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Venditori di mezza estate

di Ilaria Paparella · pubblicato il 25 Ago 2008
Archiviato in Marketing24 commenti

Ilaria Paparella

Mettiamo un caldissimo sabato pomeriggio a ridosso di Ferragosto, la tranquillità data dall’aria di vacanza e la disponibilità ad ascoltare proposte che si definiscono vantaggiose.
Ecco, questi sono gli ingredienti che hanno fatto accettare alla mia famiglia un incontro con un’amica di vecchia data e un suo collega che telefonicamente ci hanno pregato di fissare un incontro di circa mezzora per illustrarci fantastiche occasioni.
Il sabato pomeriggio arriva e anche questi due signori, uomo e donna (la quale guarda furtivamente ogni angolo della casa) e inizia un’amabile chiacchierata incentrata sul fatto che le piccole medie imprese sono destinate a morire, che fanno soldi solo le strutture organizzate alla McDonald e che comunque la gente è abituata a vivere nel pattume e nella mediocrità avendo paura di fare il salto che porta al successo.

Questo salto (ho avuto modo di scoprirlo ben avanti nella chiacchierata) era dato dal lavorare come agenti per questa consolidatissima realtà presente nel mercato da 50 anni. Opportunità che permette di “coprirvi il mutuo, pagarvi le vacanze, togliervi qualche necessità, appendendo pure la laurea al chiodo” (viva la discrezione!). Alla mia domanda “ma questa è una vendita piramidale?” la risposta è stata “hai sbagliato termine, è una cascata rovesciata, perché guadagni in base al fatturato”. A ciò è seguita una vivace disquisizione sui venditori (porta a porta), sull’adeguatezza caratteriale di invischiare parenti e amici su questa cosa, e sul significato sociale del consumo.

Dopo un ora e mezza, pur avendo dato chiari segnali di disagio, i venditori-amici non avevano ancora tirato fuori i prodotti. Con un po’ di pressione la signora va a prendere la valigetta e inizia a insinuare che mia madre ha le rughe, ha le macchie sulla pelle, non sa gestire la sua persona e parte con domande del tipo “ma cosa mangiate?”, “non fa niente per essere femminile?” (per la cronaca mia madre è obiettivamente una bella signora..a differenza della venditrice..) e poi verso di me “per te ci sono anche gli integratori per dimagrire” (sempre per la cronaca peso 53 kg per 169 cm).
Capirete, la voglia di mandarli fuori a calci era davvero molta.

Possibile che un’azienda come questa creda nella vendita così pressante? Possibile che non abbia insegnato che le domande strettamente personali sono le ultime da fare? Perché questi signori molto semplicemente non entrano spiegando che sono venditori per catalogo e che offrono l’opportunità di entrare nel loro gruppo senza tanti misteri, senza cadere nel personale e senza dar tregua ad una famiglia per 2 ore?
Peccato non abbiano considerato l’effetto virale del disagio da loro creato!

Nota: Per decenza evitiamo di nominare l’azienda in questione, siamo certi che Ilaria non farà mancare il passaparola..

24 commenti a “Venditori di mezza estate”

1Giorgio Soffiato ha detto:

Credo che il futuro del marketing sia sempre più vicino ad un bivio, da un lato chi comunica e vende in maniera trasparente e professionale, dall’altro chi punta sulla statistica figlia dell’attacco, personale o call center poco importa.. E’ un peccato che alcuni canali di vendita come il telemarketing siano intasati perchè in alcuni casi la strategia potrebbe anche avere senso ma ciò che più preoccupa è la creatività nei nuovi marketing che spesso portano al guadagno a danno del più debole o dell’ultimo arrivato.. il tuo post testimonia l’aggressività delle strategie recenti, credo ci sia una correlazione (inversa) tra la marketability del prodotto (una banale crema) e la strategia di vendita..

Inserito il 25 Agosto 2008 alle 15:33

2ettore ha detto:

Purtroppo la politica del terrore va ancora di moda…e miete ancora tante vittime!
Strano che all’università non l’abbiano mai insegnata!
Saluti

Inserito il 25 Agosto 2008 alle 17:30

3Caos ha detto:

Io penso che cerchino di sfruttare i sensi di colpa e persone manipolabili

Inserito il 25 Agosto 2008 alle 17:55

4Michele ha detto:

Trattasi di una politica commerciale figlia degli anni 80; finte lotterie in cui eri vincitore, figlia delle dimostrazioni a casa di conoscenti per poi andare all’estremo cioè la tua situazione.
Sono queste politiche che hanno contribuito a dare un errato significato (specialmente qui in italia) alla parola Marketing.
Come dice Giorgio si punta alla statistica che termina nel modo più volgare in rete: SPAM.

