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Intervengo con colpevole ritardo nel dar conto dell’ottima giornata organizzata presso il parco VEGA per presentare i risultati della ricerca sull’offerta di servizi open source in Italia elaborata dagli amici prima che ricercatori Alessandro De Rossi e Antonio Picerni di Venice International University. I risultati della ricerca raccontano un mercato complesso e per alcuni versi “oscuro” in cui non è sempre facile sciogliere quella matassa di servizi che le imprese richiedono e che il singolo professionista fatica ad offrire senza integrarsi in una rete. I professionisti dell’open source ad oggi ben nuotano nel mare del co-sviluppo e della comunità di pratica, sembrano però faticare nel condividere competenze e task su progetti con un nome e un cognome (di un cliente), considerato forse come vero asset strategico del proprio operato. Mi sembra che tutto questo appartenga alla vecchia mentalità dell’open source, quella in cui la vera leva di successo, l’argomento di vendita, il quid sbandierato, era l’essere low cost della tecnologia, l’incredibile possibilità di avere un erp o un crm gratis, a patto di conoscere un bravo studente con gli occhiali spessi..
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Follia, caos e manipolazione

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 21 Aug 2008
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Giorgio Soffiato

Queste 3 tematiche un po’ “border line” sono quelle che più mi hanno colpito tra le letture estive. Vado veloce sul caos, ho semplicemente continuato ad interessarmi di economia ed incertezza leggendo “giocati dal caso” di Nassim Taleb, famosissimo in questo periodo per il suo ottimo “cigno nero” che consiglio. Volendo aggiungere altri due titoli leggeri ma interessanti legati all’economia direi “l’economista mascherato” ed “economia canaglia”, entrambi da leggere.
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Fare il master all’Insead di Fontainebleu è un sogno per molti studenti, decine di migliaia di euro e una doppia esperienza di studio prima in Francia poi a Singapore, wow! Il signore che vedete nel video ha percepito lo scorso anno da telecom Italia oltre 800.000 euro (fonte: internet) ed è un manager affermato. Stavolta l’ha fatta grossa, una lezione di Storia che la rete non ha perdonato, soprattutto in considerazione del fatto che è stata tenuta in romano stretto. Il commento che mi ha fatto più divertire è il numero 45 che trovate sul blog di Nicola Mattina ma il materiale in rete non manca..

La mia riflessione però è diversa: in queste grandi business school fatte di club e alumni che ricadute può avere una cosa del genere? Ad onor del vero va detto che alcuni descrivono Luciani come un manager determinato ma l’Insead non subirà un calo di fiducia in Italia? Non rischiamo l’effetto superuomo continuando ad elevare le rette in modo da erigere barriere all’entrata per posti in cui la didattica non può essere ormai cosi diversa? Dopo l’apertura da parte del MIT dei propri materiali didattici credo che la lezione sia fatta dagli uomini, è finito il tempo delle slide riservate..

E ancora, un’uscita pubblica di Luciani non sarebbe stata più gradita rispetto alla censura fatta sul primo video? Ancora una volta la rete batte cassa..

Self University

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 24 Feb 2008
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Giorgio Soffiato

Più passa il tempo e più mi convinco che alla fine il mondo si riduce all’approccio con cui decidiamo di viverlo: attivo (pro-attivo) o passivo. Per l’università le cose vanno più o meno allo stesso modo, sappiamo bene che nessuno ci vieta di prendere un aereo per andare a vedere come funziona l’eccellenza (Usa) o la normalità (UK) ma sappiamo anche che possiamo vivere benissimo subendo quell’istituzione buona sola ad assorbire riforme e a riorganizzarsi in un nuovo nulla che è l’università italiana. Ne abbiamo discusso più volte, la nostra società ci da un bonus di 5 anni per fermarci, riflettere, pensare, giocare; credo davvero e sempre più che la maggior parte degli esami fatti siano un modo per dire “vi faccio vedere che mi merito altro tempo”, ma altro tempo per fare dell’altro. Ben venga un viaggio di esplorazione chiamato erasmus o lo sviluppo di un’idea personale (un blog?), ben venga lo studio personale di tematiche non troppo affrontate in quei corsi cosi standardizzati e grigi (spessissimo, non sempre). Non è più tempo di lanciare segnali a chi di dovere, è tempo di fare da soli. Il nuovo ragionamento da fare è a mio avviso questo: “lasciamogli credere che studiamo politica economica (a quanti serve la politica economica? a uno studente su 100?) e nelle nostre sere studiamo l’innovazione e proviamo a cambiare il mondo“.
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Studenti e università: chi aiuta chi?

