degna di nota.
Già credendo fermamente nelle potenzialità del web 2.0, sono rimasta piacevolmente sorpresa imbattendomi nel blog Uguale per tutti e ho cercato di capirci qualcosa in più.
E’ successo che un gruppo di magistrati “controcorrente” ha deciso di aprire un blog per condividere coi cittadini i problemi della giustizia, accettando anche l’ipotesi di farsi mandare a quel paese. Lodevole. Lodevole anche il fatto che il blog non abbia paura di essere in polemica con l’Associazione Nazionale Magistrati e le sue correnti, nello specifico Magistratura democratica, Movimenti riuniti (di sinistra a quanto pare), Unicost e Magistratura indipendente (più moderate).
I risultati del blog sono buoni: un minimo di 500 contatti al giorno che esplodono in occasione della pubblicazione di testi riguardo vicende scottanti come quando il pm Del Gaudio paragonò Dell’Utri, al “padre del camorrista Sandokan”.
Gli autori: sono una decina sparsi per l’Italia, come Bruno tinti, procuratore aggiunto di Torino, Stefano Racheli, sostituto procuratore generale di Roma, Felice Lima del Tribunale di Catania (webmaster del sito) e Stefania Barbagallo, pm del Tribunale per i minorenni di Catania, quella che è a capo delle indagini sulla 14enne siciliana violentata e uccisa da suoi coetanei.
Al Corriere della Sera, Bruno Tinti afferma che “il blog serve a spingere i magistrati ad uscire dalla torre d’avorio” sia nel linguaggio, rendendosi più comprensibili a chi non conosce la terminologia specifica della legge e sia nei comportamenti: far accettare alla magistratura la possibilità di essere criticata o messa sotto osservazione. Obiettivo tosto visto che le correnti ufficiali hanno praticamente dichiarato di non essere interessati ad un dialogo con queste frange di magistrati “dissidenti”.
Il web comunque si è scatenato nelle discussioni riguardo i casi De Magistris e Forleo, cronaca pura, che il blog in linea di massima appoggia; ovviamente molto sentito anche il tema dell’emergenza rifiuti in Campania che per gli autori del blog dimostra il collasso complessivo del sistema visto che la magistratura pare non ne sapesse nulla.
Temi caldi insomma (consiglio i dossier), spiegati e discussi con la volontà di intavolare un dialogo con i cittadini che mai come in questo momento sono sfiduciati verso le istituzioni che li dovrebbero proteggere.
Lo ritengo un ottimo esempio di come uno strumento (il web) possa fare molto per la società in generale, contribuendo ad abbattere le remore di chi crede nel proprio lavoro e ha piacere di farsi sentire anche se la sua voce è fuori dal coro, proprio come avevano fatto gli intellettuali europei settecenteschi con i pamphlet.
Interessante notare come esperienze di questo genere non siano portati avanti da giovani, abituati – si dice- all’uso del web, ma da quaranta – cinquantenni che hanno fatto uno sforzo di autoriflessione sincera e orientata alle soluzioni applicandosi all’utilizzo di un mezzo nuovo.
Non ci resta che aspettare blog simili per la politica, la sanità, le opere pubbliche…e speriamo che qualcosa di buono succeda!

Fonte:
- Corriere Magazine
- Uguale per tutti

Abbiamo parlato spesso di corporate blogging, ma oggi vogliamo cercare di andare ancor più nello specifico, cercando di capire cosa il blog significhi per una funzione delicata, fondamentale e molto discussa delle organizzazioni: le Relazioni Pubbliche. Per chi non lo sapesse, il ruolo delle Relazioni Pubbliche è quello di attivare un dialogo con i pubblici influenti di un’organizzazione (stakeholder e influenti) per sviluppare relazioni, per sostenere la reputazione dell’organizzazione, per generare consenso, creando così una specifica identità aziendale. Da questo si evince quanto il blog si adatti, per le sue caratteristiche intrinseche, all’attività di Relazioni Pubbliche.