Inserito il 25 Agosto 2008 alle 21:34

5Ilaria ha detto:

Rimane da chiedersi se questi venditori, o meglio, “l’azienda madre”, abbia mai pensato agli effetti controproducenti creati. Ora sono qui (come molte altre persone) a screditare questi metodi di vendita e certo non consiglierò i prodotti a tutti i miei conoscenti.
Questo è il contrario del buon marketing.

Inserito il 26 Agosto 2008 alle 08:00

6filippo ha detto:

c’è anche da dire però che il passo iniziale è stato quello di farsi accettare in casa. questo secondo me è un aspetto da non sottovalutare, perchè entrare in casa del possibile acquirente fa acquisire a questi venditori una forza che a volta si chiama anche “non abbiamo nulla da perdere”.

quello che giorgio definiva “una correlazione (inversa) tra la marketability del prodotto (una banale crema) e la strategia di vendita” mi fa pensare ad un altro esempio:

che differenza c’è tra i venditori in metropolitana (che vendono prodotti quanto meno discutibili dal punto di vista dell’utilità e con pochissimi risultat) e i venditori che trovate in vacanza magari nei paesi esotici (che vendono cose altrettanto inutili ma con risultati maggiori) ?

l’affluenza e l’esposizione al prodotto sono garantite in entrambi i casi, ma i risultati sono diversi. non credo dipenda dal prodotto, quindi mi sento di dire che “la propensione all’acquisto” fa la differenza.
tornando al caso oggetto del post credo che il fatto di aver accettato i venditori in casa faccia scattare in loro la consapevolezza di una certa “apertura” e quindi li “abiliti” alla strategia aggressiva.

Inserito il 26 Agosto 2008 alle 10:14

7Ilaria ha detto:

Già…per poi disabilitarli sia come venditori che come “conoscenti-amici”. Che fregatura!

Inserito il 26 Agosto 2008 alle 11:04

8Giorgio Soffiato ha detto:

Interessante l’esempio dei venditori che fa Filippo, credo siamo molto più vicini alla psicologia che al marketing in questo caso, da un lato infatti il driver dell’acquisto è la beneficenza fatta al venditore di turno, ciò che fa maggiormente la differenza a mio avviso è però la barriera percettiva unita al contesto di acquisto, correndo in metropolitana infatti non c’è il tempo per acquistare l’elicotterino dal venditore mentre in spiaggia le cose sono molto più sciolte, il tempo c’è e si è più portati a buttare 5 euro su una cosa inutile (a mio avviso anche a causa del senso di colpa che vede il venditore in difficoltà e noi in condizione agiata). Non è comunque detto che per qualcuno la metropolitana di Milano non sia un luogo da basse barriere percettive.. i turisti ad esempio..

Inserito il 26 Agosto 2008 alle 11:06

9Mauro ha detto:

“agenti per questa consolidatissima realtà presente nel mercato da 50 anni” mi ha fatto sorridere questo passaggio…

Evidentemente, se esiste, funziona, non credete? E qualcosa di buono (nel senso di portare a casa l’ordine) ci sarà.

Mauro

Inserito il 26 Agosto 2008 alle 18:11

10Giorgio Soffiato ha detto:

Mauro, credo che se mi metto a telefonare a 100.000 case 2 ordini li trovo pure io, oppure peggio se sfrutto le mie conoscenze per provare a rifilare qualcosa (magari facendo leva sull’effetto fiducia).. hai pensato a tutti quelli che, disinteressati, sono stati fregati da questa politica? Ti assicuro che lo spam ragionato è uno dei maggiori driver di denaro sul web, non per questo però è una buona pratica..

Inserito il 26 Agosto 2008 alle 20:03

11Ilaria ha detto:

Aggiungo che il passaggio era volutamente ironico: loro mi hanno presentato così l’azienda ma io non ne avevo mai sentito nominare come molti coi quali ho parlato di questi fatti.

