Nella vita si può sba­gliare. Ciò che importa è non per­se­ve­rare. Voglio dare qui il giu­sto spa­zio ad un epi­so­dio acca­du­tomi ieri sera visto che a mio avviso con­tiene diverse lezioni per il mar­ke­ting della risto­ra­zione, ormai sem­pre più vicino per dina­mi­che al mar­ke­ting turi­stico, credo non si scan­da­liz­zino gli esperti se dico che esso ne è parte. Ho deciso di festeg­giare il mio com­pleanno presso l’Oste­ria Cipolla Rossa a Firenze, luogo cono­sciuto e rino­mato per la carne di qua­lità, pro­prio ciò che cer­cavo per la serata in com­pa­gnia. Fosse stato per me sarei andato altrove, presso un risto­rante già testato sem­pre a Firenze ma un’amica mi ha fatto cam­biare idea per­ché sem­bra che di recente “si siano mon­tati la testa”. L’importanza del pas­sa­pa­rola è nota e nem­meno chi lavora per instil­larlo o vei­co­larlo per le aziende ne è immune, ovvia­mente.

Il locale si pre­senta bene e di certo è posi­tiva l’impressione anche quando molti clienti ven­gono invi­tati a ripas­sare a causa del tutto esau­rito, dopo una breve attesa veniamo fatti acco­mo­dare al tavolo dove ordi­niamo un anti­pa­sto e la fati­dica bistecca alla fio­ren­tina. Sono circa le 21.30. Dopo l’antipasto, buono, comin­cia l’attesa. La pazienza è esau­rita da un pezzo quando, tra mille scuse, la bistecca giunge in tavola alle 23.05. Man­giamo in maniera fru­gale e ce ne andiamo stiz­ziti evi­tando il pro­gram­mato dolce con brin­disi di festeg­gia­mento, festa di certo in parte rovi­nata dalla ten­sione mon­tata nel frat­tempo. Mi reco come da copione a pagare ed al fati­dico “tutto bene?” del tito­lare esprimo le mie moti­va­zioni con forza, ram­ma­rico e discreta “incaz­za­tura”. Qui, men­tre già pre­gu­stavo (seconda evi­denza, il cliente arrab­biato medita ven­detta) una sfilza di recen­sioni nega­tive, il tito­lare mi ascolta, si scusa e mi rimette in mano la carta di cre­dito. “Ti chiedo di scu­sarmi, offro io, se suc­ce­desse a me non tor­ne­rei mai in un locale del genere, ti chiedo un’altra pos­si­bi­lità e la pros­sima volta offri­remo noi il dolce”. Il tito­lare dimo­stra di essere per­sona che sa fare il suo mestiere, ha fatto un errore e se ne è reso conto ma è andato oltre le parole e le scuse, ha fatto un gesto con­creto. Un gesto che a lui può costare..boh..30/50/70 euro in mate­rie prime ma di certo gli fa gua­da­gnare parec­chio, soprat­tutto in ter­mini di man­cate recen­sioni negative.

Non posso dirmi emo­zio­nato dalla serata ma di certo in que­sto momento pre­val­gono la pia­ce­vole sor­presa e la con­sa­pe­vo­lezza che tutto ciò che era pos­si­bile fare per rime­diare è stato fatto ed esi­ste in me la curio­sità di tor­nare per capire se dav­vero sono stato vit­tima della sfor­tu­nata con­giun­tura astrale che ha por­tato a una serata storta e non della disor­ga­niz­za­zione di un locale che non è stato in grado di gestire il collo di bot­ti­glia del sabato sera. Al di la di tutto una lezione di mar­ke­ting che il risto­ra­tore ci lascia e, da parte mia, una recen­sione alla fine posi­tiva su un fatto ini­zial­mente pesan­te­mente nega­tivo. Credo che molti avreb­bero da impa­rare da que­sto.. un argo­mento tra l’altro già affron­tato su que­sto blog..