Capita che ti trovi a dover sce­gliere una pale­stra.. A Rovigo. E ti guardi attorno. La situa­zione è para­dos­sale per l’essere umano ma inte­res­san­tis­sima per il mar­ke­ting. Rispetto a qual­che anno fa, quando l’offerta era limi­tata a due grandi aree di inter­vento (cioè la pale­stra hard core orien­tata al body buil­ding e la pale­stra che comin­ciava a pun­tare su fit­ness e well­ness) oggi le cose sono molto cam­biate e troviamo:

  • Pale­stra body buil­ding puro
  • Pale­stra fit­ness e corsi
  • Pale­stra orien­tata agli anziani
  • Pale­stra che prova a fare la spa
  • Pale­stra “all’americana” con corsi molto innovativi

Nulla di male no? Anzi, una natu­rale evo­lu­zione delle cose. Quello che stu­pi­sce è il fatto che, rispetto alla realtà di Rovigo, in molti sem­brano essersi mon­tati la testa, provo a but­tare giù qual­che evidenza:

Pri­cing: Mai igno­rare “i cam­pa­gnoli” come tar­get di marketing

Il primo errore, a mio avviso, “grande come una casa” è legato all’evoluzione del pri­cing delle pale­stre. Tutti pun­tano a mas­si­miz­zare la fide­liz­za­zione del cliente ren­dendo molto van­tag­gioso un abbo­na­mento annuale o seme­strale e sco­rag­giando pesan­te­mente gli abbo­na­menti brevi, come i men­sili. Que­sto sistema esi­ste da quando esi­stono le pale­stre, ma oggi il costo di un annuale è rima­sto più o meno inva­riato rispetto a 5 o 10 anni fa, invece il men­sile è cre­sciuto mol­tis­simo. Que­sto modello può andare benis­simo in città “metro­po­li­tane” come Milano o Padova, la pro­vin­ciale Rovigo però sof­fre. E’ evi­dente che non si vuole rinun­ciare all’illusione di libertà che l’abbonamento men­sile garan­ti­sce, e que­sto “pro­vin­cia­li­smo” è comune a varie cate­go­rie di per­sone, non solo a quelli che non cono­scono le basi dell’economia. Ritengo il man­cato rispetto di que­ste esi­genze da parte delle pale­stre poco furbo (e un pò arro­gante) per­ché si sono osser­vati per­so­naggi che a suon di rin­novi men­sili da 5 anni non cam­biano palestra..

Upsel­ling: l’importanza dei servizi

L’ossessione per gli abbo­na­menti porta le pale­stre ad una cecità di fronte alla pos­si­bi­lità di mar­gi­nare in altri modi, ad esem­pio pro­po­nendo ser­vizi per­so­na­liz­zati ai clienti, nel body buil­ding non ho visto spesso pro­porre con forza due tipi di “schede di alle­na­mento”, magari una base “garan­tita” ogni 3 mesi ed una avan­zata, cam­biata ogni mese e accom­pa­gnata da una valu­ta­zione tec­nica dell’andamento dell’allenamento, o ancora meglio la pos­si­bi­lità di con­sul­tare la pro­pria situa­zione on line, diver­ten­dosi la sera ad aggior­narla, e per­ché no potendo con­fron­tare le pro­prie pre­sta­zioni con i pro­pri amici anche sui prin­ci­pali social net­work (il con­cetto di “gara” è quello su cui stanno pun­tando appli­ca­zioni inte­res­santi che ten­gono ad esem­pio trac­cia delle pre­sta­zioni nel run­ning come endo­mondo, nel pro­prio pic­colo anche le pale­stre potreb­bero pensarci…

Cross sel­ling: l’importanza delle sinergie

Altro modo di mar­gi­nare e gestire la migra­zione dei clienti potrebbe essere quello di fare accordi con realtà paral­lele con cui si con­di­vide l’utenza tar­get, senza sfor­zarsi troppo:

  • cen­tri estetici
  • piscine
  • cen­tri spor­tivi e impianti multifunzione
  • nutri­zio­ni­sti / die­ti­sti / cen­tri fisioterapia…

Che dire? Mi pia­ce­rebbe pas­sasse il con­cetto che “la via d’uscita più breve non sem­pre è la più inte­res­sante”, le pale­stre hanno, è chiaro, due obiettivi:

  • Aumen­tare la fedeltà del cliente, quindi “trat­te­nerlo” il più pos­si­bile (scon­tando anche una certa cicli­cità da parte degli utenti)
  • Aumen­tare la red­di­ti­vità annuale per cliente, ven­den­do­gli ser­vizi aggiun­tivi o prodotti

Que­sti due obiet­tivi pos­sono essere con­se­guiti con una poli­tica “coer­ci­tiva” (se paghi l’annuale hai il 50% di sconto), oppure lavo­rando tal­mente bene da invo­gliare i clienti a rima­nere. Pen­sare ad una pale­stra che orga­nizza eventi, semi­nari, piz­zate (non la pizza annuale.…) e svi­luppa un’azione di com­mu­nity sui clienti non è poi cosi impos­si­bile: por­tate que­sti “fana­tici posi­tivi” in gita alla tech­no­gym, rega­la­te­gli un semi­na­rio men­sile etc.. reste­ranno, e senza biso­gno del fasti­dioso “vin­colo” dell’abbonamento..