Ho com­prato il device, leggi iPad. Pro­ba­bil­mente non era fon­da­men­tale averlo ma “sai…per chi fa il mio lavoro…”, pro­ba­bil­mente non era fon­da­men­tale cer­care on line le 10 app che non si pos­sono non avere, sco­prire tra que­ste wired (usa) ed acqui­stare per, se non erro, 2.39 euro l’ultima copia dello stesso. Stu­pe­fatto. Soprat­tutto per le pos­si­bi­lità’ e l’ accesso che un device del genere garan­ti­sce e per la qua­lità dei con­te­nuti di wired. Non inte­res­santi, non appro­fon­diti, espe­rien­ziali. Il nuovo con­te­nuto deve essere espe­rien­ziale, ne sono convinto.

Siamo tutti in grado di repe­rire noti­zie (gior­nali), com­men­tarle (blog), discu­terne (forum) e con­di­vi­derle (social net­works) ma non tutti siamo in grado di coniu­gare qua­lità del con­te­nuto e design del infor­ma­zione, il nuovo wired sem­bra un col­lage di info­gra­fi­che, inte­rat­tive per giunta. Fan­ta­stico. Se fino ad oggi era latente la con­vin­zione che i pro­dut­tori ama­to­riali di con­te­nuti stes­sero col­mando il gap, sem­bra ora che i grandi ope­ra­tori abbiano cam­biato mar­cia e messo il turbo, tro­vando il modo di ren­dere espe­rienza la pro­pria pro­po­sta, senza dub­bio anche agli occhi degli inser­zio­ni­sti pub­bli­ci­tari che pos­sono ora costruire “comu­ni­ca­zioni aumen­tate” molto più vicine ad un con­cetto di “disturbo meno pos­si­bile, se vuoi appro­fon­dire tra­scina la pagina verso il basso anzi­ché verso destra o premi qui”, diver­tente anche una comu­ni­ca­zione credo di kodak che dice sostan­zial­mente “what’s your angle?” invi­tando a girare l’ipad, la comu­ni­ca­zione stessa cam­bia dopo l’azione dell’utente. Carino!

Nel 2009 scri­vevo, ripreso anche dal “guru” Luca De Biase, che pro­ba­bil­mente il mondo dei con­te­nuti avrebbe vis­suto momenti com­pli­cati, è stato senza dub­bio cosi ma oggi wired indica la via, con­te­nuti inte­res­santi e ori­gi­nali ma soprat­tutto la pro­get­ta­zione di un’esperienza di frui­zione che tenga conto del device e comu­ni­ca­zioni sem­pre più a tar­get, meno inva­sive e di aziende che dimo­strano di voler fare quello sforzo di rela­zione che sem­pre più si allon­tana dall’interruption mar­ke­ting, che di certo fa ancora par­lare di sé.