Circa un mese fa, ho letto con inte­resse sul sito di Event Report che Ber­lino ha rag­giunto il milione di fan sulla sua pagina Face­book: un risul­tato signi­fi­ca­tivo, con­si­de­rato che solo New York è riu­scita a supe­rare que­sta cifra, men­tre altre città, come Lon­dra o Parigi, sono net­ta­mente staccate.

Il suc­cesso è dovuto anche a una par­ti­co­lare atti­vità di desti­na­tion mar­ke­ting, che ha con­sen­tito non solo di rad­dop­piare il numero di fan del pro­filo della capi­tale tede­sca negli ultimi 12 mesi, ma anche di far aumen­tare gli arrivi in città nel periodo gennaio-settembre 2011 dell’8.6% rispetto al 2010, con una quota di 7,3 milioni di turi­sti, come afferma Bur­khard Kie­ker, CEO di visitBerlin.

La scorsa estate visit­Ber­lin, il por­tale uffi­ciale per il turi­smo nella capi­tale tede­sca, ha lan­ciato una cam­pa­gna, “Make it a mil­lion”, all’interno della più ampia cam­pa­gna “be Ber­lin”, con cui inco­rag­giava gli utenti a dimo­strare il pro­prio amore per la città al motto di: Zeig uns, dass du der grös­ste Berlin-Fan bist (Mostraci che sei il più grande fan di Berlino).

L’iniziativa era legata a un video con­test: rea­liz­zando e cari­cando un video con dichia­ra­zione d’amore alla città, si poteva par­te­ci­pare a un con­corso e vin­cere alcuni eventi messi in palio, come: sfi­lare sul red car­pet della “Ber­li­nale” (il cele­bre festi­val del cinema), seguire la Fashion Week con il desi­gner Michael Michal­ski, acce­dere al back­stage di un con­certo del dj Paul van Dyk e all’area Vip di un match di cal­cio dell’Hertha Ber­lino. Da notare come l’inizio della com­pe­ti­zione dipen­deva dal rag­giun­gi­mento di un milione di fan su Face­book; fan che, votando i clip, hanno poi decre­tato tra gli oltre 200 video inviati, i 10 migliori in ogni categoria.

Un esem­pio di suc­cesso, quindi, di desti­na­tion mar­ke­ting, che, citando wiki­pe­dia, può essere defi­nito come un approc­cio proat­tivo, stra­te­gico e orien­tato al visi­ta­tore per lo svi­luppo eco­no­mico e cul­tu­rale di una loca­lità, che con­si­dera e inte­gra gli inte­ressi dei turi­sti, dei for­ni­tori di ser­vizi e della comunità.

Quest’approccio diventa tanto più impor­tante dal momento che la “desti­na­zione” è uni­ver­sal­mente rico­no­sciuta per esser uno tra i pro­dotti più com­plessi da gestire. Come in altri casi, però, il web può essere un valido alleato e aiu­tarci a creare un brand forte e amato. E, nell’esempio di Ber­lino, è evi­dente la siner­gia tra atten­zione al visi­ta­tore e un piz­zico di originalità.Infatti:

  • l’esperienza creata è con­vin­cente e coinvolgente;
  • il social net­work viene gestito con atten­zione e con­ti­nuità, favo­rendo anche la crea­zione di con­te­nuti da parte degli utenti;
  • ven­gono messe in evi­denza con ori­gi­na­lità tutte le pos­si­bili espe­rienze che gli abitanti/i visi­ta­tori della città pos­sono vivere in prima persona;
  • si pro­pon­gono solu­zioni su misura, ognuno di noi può tro­vare offerte defi­nite e quindi sce­gliere quella che più gli si addice.

A mio parere, un altro ele­mento fon­da­men­tale per la buona riu­scita di una cam­pa­gna di desti­na­tion mar­ke­ting è la col­la­bo­ra­zione tra i por­ta­tori d’interessi della loca­lità, la DMO (desti­na­tion mana­ge­ment orga­ni­sa­tion) deve agire come un’unica grande forza in grado di met­tere assieme tutti i com­po­nenti della desti­na­zione e di svi­lup­pare quindi le poten­zia­lità della desti­na­zione nella sua inte­rezza. Cosa che, nel caso ana­liz­zato, è stata senz’altro fatta.

E in Ita­lia? Sarebbe inte­res­sante capire se anche da noi, con­si­de­rato il nostro enorme patri­mo­nio, città come Roma, Firenze, Napoli, Milano o Vene­zia non pos­sano sfrut­tare le poten­zia­lità offerte dal web e creare piat­ta­forme inte­rat­tive, e orga­ni­che, per pro­muo­vere le pro­prie bellezze.