Que­sto è il nuovo spot di Sony per i tele­vi­sori della linea BRAVIA. Grandi discus­sioni sui blog a pro­po­sito della com­po­nente virale di que­sto sito. Se Totanus.net arriva a sco­mo­dare l’essenza del viral puro, l’attento e pun­tuale mar­ke­ting rou­tes preme di più sulla com­po­nente arti­stica dello spot e sulla carat­te­riz­za­zione cool dell’agenzia che l’ha rea­liz­zato (e che ha rea­liz­zato anche il fan­ta­stico spot con le palle che scen­dono per S.Francisco). Que­sto il sito creato dall’azienda per l’occasione.

Detto que­sto secondo me c’è un pò da discu­tere in merito, la mia prima impres­sione alla visione di que­sto spot (bel­lis­simo), è stata l’arte. Sicu­ra­mente non siamo di fronte a una cam­pa­gna di mar­ke­ting virale per­chè que­sto è uno spot TV e anche se la pro­pa­ga­zione via You­tube è incen­ti­vata o comun­que ben vista dall’azienda, non ho notato un “send to a friend” (sem­pre più inu­til) o qual­siasi com­po­nente che sti­moli l’interattività nel sito (tranne un’area down­load e i feed rss). Non frain­ten­de­temi, per me que­sta è arte, ma non è mar­ke­ting virale. La pro­pa­ga­zione dello spot poi può esserlo, infatti sono qui a parlarne.

Pas­sando alla pub­bli­cità in sé, io credo che possa atti­rare l’attenzione anche in una tv satura e ormai inu­tile come mezzo per il 50% degli spot. Mi ven­gono in mente i grandi spot da swatch a nike, quelli che quando lo pas­sano non cambi canale, anzi chiami la mamma a vederlo. Per me insomma que­sta è arte pura, se poi se ne parla è per­chè è bella, ma tutto que­sto sarebbe stato pos­si­bile anche 20 anni fa quando la parola virale era asso­ciata a ben più peri­co­lose infezioni :-)

Ho par­lato spesso di mar­ke­ting virale, anche in un pdf piut­to­sto leg­gi­bile a mio avviso che rias­sume un pò lo stato dell’arte (3 mesi fa) sul viral mar­ke­ting, è stato diver­tente rileg­gerlo e vedere che que­sto boom dei video.. un pò l’avevo pre­vi­sto, se volete saperne di più sca­ri­ca­telo e man­da­temi una mail.

Gior­gio Soffiato