Andiamo più in profondità, sfruttando i contenuti di un’intervista a Richard Edelman della omonima società Edelman, la più grande e indipendente società di Relazioni Pubbliche al mondo.

Edelman dice che…

“…tutte le tipologie di conversazione diretta, per così dire, sono ciò di cui hanno più bisogno le organizzazioni per guadagnare la fiducia dei clienti: ammettere pubblicamente un errore, focalizzarsi sul problema e mostrare a tutti che si sta cercando di fare del proprio meglio. Questo è possibile con un blog.

E a chi mi chiede dove stia il guadagno economico, rispondo che si ottiene già un notevole guadagno dal taglio delle spese in pubblicità tradizionale. Un altro guadagno poi è quello dovuto all’aumento di fedeltà della clientela, che così è sempre più soddisfatta delle attenzioni che riceve. E ancora: in seguito all’incoraggiamento da parte dell’azienda verso i dipendenti alla creazione di blog personali, si stimola il flusso di comunicazione interna e la diffusione del know how.

Ovviamente è importante avere ben chiari quali siano i punti di debolezza dell’organizzazione e quali i punti di forza. Si deve imparare dalle critiche e mostrare senza paura i difetti, parallelamente mostrando però che c’è una forte volontà di miglioramento.

Poi, i blog si stanno affermando sempre più anche come fonte attendibile per i giornalisti: studi effettuati in Settembre 2006 hanno calcolato che ben 200 articoli presentano come fonte principale un blog, nei quotidiani più autorevoli come New York Times e Washington Post. E il fenomeno è in aumento costante dal 2004″.

E allora perché, come disse Italo Vignoli dalle pagine del suo blog “Errepi” , (riprendendo un saggio di Toni Muzi Falconi) i blog dei relatori pubblici sono così pochi, soprattutto in Italia? (stime di fine 2006: su 80 mila relatori pubblici italiani, all’incirca 10 blog!).

Luca Crivellaro per marketingarena

Generalmente parliamo di marketing, comunicazione, web, tecnologia, costume…Oggi vogliamo avere uno sguardo più “sociale”, sempre rimanendo fedeli alla nostra ottica. Ci ha infatti molto colpito questo blog, http://stazionemilano.splinder.com/, realizzato dai clochard della stazione ferroviaria di Milano. Il web diventa una vetrina fondamentale anche per coloro che faticano a trovare visibilità e attenzioni, riuscendo ad essere una sorta di bacheca per i loro sentimenti, i loro sfoghi, i loro problemi, i loro pensieri. Grazie a internet point o a volontari che provvedono da casa, Victor e gli altri suoi compagni riescono così a testimoniare la loro esperienza di vita nella maniera più moderna possibile.
La vicenda ha avuto clamore a livello nazionale, catalizzando le attenzioni di siti web (noi ad esempio!), quotidiani, reti televisive (da Sky a La7, senza dimenticare l’immancabile Studio Aperto) contribuendo ancor di più al grande successo mediatico e sociale che i senzatetto milanesi sono riusciti ad avere.

A livello europeo comunque, uno degli obiettivi storici della Commissione è sempre stato quello di rendere possibile la cosiddetta “e-inclusion” e la “e-accessability” a tutte quelle aree svantaggiate ma soprattutto a quelle fasce sociali più deboli che rimanevano escluse dalle possibilità del web. Esistono infatti gruppi sociali che purtroppo sono in una situazione di “gap”tecnologico profondo nei confronti del resto dei cittadini europei e questo arreca a questi stessi gruppi numerosi danni, per così dire, sociali, occupazionali ed economici.

Sicuramente questo blog realizzato dai senzatetto è invece una risposta chiara e forte su come anche questi gruppi di persone svantaggiate possano riuscire ad integrarsi nella società, dato che forse è questo il loro problema più grande (ricordiamo che molti sono clochard per scelta, altri per necessità). Integrazione, ma anche possibilità di vita migliori e vetrina funzionale e creativa per l’espressione delle loro idee e bisogni.

