Mi capita, in que­sti giorni, di fre­quen­tare diverse pic­cole imprese e, al tempo stesso, alcuni svi­lup­pa­tori web. La sen­sa­zione è che ci sia un pro­blema piut­to­sto grosso e che alcuni (molti) vadano a rischio di per­dere la bus­sola, da entrambe le parti.
Le aziende, nono­stante il pas­sare del tempo, com­pren­dono con fatica l’importanza dello stru­mento web per­chè non ne vedono l’utilità pra­tica. Gli svi­lup­pa­tori, da parte loro, non fanno nulla per evi­tare la con­fu­sione che si crea quando si pro­pon­gono blog cor­po­rate e stru­menti inno­va­tivi e 2.0 a chi fino a ieri aveva il sito fatto in publi­sher dal nipote, sem­pre che il 2.0 si possa vendere..
Ho par­lato in altre sedi di un poten­ziale digi­tal divide 2, e mi con­vinco sem­pre più di que­sta ten­denza, siamo noi dei blog che diamo, piac­cia o meno, gli spunti agli svi­lup­pa­tori per le pro­prie inven­zioni web e sarebbe forse il più apprez­zato degli sforzi quello di impe­gnarsi a decli­nare in maniera più sem­plice le poten­zia­lità del web. Molti, come noi, sono sostan­zial­mente blog di ricerca ed è giu­sto esplo­rare nuove vie, il peri­colo è però forse quello di diven­tare tutti super con­su­lenti di “lea­ding 2.0 non con­ven­tio­nal mar­ke­ting inno­va­tion” senza che nes­suno fac­cia più il car­rello per l’e-commerce o, peg­gio, il pro­dotto oggetto dell’e-commerce in quel mondo off line che non va più di moda.
Ciò che va capito, insomma, è se inter­net con­ti­nua a viag­giare più veloce delle pmi. Se que­sto gap si allarga abbiamo biso­gno di tool sem­pli­fi­cati e acces­si­bili, di chiari tarif­fari ed esempi causa-effetto per per­met­tere a chi approc­cia (pur con col­pe­vole ritardo) que­sto mondo, di com­pren­dere a pieno dove e come si sta muo­vendo. Pro­get­tare eventi vir­tuali su second life è un ottimo trend, altro espe­diente di grido sono i mini siti o i video virali, dob­biamo però riu­scire a non dimen­ti­care che la fuori sono ancora in tanti, per­sone ed aziende che Joost e Zoopa non sanno cosa siano, e che chie­dono ancora per­chè si gua­da­gna pur senza spor­carsi le mani. Io non sono un bene­fat­tore ma credo che quelle aziende custo­di­scano un grande valore, tanto in ter­mini di espe­rienze di busi­ness quanto, soprat­tutto, in poten­zia­lità di cre­scita a brac­cetto con inter­net. Più ope­ra­ti­vità insomma, e meno fuffa. Tutti noi abbiamo diritto a svi­lup­pare pro­getti al mas­simo dell’innovazione ma qual­cuno, dob­biamo sta­bi­lire chi, deve pre­oc­cu­parsi di restare indie­tro ad aspet­tare, il mer­cato non può essere cosi selet­tivo da esclu­dere, a mio avviso, quella con­si­stente fetta di pmi che ancora devono con­di­vi­dere un nuovo para­digma e che dif­fi­cil­mente potranno par­tire dal 2.0 senza aver visto l’1.0. O sba­glio?

Gior­gio