Marketingarena.it si occupa di marketing digitale, strategico ed operativo, comunicazione, innovazione, nuove tecnologie, knowledge management ed e-business. Continua..

logoMA20070430042051_64857_fotoNike_Marketing_Stealthtravel_alberta

Archivo » July 2009

Giornali, giornalisti e pubblicità

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 24 Jul 2009
Archiviato in Marketing5 commenti

Giorgio Soffiato

Vedo e ripropongo con interesse questo intervento di Mario Calabresi, direttore de “La stampa” che ragiona sullo stato di salute dei giornali e propone un’analisi di certo da valutare, tre punti chiave:

    la somma dei lettori dello stesso giornale nelle versioni on line e off line supera di molto il numero di lettori “storici del solo giornale cartaceo” (siamo sicuri che non siano gli stessi che comprano il cartaceo ad aggiornarsi anche on line? A ogni modo le occasioni di fruizione sono di certo superiori)

    la pubblicità on line si vende poco e male

    i giornalisti devono capire che l’on line non è un demone

Le mie osservazioni saranno rapide, credo che già la consapevolezza che il mezzo può essere anche non cartaceo sia un ottimo passo verso il salvataggio del giornalismo (non per niente però lui fa il direttore..), mi preoccupa (per loro) invece il concetto che condivido secondo il quale i giornalisti vedono di cattivo occhio internet ed il giornalismo su internet, probabilmente il motivo è molto semplice, alcuni sono legati alla poltrona ed il fatto di veder scritto a propria firma un articolo li mette al riparo da giudizi indiscreti in virtù del credito ottenuto in passato (all’assunzione) che oggi vantano. Trovo scellerato ad esempio che un gironalista, appassionato spero di scrittura e lettura, non tenga un blog o non partecipi attivamente a momenti di discussione sul tema, probabilmente questo momento di grande cambiamento servirà anche a scremare e rilanciare il giornalismo di domani e i giornalisti di domani restituendoci nuove professionalità.. quanto alla pubblicità urge una seria indagine sulla conversione e sui ritorni dei vari mezzi, il sospetto qui è legato al potere politico interno che i responsabili del budget hanno, molti sono esperti (vecchi) e odiano la complessa misurabilità del web, preferiscono rifugiarsi in una lenta decrescita giustificata senza affanni dalla crisi, su le maniche ragazzi..

L’imbarazzo dei piccolissimi

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 23 Jul 2009
Archiviato in Marketing1 commento

Giorgio Soffiato

piccolissimo.jpg

Il periodo estivo è sempre interessante per rafforzare le relazioni sul territorio e valutarne la situazione globale, di certo Rovigo è in questo senso piazza privilegiata visto che non può contare su alcun (o pochissimi) privilegio in termini di sviluppo di vere e proprie politiche di marketing territoriale e, in assenza di una guida, anche le piccole imprese e i singoli esercenti faticano non poco. Parlando con i commercianti della zona emergono sostanzialmente 3 punti chiave:
(Continua a leggere… )

Un interessante articolo di Paolo Iabichino su Nòva di questa settimana pone un tema vero, quello dell’utilizzo dei social network in pubblicità. Il pensiero di Iabichino è sostanzialmente il seguente: non è la conta dei fan su facebook che fa grande un brand nel web 2.0, cosi come non è il numero dei followers “generati” su twitter a rendere vendibile una strategia di social media marketing da parte delle agenzie specializzate. Ovviamente non si può che essere d’accordo anche se questo concetto non fa che confermare un certo imbarazzo in termini di approccio ai social networks, facebook su tutti. A mio avviso una delle principali barriere da superare è la filiera del risultato cui altre scienze web&pubblicitarie hanno abituato il cliente, in particolare se il cliente vuole i numeri questi spesso saranno numero di fan, numero di link, traffico generato etc.. per il semplice fatto che questi sono numeri semplici da fornire e non indici che richiedono una riflessione ad hoc.
(Continua a leggere… )

No tag for this post.

Entusiasmarketing

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 03 Jul 2009
Archiviato in Marketing2 commenti

Giorgio Soffiato

Se non si parlasse di qualcosa di troppo tangibile potrebbe essere una lezione di vita, ma è stata di certo una bella esperienza. Sono appena tornato da una due giorni in terra di Puglia e Basilicata ove ho ragionato con due entità molto diverse su progetti di marketing che mi hanno davvero riempito lo spirito vista la genuinità degli approcci e la voglia che traspare nel lavorare per crescere, anche con un pò di ossessione in meno rispetto alle classiche impostazioni basate su reportistiche e metriche tipiche (giustamente tipiche) dei progetti esclusivamente web based.

Cosa possono chiedere ad un consulente un’azienda produttrice di bomboniere e gioielli in crisi e un consorzio di allevatori di animali schiacciato dai grandi gruppi? Sicuramente la proposta creativa di metodi ed idee per uscire da situazioni complesse. Ritengo che il ruolo del consulente sia quello di pescare nel passato proponendo soluzioni che a questi interlocutori appaiono oltremodo innovative, e forse per questi settori lo sono. Le problematiche più strategiche che di marketing che queste aziende presentano sono assolutamente sfidanti e appare destino dei produttori quello di lavorare ad un “salto di canale” (non per forza mediato dal commercio elettronico) sensibilizzando il consumatore finale ed il dettagliante sul tema del prodotto di qualità (made in italy in un caso, carne di qualità nell’altro) e cercando di contrastare il cartello dei grandi produttori o dei grossisti responsabili di ricarichi che, nel caso dell’animale, portano un prodotto che il produttore cede a 1,80 eur alla vendita al banco dai 6 ai 7 euro. Si tratta di certo di fare cultura, proporre ad esempio eventi legati al consumo magari in ristoranti conosciuti magari accompagnati da una buona orchestra (in polesine è stato recentemente lanciato il progetto “serate jazz e piatti tipici”), cultura che può anche essere riproposta nel gioiello e nella bomboniera aiutando il dettagliante a presidiare le microfiere di settore, oggi battute senza un approccio di marketing, ecco quindi che il produttore si trasforma in integratore di servizi e prova a reinventarsi di fronte alla crisi della manifattura.

E’ questo il nuovo marketing?

No tag for this post.

Copyright © 2008 - MarketingArena.
MarketingArena Consulting P. IVA 01352890295