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Lavorare nei servizi

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 29 May 2008
Archiviato in Marketing5 commenti

Giorgio Soffiato

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Prima di intraprendere l’avventura imprenditoriale ho dedicato mesi e mesi a Business Plan, formazione manageriale, corsi-libri-riviste di gestione e controllo aziendale. Tra le nozioni di base che vengono inculcate nella mente dei neo-imprenditori vi è una larga predilezione per le tematiche legate al marketing. Canali di distruzione, comunicazione, coincidenza tra prodotto e target, il tutto nel più classico schema delle 4 P.

Grazie al mio lavoro, che vive di marketing e comunicazione, mi sono sentita decisamente avvantaggiata. L’euforia è durata poco. Il tasto dolente arriva alla P di Pricing e si allarga in generale a tutto quel che concerne l’organizzazione e la vendita di servizi. La maggior parte di testi o seminari trattano in modo approfondito di tecniche legate al singolo prodotto, con il classico numero di scarpe che dobbiamo vendere per pareggiare i conti.

Se malauguratamente non producete scarpe ma fornite servizi (settore predominante in quasi tutte le economie cosiddette avanzate) potreste sentirvi un pò fuori luogo e/o abbandonati a voi stessi. Battute a parte, solo negli ultimi anni si sono create vere e proprie scuole di pensiero in cui il lavoro degli economisti si concentra sulle aziende di servizi, sulle sue dinamiche, sulle tecniche di pricing e strutture organizzative.

Considerando che molte realtà economiche legate al prodotto si distinguono proprio per il servizio che riescono ad offire, questo ritardo, quasi ideologico, risulta essere ancora più disarmante. La produzione di “oggetti” è ancora il punto di riferimento sia per le tematiche legate all’andamento economico (la produzione scende o sale?) che per le teorie e le nozioni di gestione che vengono diffuse.

Per chi, come la sottoscritta, ha passato molto tempo alla ricerca di un testo sull’argomento e non vuol sentirsi il figlio sfortunato dell’industria, consiglio “Marketing dei servizi” di Hoffman/Bateson/Iasevoli, Apogeo editore. Non è ancora quello che stavo cercando, infatti parla di ticketing e non di servizi personalizzati, ma ci stiamo avvicinando.

Claudia Ferrari per marketingarena
www.salsadigitale.net

5 commenti a “Lavorare nei servizi”

1Andrea ha detto:

Oddio Giorgio per un attimo pensavo che eri diventato donna, poi ho letto la firma di Claudia Ferrari. Molto interessante, direi che probabilmente sarà uno dei miei libri estivi dopo gli esami. Non ci sembra ancora obsoleto di parlare delle 4P come unica filosofia marketing? Credo che siano una base dalla quale nessuno può astenersi, ma trovo che soprattutto nei servizi, la “Partecipazione” e una ristrotturazione delle competenze e verifica costante della loro evoluzione nelle risorse umane, sino un modo già diverso di affrontare la gestione di un azienda di servizi, soprattutto se si tratta del settore pubblico. Nei servizi i valore aggiunto dato al difuori del servizio stesso credo sia fondamentale. Tutto dipende se l’azienda è privata o no. Grazie al social media marketing in più si troveranno molte soluzioni interessanti, aspetto con impazienza che il mobile-marketing evolva anche in tal senso, ma quando in Italia?

Inserito il 29 May 2008 alle 09:15

2Claudia Ferrari ha detto:

Differentemente dalla produzione vera e propria, l’azienda di servizi deve gestire la variabile cliente come parte integrande del processo di produzione. Questa è già una grande differenza che impone la “formazione” di una entità che non è dipendente dell’azienda.

Per le 4 P effettivamente ormai sono un pò pochine, ma sempre un punto di riferimento considerando che, nel contesto di un corso per neo imprenditori, deve andar bene un pò per tutte le tipologie di attività economica.

Inserito il 29 May 2008 alle 09:45

3Andrea ha detto:

Infatti Claudia non condivido chi dice che le 4P non servono più a nulla, credo che siano da interpretare come un unica grande P di partenza senza la quale non è possibile utilizzare altri strumenti marketing. Il marketing e le sue strategie fanno sempre più parte di un ecosistema mulilivello dove ogni parte non può sopravvivere senza l’altra. Così che è fondamentale pensare un prodotto o un servizio come un universo dove le variabili sono molte e di conseguenza l’approccio deve essere di tipo mix.
Nella vendita di prodotti come nella vendita di servizi, il consumatore non vuole più un rapposto con l’impresa, cerca con essa un legame e lo grida ad alta voce “Legami!”…passami l’espressione poco poetica.

Inserito il 29 May 2008 alle 17:06

Esiste una notevole letteratura sul marketing ‘not regular’, dedicato ai servizi. I temi che sono stati affrontati, in economia, negli ultimi 5 anni (circa) sono stati il valore delle relazioni tra impresa-partner-clienti, la misurazione del rapporto tra l’impresa ed il cliente, la costruzione del rapporto diretto (one-to-one), il direct marketing digitale (sempre più interattivo), infine il valore degli asset intangibili nella catena del valore di qualsiasi impresa.

Inserito il 1 June 2008 alle 20:26

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  1. Jun 9, 2008: Bonucchi & associati srl

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