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Lo strano caso Letenox

di Alessandra Luise · pubblicato il 22 Oct 2009
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Alessandra Luise

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Chi non ha mai segretamente sognato di aiutare Jack Shephard, durante le prime serie di Lost, a scoprire chi fossero “the others”? E chi non ha mai avuto il piccolo impulso di svelare a Ridge Forrester tutta la verità su Rick? Va bene! Forse solamente io! Forse non sono la stessa cosa! Ma dentro ognuno di noi si cela un piccolo tenente Colombo. E da questa sera, ore 22.00, su Current Tv (canale 130 di Sky) avremo l’opportunità di farlo uscire partecipando a Frammenti, la prima fiction italiana che vede il pubblico co-protagonista di un’intricata storia fatta di piccoli misteri ed enigmi da risolvere. La trama ruota attorno alle vicende di Lorenzo Soare, un giornalista alle prese con il Letenox, un potente farmaco capace di rimuovere tutti i ricordi negativi dalla memoria. A pochi giorni dalla messa in vendita di questo curioso farmaco, Lorenzo si risveglia senza memoria, ricercato dalla polizia con l’accusa di omicidio.
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fashion.jpgVolete sapere come funziona il Fashion System? Perché quest’anno tornano gli anni Ottanta con quelle orribili spalline? Chi crea le tendenze? Vi accontento subito! Ve lo ricordate “Il diavolo veste Prada”? E Miranda Priestly? Copia più o meno fedele della caporedattrice di Vogue, Anna Wintour? Bene! Nel film la direttrice di Runway, influente rivista di moda, ce lo spiega con queste parole: “Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo. [...] E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l’hai pescato nel cesto delle occasioni. Tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori dalle proposte della moda quindi in effetti indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti… in mezzo a una pila di roba”.Così in effetti ha funzionato negli ultimi cento anni della storia dell’industria della moda. Persone come Miranda Priestly selezionavano, nella magia e nella suggestione delle catwalk di Parigi, Milano e New York, le proposte degli stilisti che sarebbero finite nei nostri armadi. Influenzando i retailers, consumer-oriented. E definendo di fatto, anno dopo anno, le tendenze. (Continua a leggere… )

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Da tempo viviamo un’affascinante successione di quantum leap che piano piano rivoluzionano i paradigmi economici e le conoscenze che ci hanno accompagnato fino a qui. Questi salti innovativi sono soprattutto il frutto di un’attenta e sensibile osservazione della realtà e il risultato di radicali cambiamenti di prospettiva. La dimensione sociale entra prepotentemente nelle regole di mercato e diviene un importante elemento critico come mai prima. Ecco che Product, Price, Place e Promotion non bastano più! Per dirla alla Seth Godin c’è bisogno di una quinta P, quella di Purple Cow! Ora vi spiego meglio.
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Barilla sceglie il 2.0

di Alessandra Luise · pubblicato il 06 Apr 2009
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Alessandra Luise

Oggi vi voglio parlare di due interessanti progetti di comunicazione sviluppati da Barilla.
Partiamo dal primo. Funziona un po’ come Zooppa e Bootb ma senza premi in denaro e, soprattutto, un solo brand è il protagonista: Mulino Bianco Barilla. Molti di voi sicuramente ne avranno già sentito parlare, si tratta dell’iniziativa “Nel Mulino che vorrei”: una brand community un po’ particolare. È, infatti, interamente dedicata alla condivisione di idee riguardanti il prodotto, le promozioni, il packaging, l’impegno sociale e l’ambiente. Le idee migliori, cioè quelle più votate dai membri della community, se in linea con la mission, la vision ed i valori aziendali, verranno realizzate da Mulino Bianco.
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Lay Off

di Alessandra Luise · pubblicato il 27 Mar 2009
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Alessandra Luise

«Auspico che chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare. Io non starei con le mani in mano» questa è stata la frase pronunciata dal nostro Presidente del Consiglio a Napoli, in occasione dell’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra.

In effetti sì, sarebbe auspicabile ma fino a ieri non sono rimasta stesa al sole con una spiga in bocca a riflettere sull’infinito.
Per correttezza devo ricordare che la frase va inserita in un contesto più ampio sulla base del quale ognuno è libero dare la propria interpretazione. La polemica politica non rientra nelle mie intenzioni, tantomeno fra i miei interessi. Ma non posso nascondere che parole come queste, contestualizzate o meno, suscitano in me una certa ilarità. Soprattutto alla luce della voglia di reagire che osservo in me ed intorno a me. E non parlo dei piccoli e medi imprenditori del nostro territorio, che sanno già il fatto loro. Non mi riferisco nemmeno ai 300 operai in cassa integrazione della Fincantieri o i 190 della Moto Guzzi, giusto per citarne alcuni. Per quanto questa crisi stia colpendo tutti, io guardo il mio. E ciò che vedo è una totale, demoralizzante e, quasi, ridicola mancanza di prospettive per chi ha investito su sé stesso ed il proprio futuro. Una mole enorme di cervelli attivi e pensanti inutilizzati, sfruttati o lasciati emigrare.
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Sono lieta di presentarvi Riccardo Pulliero, laureando in Marketing e Gestione delle Imprese a Ca’ Foscari! Riccardo condivide con me la passione per il marketing non convenzionale! Ecco il suo primo post, mi auguro il primo di molti altri! Enjoy!

