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La parte che mi ha colpito di più di questo interessante articolo de “il denaro.it” non è tanto legata al 10% di aziende che assumono per raccomandazione, quanto piuttosto:

In Italia, poi, è ancora al palo l’assunzione fatta utilizzando il web come canale di raccolta dei curricula. Basti pensare che solo lo 0,8 per cento delle imprese del Mezzogiorno utilizzano il mondo di internet per assumere nuove persone.?Le cose non vanno meglio al Nord, dove la percentuale sale all’1,5.

Sembra quindi che per gli aspiranti lavoratori di PMI la cosa migliore sia spegnere il computer e cercare di “farsi conoscere”… la cosa mi ha fatto pensare perchè più volte abbiamo parlato qui di social network e piattaforme innovative per il placement (7.090 risultati su Youtube per video-curriculum), scopriamo però che le aziende che costituiscono la gran parte del nostro tessuto imprenditoriale non “si filano” il web.. la lezione sembra semplice: al bivio per Milano pc acceso, per “tutte le direzioni” pc spento e navigazione a vista.. triste realtà.

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6 commenti a “Vuoi lavorare in una PMI? Spegni il computer..”

1pippo ferrante ha detto:

Concordo con te sul “triste”. Per quanto riguarda la realtà del Sud, che conosco, il motivo è principalmente dettato dalla profondo sentimento di chiusura che molti imprenditori hanno nel relazionarsi con il territorio con strumenti diversi della semplice relazione personale. C’è un diffuso sentimento di sfiducia, di scetticismo, di ritrosia in tutte quelle forme di conoscenza che si definiscono “nuove”. E’ sicuramente il portato di una nostra cultura siciliana che ancora non abbiamo del tutto tolto dalla nostra pelle.

Inserito il 28 Agosto 2008 alle 15:38

2Mauro ha detto:

Secondo me non si può dire che la realtà sia triste in maniera così scontata. Evidentemente il rapporto costi/benefici di altri canali è ancora superiore per sistemi tradizionali come i giornali specializzati e le varie agenzie attive nel collocamento, iterinale ecc…
Inoltre, dal lato di chi cerca lavoro, perchè non possiamo premiare ancora chi investe sulle relazioni personali “first life” piuttosto che nei network, siti, portali ecc.?
Attendo le vostre considerazioni e idee, argomento interessante!

Inserito il 29 Agosto 2008 alle 11:15

3Giorgio Soffiato ha detto:

La parola “triste” è legata ai benefici che gli strumenti web di base offrono e spesso non sono compresi (banalmente la mail) e al fatto che le grandi imprese utilizzano il web anche per raccontarsi e vendersi ai migliori talenti, ho notato che in certi casi l’azienda (soprattutto grande) non si ferma al “morto un laureato se ne fa un altro” ma cerca con insistenza quella persona, quel nome e cognome, che considera adatto a svolgere la mansione, la tristezza non è sull’utilizzo di altri canali ma sulla differenza tra grandi e piccole

Inserito il 29 Agosto 2008 alle 12:49

4Caos ha detto:

Tra l’altro se metti un’annuncio su un quotidiano, pagando, in quanti vuoi se si scorrano 3-4 pagine di annunci di lavori i più disparati possibili. Nei siti di annunci mettere l’annuncio è gratis, quindi puoi metterlo su quanti siti vuoi e nel consultare gli annunci si può far visualizzare solo gli annunci per una certa mansione o area geografica

Inserito il 29 Agosto 2008 alle 20:30

5Samuel ha detto:

Penso che l’importante sia il fine, e non il mezzo. Chiaro che se le PMI nostrane si aprissero anche ai nuovi strumenti web potrebbero accedere ad un pool di persone più ampio - che magari adesso va come le pecore verso la multinazionale spremi-agrumi - ma non è detto che il gioco valga la candela. Quanto costa implementare un software tipo TALEO per la gestione dei CV? C’è la struttura per gestirlo con continuità?
Per l’uso che deve fare (cv in pdf allegato), la mail va benissimo secondo me.

Alla fine, ognuno ha la sua scala di priorità nella vita come nel lavoro - e il mondo delle pmi non è meno formativo e divertente rispetto alla grande organizzazione. Magari è un po’ più “rustico”, certo: e questo si riflette anche nei canali di recruiting.

Estremizzo: l’imprenditore che ti parla in dialetto, senza sapere nulla di 2.0, molte volte dati alla mano può tappare la bocca al più preparato dei consulenti o manager - la differenza la fanno i risultati, che non vanno gridati al mercato ma parlano da sè. Questo anche per un neolaureato che si affaccia al mondo del lavoro: meglio tenere un profilo basso, perchè c’è la coda di gente che chiede di lavorare, e noi all’inizio non abbiamo (giustamente, perchè va conquistata sudando) fiducia e credibilità a sufficienza.

Concretezza anche quando servirebbe un po’ di immagine: forse su questo proprio le pmi, e il nordest in generale, hanno qualcosa da dire.

Inserito il 29 Agosto 2008 alle 21:02

6Giorgio Soffiato ha detto:

Io sono il primo tra i sostenitori delle rustiche pmi, a volte però mi sembra che la ritrosia all’innovazione sia più vicina a una sfacciata e spocchiosa convinzione autoreferenziale secondo cui “sono una pmi, faccio i soldi contro le regole del mercato, ho sempre ragione”, io credo che non serva taleo per fare recruiting innovativo, un occhio a monster o youtube possono bastare.. io trovo preoccupante che l’1% delle aziende usi il web semplicemente perchè il futuro è di chi saprà utilizzare la tecnologia e credo verrà un giorno in cui la tecnologia sarà discriminante, l’ostinata convinzione che l’innovazione possa essere sostituita o messa da parte a mio avviso non paga.. ad ogni modo cominciamo dalla mail..

Inserito il 29 Agosto 2008 alle 21:17

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