Dal 10 feb­braio è in vigore la c.d. “Legge per i senza albo”, che inse­ri­sce nel nostro ordi­na­mento una nuova figura pro­fes­sio­nale, figura che svolge un’attività eco­no­mica di tipo intel­let­tuale volta alla pre­sta­zione di ser­vizi ed opere a favore di terzi, senza la neces­sa­ria iscri­zione ad un albo: il pro­fes­sio­ni­sta non rego­la­men­tato. In man­canza di una chiara e pre­cisa nor­ma­tiva, vi è la con­sue­tu­dine di iden­ti­fi­care il libero pro­fes­sio­ni­sta in colui che pre­sta un’opera pre­va­len­te­mente intel­let­tuale ed è iscritto ad un albo pro­fes­sio­nale; basti pen­sare ad un Inge­gnere o ad un Com­mer­cia­li­sta. Diversa è la figura del lavo­ra­tore auto­nomo, ovvero colui che com­pie un’opera o un ser­vi­zio con lavoro pre­va­len­te­mente pro­prio e non è iscritto a nes­sun albo pro­fes­sio­nale. Due figure for­mal­mente iden­ti­che ma diverse nella sostanza.

La sud­detta legge intro­duce il libero eser­ci­zio della pro­fes­sione, prin­ci­pio, che si fonda sull’autonomia, intel­letto, tec­nica e com­pe­tenze del pro­fes­sio­ni­sta con asso­luta libertà di scelta della forma per eser­ci­tare la pro­fes­sione (indi­vi­duale, asso­ciata, coo­pe­ra­tiva o lavoro dipen­dente). Con­su­lente infor­ma­tico, web desi­gner, pub­bli­ci­ta­rio, gra­fico, foto­grafo, socio­logo, osteo­pata e tri­bu­ta­ri­sta sono sol­tanto alcuni esempi di atti­vità, defi­nite ora, libero pro­fes­sio­nali che non richie­dono iscri­zione a spe­ci­fici albi. Una vera e pro­pria rivo­lu­zione cul­tu­rale, se si con­si­dera la gamma di pro­fes­sio­ni­sti interessati.

Tra le novità intro­dotte è pre­vi­sta la pos­si­bi­lità di costi­tuire asso­cia­zioni a carat­tere pro­fes­sio­nale di natura pri­va­ti­stica legal­mente rico­no­sciute. Se da un lato l’iscri­zione ad un’associazione da parte del pro­fes­sio­ni­sta è facol­ta­tiva, dall’altro ci sono alcuni obbli­ghi che le asso­cia­zioni devono osser­vare nei con­fronti dei pro­fes­sio­ni­sti associati:

  • pro­muo­vere la for­ma­zione dei pro­pri iscritti;
  • vigi­lare sulla con­dotta pro­fes­sio­nale degli asso­ciati e sta­bi­lire even­tuali san­zioni da com­mi­nare a seguito di vio­la­zioni etica-professionali;
  • ren­dere pub­blici sta­tuto, atto costi­tu­tivo ed orga­ni­smi che com­pon­gono l’associazione;
  • spor­tello riser­vato ai clienti dei pro­fes­sio­ni­sti in caso di con­tro­ver­sie con quest’ultimi;
  • assenza di lucro.

L’unico obbligo pre­vi­sto dalla legge in capo al pro­fes­sio­ni­sta è la modi­fica della pro­pria carta inte­stata. Di fatti, al fine di garan­tire tra­spa­renza infor­ma­tiva nei con­fronti della clien­tela, il pro­fes­sio­ni­sta deve ripor­tare il rife­ri­mento espresso di legge nella cor­ri­spon­denza, nelle fat­ture e in altri docu­menti. Atten­zione! non si tratta di un sem­plice adem­pi­mento for­male, poi­ché in caso di omis­sione, il pro­fes­sio­ni­sta potrà essere san­zio­nato, ai sensi del Codice del Con­sumo, per pra­tica com­mer­ciale scorretta.

Con­cludo con una curio­sità: è stato sti­mato un elenco di circa 150 pro­fes­sioni che rien­trano in que­sto ambito, una pla­tea di pro­fes­sioni dav­vero impres­sio­nante. La fan­ta­sia, a noi ita­liani, non manca di certo.