Fine dicem­bre, tempo di pro­vo­ca­zioni. Ottimo spunto di Doc­tor­brand che da suo blog ci invita a risol­vere una volta per tutte il pro­blema dei pochi fan sulle like page face­book, com­pria­moli no? L’articolo di Jacopo è senza dub­bio uno spunto inte­res­sante, quasi “ritrito” per gli addetti ai lavori che ogni giorno con sen­sata auto­re­fe­ren­zia­lità si ricor­dano a vicenda quanto impor­tante sia “andare giù di etica” evi­tando di farsi pren­dere da facili entu­sia­smi e man­te­nendo alti gli stan­dard del mer­cato, nel rispetto delle per­sone. Siamo ritriti quasi quo­ti­dia­na­mente anche noi su que­sto blog quando con­tri­buiamo alla stessa causa con­vinti che alla fine qua­lità, lungo periodo e misu­ra­bi­lità ci premieranno.

Ma il mar­ke­ting ha il naso lungo, e la rela­ti­vità ini­zia a pesare. Se in fase di trat­ta­tiva com­mer­ciale un acuto sales account mana­ger (o ven­di­tore che dir si voglia) “piazza” una metrica sba­lor­di­tiva (“garan­tiamo 1000 fan”) il gioco è fatto.. e que­sto modello basso, pue­rile, ste­rile, poco cor­retto, blando, labile, rischia di fun­zio­nare perché:

  • la rete ven­dita conta più degli strateghi
  • i refe­renti azien­dali non domi­nano mini­ma­mente que­ste dina­mi­che nel 70% dei casi (stima per­so­nale) quindi “pos­siamo ven­der­gli ciò che vogliamo”
  • anche quando domi­nano lo stru­mento sono deboli sulle metri­che, ancora “attratti” dal numero dei fan e in dif­fi­coltà nel ragio­nare su misure più complesse

Se la long tail ci ha por­tato in ere­dità un nuovo mar­ke­ting dob­biamo fare i conti anche con una long trail o long swipe (stri­scia) che ha asso­luta giu­sti­fi­ca­zione eco­no­mica anche se pro­ba­bil­mente scarsa dignità per­ché imbo­ni­sce un tar­get ampio, ritar­da­ta­rio e dana­roso come le pic­cole e medie imprese. Un tar­get aggan­ciato con con­tratti a canone di lunga durata, con una ven­dita aggres­siva e modelli mas­si­fi­cati che scal­zano per cuba­tura i sarti del web mar­ke­ting che giu­sta­mente gri­dano ven­detta. Serve senza dub­bio un aiuto per que­ste imprese (un tem­po­rary mana­ger?) ma prima di tutto serve cul­tura, e pro­ba­bil­mente è giu­sto che que­sti cam­pa­nelli di allarme suo­nino forte, prima che sia troppo tardi..