Pare comunque abbia un certo seguito nel mercato americano, probabilmente mercato più consono (vuoi per l’abitudine a comprare “da catalogo”, vuoi per la maggiore attenzione alla quantità che alla qualità…)

Inserito il 27 Agosto 2008 alle 08:05

12Marco ha detto:

da Bologna

Se ti racconto la mia di storia faresti fatica ha credermi…comunque il marketing oggi andrebbe rivisto ridisegnato, sono tante le cose che andrebbero cambiate, anche tanti slogan che hanno fatto il loro tempo…..es. “il cliente a sempre ragione” oppure la pubblicità è l’anima del commercio, queste sono cose che andavano applicxate all’inizio degli anni 80 oggi è tuttto diverso, il marketig fa politica, il marketing cambia un governo , il markewting fa una rivoluzione. Gli esperti del settore si sono resi conto che con l’aiuto dei bravi pubblicitari come riescono ad elevare le vendite di un prodotto per mezazo di una buona campagna pubblicitaria, allo stesso modo possono cambiare leggi e tante altre cose, oggi il marketing fa paura bisogna stare attenti, pensate che in Italia due braviu professionisti uno di marketing ed un pubblicitario sono riusciti a far vincere per la seconda volta le elezioni ha silvio berlusconi persona del tutto sporca e piena di malaffare……..credetemi io sono un pubblicitario ed esperto di marketing faccio questo lavoro da oltre 20 ‘anni, ci sono persone che grazie alle mie idee si sono arricchite. Se volessi stesso oggi potrei creare soluzioni di facile guadagno “speculazione pubblicitaria” riuscirei ha farlo con una rapidità che in pochi possono immaginare , eppure non lo faccio perchè la cosa che più mi piace di me è che sono nato come grafico pubblicitario poi come pubblicitario ed oggi lavoro come consulente di marketing-pubblicitario, sono un’artista il denaro non mi attira soprattutto se devo farlo ha discapito di tanta gente che magari vive con appena 500 eu. al mese. Voglio però lanciare un’appello denunciare chi fa il gioco sporco, chi sa fare bene del marketing sa che può fare tante cose sporche per facili guadagni, il tutto senza uscire dai parametri di legge, questo è lo stupore, non bisogna essere dei fuori legge per fare denaro in Italia, anzi! ci sono tante di quelle leggi che basta studiarne alcune accuratamente per rendersi conto di come sia facile fare i soldi dentro la legge…..Quello che però uno non può fare è quello di negare l’evidenza, ed è proprio questo il mio appello evidenziare attraverso i nostri siti le malefatte, costruite ingegnosamente da esperti del marketing e del mondo della pubblicità, qualità e immagine vanno di pari passo…..Incomincio io facendo il nome di un’imprenditore che utilizza uno slogan ingannevole per attirare i clienti e fottere le compagnie di assicurazione, le sue agenzie unite ha tanti avvocati parafanghai, riescono ha far aumentare le tariffe assicurative…io tempo fa feci due conti…e non vi dico qauanti soldi di guadagni che vennero fuori. Inoltre alcuni vigili urbani passano i clienti ha queste società percependo poi una bustarella, così anche quelli della polizia stradale…….il primo franchising in euroipa malgrado me lo cresai io, e oggi vedo con ottimi risultati….sono queste le cose che possiamo fare noi tutti per cambiare o meglio dire per migliorare lo status………fare nomi e cognomi.
Il marketing è una cosa seria ripeto il marketing oggi fa politica…la pubblicità fa tendenza crea i colori crea parole nuove vocaboli nuovi …e l’arte? ebbene miei cari l’arte si sta perdendo..ma avete visto i dipinti dei nuovi artisti contemporanei!!!!!!!!!!persone che non sanno dipingere, che non hanno appreso le basi scolastiche , anche se sei un talento un minimo devi comunque aver studiato non si può dire io sono nato con il pennello in mano! non si piò dire io sono nato artista, poi dfire sin da piccolo mi piaceva l’arte e allora studiando è venuto fuori il talento che era ed è dentro di me…
Baci

Inserito il 28 Agosto 2008 alle 14:47

13Giorgio Soffiato ha detto:

Anche se il tuo contributo è pieno di “rancore” penso che in gran parte sia veritiero, ciò che va capito è se la spirale che si è innescata è in qualche modo arrestabile / rivedibile..

Inserito il 28 Agosto 2008 alle 15:14

14Mauro ha detto:

Per Ilaria: si certo era ironico, mi fa sorridere perché mi ricorda il mitico “Fucci Automobili” che pubblicizzava le autovetture nelle tv private fino a qualche anno fa.

