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Virale, arte o spot tv?

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 21 Oct 2006
Archiviato in Web marketing e 2.08 commenti

Giorgio Soffiato

Questo è il nuovo spot di Sony per i televisori della linea BRAVIA. Grandi discussioni sui blog a proposito della componente virale di questo sito. Se Totanus.net arriva a scomodare l’essenza del viral puro, l’attento e puntuale marketing routes preme di più sulla componente artistica dello spot e sulla caratterizzazione cool dell’agenzia che l’ha realizzato (e che ha realizzato anche il fantastico spot con le palle che scendono per S.Francisco). Questo il sito creato dall’azienda per l’occasione.

Detto questo secondo me c’è un pò da discutere in merito, la mia prima impressione alla visione di questo spot (bellissimo), è stata l’arte. Sicuramente non siamo di fronte a una campagna di marketing virale perchè questo è uno spot TV e anche se la propagazione via Youtube è incentivata o comunque ben vista dall’azienda, non ho notato un “send to a friend” (sempre più inutil) o qualsiasi componente che stimoli l’interattività nel sito (tranne un’area download e i feed rss). Non fraintendetemi, per me questa è arte, ma non è marketing virale. La propagazione dello spot poi può esserlo, infatti sono qui a parlarne.

Passando alla pubblicità in sé, io credo che possa attirare l’attenzione anche in una tv satura e ormai inutile come mezzo per il 50% degli spot. Mi vengono in mente i grandi spot da swatch a nike, quelli che quando lo passano non cambi canale, anzi chiami la mamma a vederlo. Per me insomma questa è arte pura, se poi se ne parla è perchè è bella, ma tutto questo sarebbe stato possibile anche 20 anni fa quando la parola virale era associata a ben più pericolose infezioni :-)

Ho parlato spesso di marketing virale, anche in un pdf piuttosto leggibile a mio avviso che riassume un pò lo stato dell’arte (3 mesi fa) sul viral marketing, è stato divertente rileggerlo e vedere che questo boom dei video.. un pò l’avevo previsto, se volete saperne di più scaricatelo e mandatemi una mail.

Giorgio Soffiato

8 commenti a “Virale, arte o spot tv?”

1gianluca ha detto:

lo spot è incredibile, arriva al dunque in maniera poetica. VIENE VOGLIA DI RIVEDERLO e di FARLO VEDERE –> alto tasso di viralità.

il connubio arte e pubblicità non è di sicuro una novità, ne abbiamo già parlato anche qui, in quanto i primi pubblicitari erano artisti, pagati per fare manifesti.
e l’arte, quella da Biennale di Venezia , per intendersi, si basa sulla comunicazione, sull’impatto emotivo (in questo caso le splendide immagini viste senza audio rendono metà), dunque su meccanismi che i professionisti della “pubblicità” conoscono almeno sulla carta.

Stiamo spingendo molto sulle pagine virtuali di questo sito il driver per certi versi incontrollabile e vagamente anarchico della CREATIVITA’, l’unico elemento non ricreabile artificialmente in laboratorio capace di portare il QUID

Inserito il 21 October 2006 alle 11:07

2gianluca ha detto:

(continua…)
…in più capace di fare la differenza.

la differenza tra spot e arte? tra 2 mesi questo spot, dopo averlo visto milioni di volte ci lascierà abbastanza indifferenti: è un peccato, ma è difficile pensare a una campagna promozionale che non sia martellante… a quando le campagne pubblicitarie “in edizione limitata”?!?

scaricatevi il pdf di giorgio, vi permette di capire come funziona il meccanismo della viralità.

Inserito il 21 October 2006 alle 11:12

3Crive ha detto:

Questa è arte sul serio!! Colpisce…

Non faccio analisi perchè Gianluca è già stato più che esauriente!

Inserito il 21 October 2006 alle 13:41

4ilaria ha detto:

..bell’articolo…grande pubblicità, da lasciare a bocca aperta!
Sinceramente al virale come cosa cercata, non ho pensato, o almeno, è virale come qualsiasi cosa bella che merita di essere mostrata. Ma forse il senso di virale sta proprio in questo, semplicemente e artisticamente..

Inserito il 21 October 2006 alle 14:30

5Giorgio Soffiato ha detto:

Un unico appunto che mi nasce dall’analisi, sempre puntuale, di gianluca. Perchè fra due mesi ce ne dimenticheremo? Cosa manca a questa comunicazione per diventare arte? Fino al 1:29 (ipotizzando che nel momento 1:30 compaia la marca) questa è arte pura, forse la demarcazione tra picasso e la pubblicità della sony non sta tanto nel brand/non brand quanto nella forma d’arte. E’ l’arte digitale che viene dimenticata e poco considerata, i cortometraggi non sono mai stati considerati nel cinema e gli spot tv non hanno una propria collocazione artistica, forse è proprio il tempo/mezzo a fregare questo tipo di produzioni artistiche, unito al retaggio che vuole arte solo i film anni 50 o i quadri del 600.. io non sono ferrato in questo argomento ma molte domande mi sorgono.. che ne dite?

Inserito il 21 October 2006 alle 15:51

6gianluca ha detto:

il problema non sta tanto nella qualità del prodotto (eccellente, assolutamente eccezionale) ma nel meccanismo inconscio tale per cui la ripetizione alla lunga stanca. anche un cortometraggio d’autore, o una qualsiasi forma d’arte visiva stancherebbe se propinata per migliaia di volte: è l’esclusività a qualificare una forma d’arte. dunque a mio modo di vedere, la sostanziale differenza tra spot e arte sta negli intenti dell’operazione (chiaramente di matrice commerciale la prima, di stampo culturale la seconda).
nulla toglie che tra 50 anni questo spot, verrà proiettato in qualche rassegna culturale del tipo “i migliori spot del XXI secolo” tracciando l’ultimo segmento del perimetro arte-business, che permette al cerchio di chiudersi: una sorta di “laurea ad honorem” e di giusto merito a un prodotto (questa splendida pubblicità della Sony) che chiamarlo spot risulta (e qui consordo in pieno con Giorgio) francamente riduttivo.

Inserito il 22 October 2006 alle 11:17

7Totanus ha detto:

La viralità non è una componente controllabile, ma i fattori che la possono influenzare sì.
In questo senso gli ingredienti virali sono ben presenti.
Per il resto concordo con la tua analisi.

Inserito il 24 October 2006 alle 20:18

8Giorgio Soffiato ha detto:

Secondo me gli elementi virali che stanno nel core della comunicazione (il video) sono eccellenti, un pò meno il sito che è si costruito ad arte ma mancano alcune componenti di interattività che potrebbero rendere la cosa ancora più virale

Inserito il 24 October 2006 alle 22:17

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