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Essere creativi

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 26 Oct 2008
Archiviato in Lavoro e careers9 commenti

Giorgio Soffiato

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Di Claudia Ferrari, salsadigitale.net

In questi giorni ho terminato “Essere creativi: come far nascere nuove idee con le tecniche del pensiero laterale

Dopo la prima parte (a dire il vero un po’ prolissa) in cui Edward De Bono spiega cosa intende per creatività e perché è utile applicarla, il testo si inoltra in una serie di tecniche, più o meno complesse, per stimolare la mente ad intraprendere nuovi corsi e strade possibili.

Il cervello umano è un sistema auto-organizzato che cerca di incanalare le informazioni secondo schemi stabiliti e conosciuti. Queste strutture, acquisite nel tempo, facilitano l’ambientamento e l’orientamento degli individui che possono prendere nuove decisioni più velocemente riferendosi a ciò che già conoscono. L’utilità del meccanismo descritto è indubbia, ma l’altra faccia della medaglia si chiama chiusura e cecità verso opportunità diverse perché al di fuori di quanto appreso.

In tempo di risorse scarse e immobilità economica è la capacità di trovare nuove soluzioni a fare la differenza. Probabilmente un libro, per quanto pragmatico e scritto bene, non potrà essere artefice di un cambiamento immediatamente efficace. Lo potrà essere invece una riscrittura del modo di pensare e fare impresa più la volontà di agire e reagire al mutamento del sistema e delle condizioni economiche.

9 commenti a “Essere creativi”

Ciao
sempre su questo tema consiglio la lettura anche di questo libro

Creatività per l’innovazione, scritto da Gianni Clocchiatti ed edito da Franco Angeli

Per maggiori informazioni
http://www.eallaenne.it/percorsi-tematici/creativita-e-pensiero-creativo/creativita-per-linnovazione/

Davide

Inserito il 27 October 2008 alle 16:13

2Alessandro Viani ha detto:

Ciao,
ho letto questo libro un paio di anni fa e concordo a pieno con la tua analisi. La cosa che trovo più difficile è riuscire ad applicare nel lavoro di tutti i giorno le tecniche che vengono spiegate.

Un altro libro molto bello sullo stesso tema che mi sento di consigliare è “Perchè No?” di Barry Nalebuff e Ian Ayres.

Inserito il 27 October 2008 alle 17:18

3Claudia Ferrari ha detto:

L’applicazione delle tecniche e soprattutto comprendere come realmente funzionano, non è certo semplice. Ma a volte serve anche per sdrammatizzare momenti di assoluta tensione, tipo che ve ne pare delle mutande double face!?… ecco, ma mi sono fatta un pò di risate.

Inserito il 27 October 2008 alle 17:30

4Michele Borghi ha detto:

Posso sapere l’editore del libro di debono,sarei interessato ad acquistarlo
grazie
Cordiali saluti e buon lavoro

Inserito il 29 October 2008 alle 16:27

Ciao
l’editore è ilsole24ore

Davide

Inserito il 29 October 2008 alle 16:32

6Caos ha detto:

Ibridizzando assieme schemi già posseduti si può riutilizzare la conoscenza che già si possiede a costo quasi 0, è per questo che la creatività sembra così redditizzia. Anche in business dove tutto sembra già conosciuto e visto la creatività può aprire nuove strade.

Inserito il 17 November 2008 alle 17:19

7Claudia Ferrari ha detto:

effettivamente quella che indichi è una strada molto utile perché applicando concetti generali a più realtà si sfrutta la conscenza delle dinamiche insieme ai benefici competitivi della novità. l’unico rischio è di rimanere imbrigliati in processi sempre identici… alcune tecniche permettono di trovare alternative (sulla linea di…) altre di rompere totalmente gli schemi per vedere cosa succede e cosa può nascere

Inserito il 17 November 2008 alle 18:53

8Caos ha detto:

Più che la semplice applicazione di alcuni concetti generali intendevo la possibilità di mixarli per produrre velocemente e con poca fatica qualcosa di nuovo.
Siamo stati abituati che le regole sociali vanno rispettate, punto. Il convenzionalismo è una cattiva ottica per capire cosa sta bene assieme e cosa no.

Inserito il 17 November 2008 alle 19:26

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  1. Nov 4, 2009: Essere creativi | SalsaDigitale

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