Per Giorgio: cosa intendi per buona pratica? Parli di ritorno economico o di principio etico?

Inserito il 29 Agosto 2008 alle 11:23

15Giorgio Soffiato ha detto:

Intendo che anche se lo spam ha dei ritorni il cattivo marketing legge nello spam solo la bontà di quell’1% di redemption positiva a breve termine senza tener conto del 99% a cui abbiamo rotto le scatole. Questo 99% non ha mezzi di difesa (cancella la mail) ma nel lungo termine perde fiducia nel mezzo danneggiando l’intero canale cosi come è successo per il telefono.. è una mia teoria eh..

Inserito il 29 Agosto 2008 alle 12:46

16Thomas B. ha detto:

… sai per caso se hanno prodotti per l’uomo?

Inserito il 31 Agosto 2008 alle 23:27

17Ilaria ha detto:

Si, dopobarba e cose simili, creme “lussuose” per donne, trucchi, cosmesi in genere, integratori alimentari per uomo e per donna….era nata vendendo prodotti di pulizia per la casa…

Inserito il 1 Settembre 2008 alle 14:48

18Thomas B. ha detto:

Grazie, così magari ne compro un po’. Sai, mica tutti siamo perfetti come te, Miss 53 Kili con “mia mamma sì che è bella, altro che te!”.
E poi, non so chi sia questa azienda, ma forse potresti insegnarle tu qualcosa; mi pare che a fare critiche e dare giudizi sei abbastanza brava.
Forse la loro sfurtuna è che hanno trovato qualcuno della loro pasta…

Inserito il 1 Settembre 2008 alle 17:00

19Giorgio Soffiato ha detto:

Forse la loro sfortuna è che non hanno trovato il solito pollo..

Inserito il 1 Settembre 2008 alle 18:49

20Ilaria ha detto:

@Thomas B.

Perchè questa acidità? Tutti abbiamo già tante insicurezze e acquisiamo più o meno inutili prodotti, ma perchè lasciare che estranei ci puntino il dito contro? vorrei essere libera di valutare da me limiti e validità dei prodotti attraverso informazioni che io richiedo, non pressioni.
Il titolo di Miss, visto che non mi conosci, mi sembra un ironia inutile, siamo qui a discutere la correttezza e la validità di un metodo di vendita che vede il consumatore come preda e non come alleato, co-ideatore di un prodotto e di una strategia.
E per l’altrettanto azzardata “hanno trovato qualcuno della loro pasta”, visto che non mi conosci, posso candidamente dirti che non metterei mai amici e conoscenti nelle condizioni di subire le mie pressioni d’acquisto.

Inserito il 2 Settembre 2008 alle 08:37

21Thomas B. ha detto:

@Giorgio

Può darsi, fortuna che ci siete voi ad aprirci gli occhi.

@Ilaria
Non discuto la validità delle vostre considerazioni sul metodo di vendita e sull’opportunità di certe tecniche così aggresive. Solo credo che partano da un presupposto sbagliato.
Sinceramente penso che il tuo post sia pieno di retorica e banalità. Purtroppo si sa che spesso i venditori porta a porta si comportano così. Però mi è piaciuto il trasporto e l’entusiasmo con cui l’hai scritto. Si capiva, insomma, che eri incavolata nera (probabilmente se avessero venduto pentole, avresti detto che cucini meglio di loro).
In pratica, più che quello che hai scritto, io ho letto quello che hai provato.
Non sono un esperto, ma secondo me questo potrebbe essere un tipico esempio di intelligenza emotiva.

P.S.
Anche se non ti conosco, sono sicuro che non faresti mai una cosa del genere. La mia era solo una provocazione, così come “Miss” e tutto il resto.

Inserito il 2 Settembre 2008 alle 09:51

22Giorgio Soffiato ha detto:

@Thomas

Non è necessario leggerci eh.. siamo molto autoreferenziali, è un nostro difetto :-)

Inserito il 2 Settembre 2008 alle 10:07

23Thomas B. ha detto:

Il problema è che vi leggo volentieri… e quindi prendo tutto il pacchetto ;-)

Inserito il 2 Settembre 2008 alle 11:16

24Giorgio Soffiato ha detto:

ottima risposta, torniamo amici :-)

Inserito il 2 Settembre 2008 alle 11:19

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