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 13 Jan 2008
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Giorgio Soffiato

Proviamo a parlarne qui, ci dite la vostra?

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Anche questa settimana Luca ha curato un’intervista, al solito interessantissima. E’ la volta dei ragazzi di www.fuoriaula.it un progetto legato all’università di Verona che fa dell’aggragazione e dell’innovazione i propri punti di forza ma… facciamocelo raccontare da loro!

1) Ho già contattato blog come il vostro, ma l’idea del Podcast di “Fuori Aula Network”” l’ho trovata un esperimento originale e divertente: che cos’è FAN e da dove è nata questa idea?
Terrei a specificare che non siamo un blog ma una web radio dell’ateneo di Verona che da settembre 2006 ha messo in piedi anche un progetto di podcasting. FAN è una web radio completa con programmazione dalle 10 alle 24 dal lunedì al venerdì e 24 ore su 24 il sabato e domenica. Nasce nel marzo 2005 come sfida ovvero tentare di dare voce agli studenti dell’ateneo scaligero fornendo loro uno strumento innovativo come la web radio in grado di creare community e di coniugare i diversi aspetti della multimedialità. L’Università di Verona dal 2002 ha deciso di investire nei media fatti dagli studenti in prima persona così, dopo un’esperienza in Fm grazie al supporto di una radio locale, si è deciso di dare vita al progetto di FAN. La web radio è ospitata dal portale www.fuoriaula.it che nell’ottica di creare una vera e propria piattaforma multimediale è nato nel 2003 per dare spazio agli articoli, inchieste, commenti e nuove forme di comunicazione tipiche degli studenti universitari. Coordinato dall’Ufficio Comunicazione dell’ateneo il progetto Fuori Aula ha preso oggi la forma di un laboratorio per la comunicazione in cui gli studenti partecipanti oltre a poter ‘dire la loro’ possono anche acquisire competenze tecniche e professionali. Con la web radio l’esperimento si è trasformato in realtà grazie a un palinsesto in cui l’innovazione del linguaggio radiofonico la fa da padrona e la musica è protagonista assoluta. Sulla musica puntiamo molto come arte che unisce le nuove generazioni prediligendo scelte fuori dal circuito commerciale e dando impulso in prima persona alle band emergenti cui abbiamo dedicato Fuoriaulanetwork In Cantina la prima compilation universitaria di giovani band. E proprio le nostre scelte musicali ci hanno fatto vincere il premio MEI 2005 come migliore rivelazione radiofonica a favore della musica emergente di quell’anno.

2) Come fare per ascoltarvi? Dateci le vostre coordinate….

Dal sito www.fuoriaula.it ciccate la radio a destra ma saremo online con il nuovo palinsesto a partire da febbraio però sul nostro sito ci sono molti materiali da leggere e ascoltare, ovviamente compresi alcuni podcast.

3) Altro spazio particolare merita la vostra giovane relazione: chi siete “universitariamente” parlando (economia, comunicazione, lingue…)? Come lavora il gruppo?
La redazione è composta da studenti in prevalenza di Scienze della comunicazione perché il progetto piace molto a chi vorrebbe fare della comunicazione un mestiere ma non mancano studenti di altre facoltà compresa giurisprudenza e scienze motorie. Il gruppo, composto annualmente da una quarantina di studenti, è coordinato dall’Ufficio Comunicazione e si avvale di alcuni studenti senior che seguono le new entry applicando un metodo, direi, di passaggio di competenze. Loro hanno acquisito negli anni la professionalità e le conoscenze adatte a formare nella pratica i nuovi arrivati che vengono avvicinati alla radio in maniera pratica dopo un brevissimo corso teorico. E poi subito davanti ai microfoni e al mixer, perché FAN è completamente realizzata da studenti.