Il caso milanese va addirittura controcorrente rispetto ai risultati delle indagini europee come gli Emtel Studies o i report e-Europe Advisory Group, secondo i quali le fasce sociali che vivono all’estremo più basso, nelle condizioni più disagiate, non riescono praticamente in nessun modo ad ottenere l’inclusione informatica (e quindi sociale), vedendo aumentare progressivamente e ineluttabilmente il divario nei loro confronti.
Il blog milanese di Victor e co smentisce questa tesi (spesso vera) con il suo esempio, sfruttando appieno quelle che sono le potenzialità sociali, anti divario digitale, che la tecnologia reca con sé; potenzialità spesso sottovalutate.


Poco tempo fa abbiamo scoperto con Gianluca della buona trovata di Luca De Meo, responsabile brand Fiat, il quale per il lancio della nuova (e bellissima!) “Bravo” ha creato un blog dal quale si può capire come nasce un’automobile, attraverso le varie fasi di produzione, o conoscere le persone che stanno dietro a un progetto, ascoltando le loro idee.
Oltre a Fiat, anche molte altre aziende hanno compreso l’importanza di una comunicazione aperta, a due vie, pronta ad accogliere la curiosità del navigatore della rete. In presenza di questo tipo di comunicazione si può davvero parlare di dialogo, di fiducia che nasce e si instaura tra consumatore e azienda.
Con questo fine si ricorre sempre più spesso ai cosiddetti corporate blog, scostandosi dalla mera pubblicità che, con il suo bombardamento informativo esaspera il consumatore, costringendolo alla chiusura, alla non ricettività.

Oltre allo stranoto e più volte citato blog.ducati.com, tenuto e curato in prima persona dall’Amministratore Delegato dell’azienda, segnaliamo anche il blog italiano della consolle PlayStation ; di Samsung Italia che aggiorna costantemente gli addetti al lavoro del settore e gli appassionati sui nuovi prodotti in uscita; del meno noto www.capellidaccarezzare.com dove “l’allenatore del capello Gianni” offre la sua competenza fornendo dritte e consigli su cura e acconciature dei capelli, senza espliciti e diretti riferimenti a Nivea, madre dell’operazione.

Un corporate blog ha un’importante utilità di relazioni pubbliche, di immagine. Ma al tempo stesso migliora non solo la comunicazione esterna, ma anche la comunicazione interna. A questo proposito è doveroso segnalare il caso Sun : contiene comunicazioni “semiserie”, come l’indice dei blog (con tanto di classifica) dei dipendenti dell’azienda – che così possono esprimersi e comunicare creativamente, in maniera personale – e comunicazioni più serie, quali le motivazioni delle azioni promosse dall’azienda. A queste ultime appartengono, ad esempio, le motivazioni espresse direttamente ai dipendenti, in occasioni del taglio di 5 mila dipendenti che fu messo in atto.

Come si vede da questo esempio, anche un’azione particolarmente sgradita da parte di un’azienda può essere motivata efficacemente, consegnando all’azienda stessa un minimo di trasparenza, quanto mai utile in simili situazioni.

Di questo passo il blog, assieme al sito aziendale, potrà scalzare la pubblicità nel diventare strumento principe per la costruzione dell’immagine di marca e per l’instaurazione dell’elemento fiducia con il consumatore???

Fonte: l’Espresso.

