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LavorHome

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 22 Feb 2010
Archiviato in Lavoro e careers6 commenti

Giorgio Soffiato

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Nativi digitali, social networking, consegne alle 3 (di notte) e lavoro da casa, dal bar, dall’ufficio o dal mare. Ne hanno parlato in molti, o forse sarebbe meglio dire che hanno parlato in molti di noi.

Scrivo questo articolo stuzzicato dal wall di una conoscente su facebook (gli amici sono altri, e anche questo oggi è meglio sottolinearlo), sera inoltrata, la suddetta condivide un link che riguarda l’azienda per cui lavora. Sembra nulla, in realtà si tratta di un fatto dirompente, avete mai visto un operaio della fiat attaccare manifesti della uno per strada? Il paragone può sembrare irriverente ma la motivazione economica è da scartare, l’offerta di professionalità legate ai servizi digitali, soprattutto free lance, è enorme e le consulenze milionarie sono di certo altrove (ricorderò sempre in proposito un docente che ci disse che non immaginiamo quanto possa guadagnare un matematico che finisce al calcolo dei premi delle assicurazioni).

Questo fatto non ci dice solo che non si stacca mai, in qualche modo questo è risaputo, la cosa più interessante è la fusione tra la reputazione della persona e quella dell’azienda per cui lavora, una sorta di “passione” per il lavoro che si esplicita con la visibilità che si garantisce ai progetti che si seguono. Probabilmente chi fa un lavoro fisico, logorante, “tradizionale”, non vede l’ora di tornare a casa e spegnere il cervello o riposare le gambe, queste nuove professionalità (dal grafico allo sviluppatore, dal video maker al project manager) il computer non lo spengono quasi mai (al massimo va in stand by) ed il sabato e la domenica servono a recuperare quel lavoro lasciato indietro o a portare avanti quel progetto cui pensano da tempo.. Cambia anche la struttura delle vacanze, per chi le fa, grande stagionalità lavorativa e rari periodi per staccare, praticamente banditi invece week end e giornate libere.

Questo stile di vita è di certo particolare e se da un lato la libertà di organizzare il proprio lavoro e tempo è un grande privilegio, dall’altro ogni lavoro deve essere pronto per ieri e servono competenze che nessuno vorrebbe dover sviluppare, in questo periodo più che mai è il recupero crediti ad andare di moda.. Per cosa lavoriamo? Probabilmente perché ogni progetto nuovo è un nuovo stimolo e perché la creatività guida quello che facciamo, forse perché non siamo poi cosi desiderosi di lavorare in una fordistica banca e tutto sommato ci va bene cosi. Viviamo un mondo pesantemente autoreferenziale in cui accreditare la propria competenza è più difficile che valorizzarla, però ci piace cosi. Occhio però.. anche i lavori “di testa” sono a rischio Cina

6 commenti a “LavorHome”

1Thomas ha detto:

Preferisco lavorare 12 ore al giorno completamente assorto in quello che faccio che lavorare 6 ore continuando a guardare l’orologio sperando che finisca presto .. Chi ama il proprio lavoro non lavora un giorno della sua vita.

Inserito il 22 February 2010 alle 21:16

2Maurizio Piacenza ha detto:

La creatività, parlo per me, è quello che mi spinge a fare il lavoro che faccio. E che mi spinge a sperimentare, a espandere le mie conoscenze e competenze per avere sempre nuovi mezzi espressivi e nuovi obiettivi con i quali confrontarmi.
La passione e il fatto di lavorare per se stessi certo ti fanno impegnare come non faresti forse da dipendente, personalmente però ho imparato a darmi dei limiti; va bene un impegno, anche di ore, maggiore rispetto al classico orario da ufficio, ma la sera e il week end sono sacri.
La famiglia, il tempo libero, gli amici, le altre passioni vanno tutti coltivati altrimenti, per quanto bello possa essere, il lavoro ti fagocita. E, a dirla tutta, dedicare del tempo a se stessi e ai propri interessi serve anche per ricaricare le batterie in vista di nuovi progetti. Non riuscirei proprio a spremermi le meningi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 su progetti grafici o di conunicazione.
Poi quando si deve correre si corre, ovvio; non sempre però, perché le richieste “per ieri” se diventano la norma mi danno fastidio perché sono indice – a mio avviso – di scarso rispetto verso la professionalità di colui al quale ti stai rivolgendo e verso il progetto che richiedi di sviluppare. Un progetto ha bisogno di tempo per essere sviluppato come si deve; o mi sono perso qualcosa?
Per cui si corre, ma con giudizio, non mi piace avere sempre il fiatone o il fiato sul collo :-)

Inserito il 23 February 2010 alle 09:38

3Mattia ha detto:

ottimo articolo veramente; a metà ho cominciato a chiedermi “è vero, chi ce lo fa fare? non abbiamo più una vita!” poi ho letto la frase

“Probabilmente perché ogni progetto nuovo è un nuovo stimolo e perché la creatività guida quello che facciamo”

e ho pensato, ok ne vale la pena!

Poi se ci si sa organizzare i propri spazi si riescono a trovare, minori di un dipendente fisso magari, ma si trovano. La libertà in compenso non ha prezzo!

Inserito il 24 February 2010 alle 09:45

4fulvio fortezza ha detto:

ottimo articolo giorgio, mi ritrovo in pieno! buon lavoro…

Inserito il 25 February 2010 alle 20:43

5Enrico ha detto:

Un articolo molto bello; l’idea di poter lavorare in un qualsiasi luogo è uno stimolo in più a portare avanti il proprio progetto, a pensarici ora che mi trovo ancora all’università la vedo come una chimera perchè non credo sia molto facile raggiungere questo “status” lavorativo di indipendenza quasi totale; mi ricordo la prima volta che ho visto un servizio su come si lavora alla google di S.Francisco, sono rimasto di pietra all’idea di questa libertà creativa senza orari e costrizioni; così secondo me si va avanti.

Inserito il 11 March 2010 alle 09:57

La libertà non ha prezzo, la competenza sì. Anche le idee si pagano. Fatevi pagare per l’impegno e la professionalità e gestite al meglio il tempo.. Ricordatevi che chi corre… probabilmente arriva prima di chi cammina! Mi hanno sempre lasciato perplessa tutti quei dipendenti che alle ore 18:00 erano davanti alla macchinetta per timbrare, che significa che alle 17:45 avevano già spento il pc e alle 17:30 il cervello… Per fare la consulente sto facendo molti sacrifici, ma con grande soddisfazione!

Inserito il 29 March 2010 alle 16:16

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