4) I programmi del vostro Palinsesto, sono molto vari: quali sono gli argomenti di cui si parla?

Si va dall’information technology ai viaggi passando per il fumetto e la musica emergente il tutto tenendo ben presente che siamo una web radio con le potenzialità della rete e la creatività delle gioventù. I nostri programmi si suddividono in aree: informazione, musica e intrattenimento senza dimenticare spazi per il no profit e i radiodrammi.

5) Avete progetti futuri o sogni che contate di realizzare con questo progetto?

Mi piace dire che il primo sogno realizzato in pieno è proprio FAN ma tanti ce ne sono ancora. Vorremmo trovare nuove strade di innovazione perché ritengo che la radio oggi in Italia faccia poca sperimentazione nei linguaggi e nelle interazioni. Cercheremo di sviluppare il podcast a partire dal febbraio, tutti i programmi saranno in podcast. Organizzeremo, poi, una giornata per fare il punto della situazione sulla radiofonia universitaria e non solo anche grazie all’avvio del progetto RADUNI ovvero la prima e unica associazione degli operatori della radiofonia universitaria italiana (www.raduni.org)

6) Io vi rinnovo i miei complimenti perché il vostro progetto mi sembra organico e molto coinvolgente: credete che ci sia spazio anche per noi di MkA? Noi crediamo molto nella cooperazione tra progetti affini e sarebbe un’esperienza significativa.

Vi aspettiamo! Perché anche noi crediamo molto nelle collaborazioni come già abbiamo fatto in passato con altre realtà come il Comune e la Provincia di Verona, FieraVerona, la Regione Veneto, Tocatì Festival, Alive, Festivaletteratura di Mantova e molti altri, uniti a FAN dalle nuove tecnologie come, appunto, anche il podcast!

Con questo chiudo, facendo a tutti voi un grosso in bocca al LUPO!

Luca Dalla Villa per marketingarena

Appuntamento fra una settimana

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 06 May 2006
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Giorgio Soffiato


Proprio ora che inizio ad avere qualche lettore a premiare la mia perseveranza nel dissertare di marketing.. ecco un intoppo! Una vacanza di una settimana che mi costringerà a rischiare l’immobilità del blog per una settimana. :-( Vado in Egitto che mi auguro fornito di connessioni ma, non avendo certezze, non sono certo di potervi portare ulteriori saluti prima di una settimana.
Ho fatto un salto in libreria prima di partire, alla ricerca del solito romanzo alla DeCarrè ma mi è capitato sotto mano il nuovo di Seth Godin che va ad aggiungersi in valigia a Strategia oceano blu e Neuromarketing, tutti libri di cui vi darò conto con piacere al mio ritorno. Sono curioso di sapere cosa ci anticipa oggi Seth Godin, uomo che nel 1999 con “propagare l’ideavirus” parlava di marketing virale quando molti non riconoscevano al marketing un ruolo in azienda (almeno in quelle PMI che oggi pur di avere un uomo di marketing licenziano l’impresa di pulizie..va di moda), lo stesso che nel 2003 ha anticipato l’economia delle esperienze con “contiene una fantastica sorpresa” e ribaltato il concetto di prodotto con “la mucca viola“. Cerco di prevenire comprensibili brusii all’udire il nome di quello che è un divulgatore più che un uomo di marketing, va detto comunque che finora ci ha sempre preso, e adesso vediamo cosa propone.. Farò comunque il possibile per farmi vivo e spiegarvi cos’è il marketing egiziano, e scommetto che ci sarà parecchio da dire..
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