Luca Crivellaro per marketingarena

Per correttezza va segnalato che in questo post (che è stato forse il più letto da quando marketingarena è on line) si parlava in tono critico dei blog dell’utilizzo dei blog se figlio dell’effetto moda, in linea di massima comunque questo non incide sulle motivazioni giustissime e condivisibili sostenute da Luca nel suo interessante intervento odierno (Giorgio Soffiato)

Ulteriori spunti

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 01 Sep 2006
Archiviato in Web marketing e 2.0Commenta

Giorgio Soffiato

Continua la raccoltà di riflessioni di Gianluca, la cui vena dialettica è senza dubbio in fermento in questo periodo. L’idea di aprire un sito che Gian ha paventato potrebbe non essere una follia ma è meglio evitare di fare il passo più lungo della gamba e rifletterci con calma.. anche perchè il blog è un ottimo strumento. Ma veniamo a noi

“come lanciare in orbita il proprio blog”: se scrivessimo un libro con questo titolo diventeremmo subito milionari.
Oggi in Italia ci sono più blog che cellulari o automobili (categorie di beni in cui il rapporto è quasi di 2 per ogni persona, inclusi bimbi e anziani): chi gestisce un blog è spinto dall’intima convinzione di essere utile a qualcuno: la condivisione ha come assunto il fatto che a qualcuno interessi la stessa identica cosa.
Il problema è che minimo altre 3mila persone hanno la stessa aspettativa di successo sullo stesso argomento di comune interesse. Per un neofita del diario online ecco qualche dritta:
1. consiglio banale: mandate via mail l’indirizzo o il link del vostro blog ad amici e conoscenti à se è meritevole il passaparola comincia a portare visitatori
2. andare negli altri blog: lasciate commenti, tracce del vostro passaggi e link al vostro blog, ma senza essere invasivi o lesivi della sensibilità altrui: se vi fate pubblicità e basta l’effetto sarà deleterio
3. arricchire il vostro blog costantemente: aggiornatelo soprattutto all’inizio con una cadenza di una volta ogni 2/3 giorni: scegliete uno stile riconoscibile e puntate su quello
4. rispondete a commenti lasciati da altre persone nel vostro blog: se un apersona lascia un commento è facile per vedere cosa ne pensate voi (ndr: io non rispondo mai perché me la tiro e me lo posso permettere…magari!), intavolando quasi un confronto o un dialogo se la materia lo permette
5. controllate e monitorate le frequenze in relazione agli argomenti trattati
6. siate originali, creativi, innovativi… e divertitevi!!! Se diventa un peso, lasciate perdere
7. perspicacia se all’inizio non arrivano i risultati: se credete nel vostro progetto abbiate un po’ di pazienza
8. fornirsi di un indirizzo di posta elettronica col nome del blog: consiglio mio, differente da quello che usate privatamente: in questo modo chi non vuole rendere pubbliche le proprie opinioni può usufruire di un canale più discreto e assolutamente inviolabile.
Lo so, sono consigli banali, ma d’altronde: “chi sa fa, chi non sa insegna”: nella semplicità molte volte sta il segreto del successo.


Concordo in pieno con Gian. Lanciare un blog non è cosa facile, spesso assistiamo a uno scambio link quasi lobbystico tra i blog più grossi (io linko te tu linky me) ma la democratizzazione ci offre una grande opportunità: essere ipertestuali. Quando lascio un commento sul blog di Mauro Lupi sulla sinista (in home page) compare il mio nome col riferimento al mio sito, questo è un veicolo molto importante di contatti. Purtroppo il tempo è quello che è, e sinceramente mi piace discutere “con la mia gang” si questi argomenti, tanto anche tra noi la competenza non manca, credo però che sarebbe bello fare un pò di autopromozione per portare il mio blog tra i preferiti di un bel pò di persone.
Altra cosa da non sottovalutare sono i contenuti: io cerco di spaziare dal caso di business alla teoria sul virale (che è un pò il mio campo di interesse) ma mi rendo conto che sono importanti anche le analisi sui fatti di tutti i giorni e le valutazioni sulle implicazioni economiche di questa cosa. Bella esperienza l’intervista pubblicata sul blog, voglio ripeterla al più presto con qualcun altro che mastica marketing.. ed ho già qualche idea.. sorprendentemente sul web tutto diventa più accessibile (Rifkin non avrebbe scritto l’era dell’accesso diversamente..) e si può arrivare ad ottenere risultati insperati.

Parlavamo di blog? Questo è quello di Gianluca

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