Leggo con pia­cere que­sto arti­colo su wor­king capi­tal in merito alla pre­sen­ta­zione di una pro­po­sta per la crea­zione di una banca nazio­nale dell’innovazione, e già col­pi­sce la premessa:

Forse non sono in tanti a saperlo, ma in Ita­lia sono dispo­ni­bili milioni e milioni di euro desti­nati all’innovazione e pro­ve­nienti da fondi pub­blici. Ma misure, pro­grammi qua­dro, pon, por e via dicendo non rie­scono a con­vo­gliare tutta que­sta ric­chezza verso per­sone e pro­getti che l’innovazione la fanno dav­vero. Senza con­tare che molti fondi non ven­gono nep­pure utilizzati.

Torno poi ad un arti­colo di qual­che giorno fa dal titolo piut­to­sto emble­ma­tico (I tre mila­nesi (rifiu­tati in Ita­lia) che
hanno sfon­dato nella Sili­con Val­ley
) e ad un pas­sag­gio fondamentale:

Gli abbiamo rac­con­tato il nostro pro­getto seduti su una pan­china: anni di lavoro com­pressi in cin­que minuti». Dal primo incon­tro ne sono seguiti altri due molto infor­mali. Da non cre­dere il secondo appun­ta­mento: «Gli inve­sti­tori di You­Tube sono venuti nella nostra stanza, che con­di­vi­de­vamo con altri due ragazzi, e si sono seduti sul letto gon­fia­bile di Michele — rac­conta emo­zio­nato Marco — e noi non cre­de­vamo ai nostri occhi. Abbiamo capito che quello che con­tava era la nostra idea per­ché in quel momento era­vamo come loro, senza differenze»

Quanto sono lon­tani que­sti due mondi? Per­ché suona oggi più che mai iro­nico pen­sare ad un modello start up in Ita­lia? Vi stuz­zico sulle tre azioni “da fare ieri” per ren­dere il mondo del ven­ture capi­ta­lism com­pe­ti­tivo e fun­zio­nale anche in Ita­lia, a mio parere:

  • coin­vol­gi­mento delle uni­ver­sità con la pro­po­sta di dare alle idee svi­lup­pate un valore anche in ter­mini di cre­diti formativi
  • ripen­sa­mento cul­tu­rale del valore del rischio d’impresa e del signi­fi­cato del fallimento
  • ridu­zione della com­ples­sità buro­cra­tica per l’ottenimento di finanziamenti

Solo in que­sto modo sarà pos­si­bile avvi­ci­nare “il modello della pan­china” al mondo che oggi sem­bra lon­ta­nis­simo del finan­zia­mento di idee anche in Ita­lia, un mondo che visto da fuori sem­bra “una cricca per pochi” (che brutto ter­mine) e che invece deve dive­nire uno sbocco poten­ziale per i gio­vani al pari del lavoro alle poste. Cosa sug­ge­rite?