Voglio portare all’attenzione di tutti un’originale campagna realizzata dallo studio di comunicazione madrileno Waskman, per pubblicizzare un nuovo prodotto offerto da Vodafone ES.
Il servizio che si intende promuovere, lanciato proprio in questo periodo da Vodafone nel mercato spagnolo, consiste in un sistema che permette agli utenti utilizzatori, in particolare uffici, di “staccare” la propria dipendenza dal tradizionale posto fisico come luogo di lavoro.
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Barbie: una 500 per i suoi 50 anni

di Alessandra Luise · pubblicato il 23 Mar 2009
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Alessandra Luise

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Quest’anno Barbie compie 50 anni! Lo scorso 14 febbraio, la bambola più conosciuta del mondo, ha celebrato l’anniversario con una sfilata veramente tutta in rosa! Meraviglioso! Lo spettacolo si è svolto a New York, esattamente a Bryant Park vicino Time Square e vi hanno preso parte, oltre a stilisti famosi, tantissime giovani fan di Barbie.
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Due parole su AboutUS

di Alessandra Luise · pubblicato il 10 Mar 2009
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Alessandra Luise

AboutUs.org è una wiki directory con l’ambizione di diventare uno spazio collaborativo e di condivisione di interessi. Raccoglie informazioni su organizzazioni, business, blog, forum e qualsiasi forma di sito web.
Questa piattaforma sviluppata su tecnologia MediaWiki (sulla quale è costruita anche Wikipedia), è assolutamente user-generated content. Gli utenti possono liberamente dare il loro contributo per essere informati e condividere la propria conoscenza riguardo un determinato sito, modificando o aggiungendo informazioni nel wiki.
Circa 7 milioni di utenti visitano AboutUs.org ogni mese e sono circa 12 milioni le pagine wiki create. L’azienda, ad oggi, conta 31 dipendenti, circa la metà a Portland e l’altra metà a Lahore (Pakistan).
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Pop Up Store: il fascino del countdown

di Alessandra Luise · pubblicato il 04 Mar 2009
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Alessandra Luise

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Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò”. Confucio la sapeva lunga. Questa frase oggi si rivela incredibilmente attuale per descrivere l’evoluzione della relazione tra imprese e consumatore. Offrire un’esperienza con il prodotto è spesso alla base della costruzione di vantaggi competitivi duraturi, soprattutto quando il terreno di gioco si sposta nell’ambito della comunicazione e del marketing. Quando si tratta di coinvolgere il consumatore le strategie sono tante quanto le buone idee. Da qualche anno un’iniziativa molto in voga è l’apertura di Pop Up Store o Temporary Store. Ve ne aveva già parlato circa un anno fa il mio caro collega Stefano Guerra, quindi … ripetiamo! Che cosa sono i Pop Up Store? I Pop Up Store o Temporary Store sono “negozi a tempo”, aperti senza nessun preavviso poiché contano su un word of mouth preventivamente e opportunamente innescato. Localizzati come piccoli palcoscenici nei luoghi più frequentati ed inaspettati come piazze, vie particolarmente conosciute ed illustri o luoghi suggestivi come gallerie d’arte o musei. Fare shopping diventa quasi secondario, è il piccolo mondo del prodotto in cui il consumatore viene attirato a contare; e sono le emozioni e l’impatto esperienziale che l’ambiente sarà in grado di suscitare a decretarne il successo.
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Lovable sperimenta il web 2.0

di Alessandra Luise · pubblicato il 25 Feb 2009
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Alessandra Luise

Oggi vi voglio parlare di Lovable, l’azienda italiana di intimo femminile. Quella dei reggiseno col cuoricino rosso! Non sono mai stata una fan, anzi non ne ho mai comprato uno perché nel mio immaginario li collegavo a quell’intimo super rinforzato stile Bridget Jones, non so se ricordate? Non mi viene in mente ora l’origine di quell’immagine nel mio cervello ma devo ammettere che ho dovuto ricredermi. In effetti, forse, sono rimasta un po’ indietro. Il loro video virale diffuso recentemente in occasione di San Valentino ha stimolato la mia curiosità, quindi sono andata a visitare sito, collezioni e mi sono pure iscritta nella loro area dedicata agli utenti registrati per poter vedere in anteprima i video della collezione P/E, per farmi la card promemoria con la mia taglia (sempre utile!) e per ricevere qualche gift (così dicono e queste iniziative sempre ben ci stanno!).
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