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Archivo » February 2006

Vertical Farm

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 04 Feb 2006
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Giorgio Soffiato

Signori, vi presento la vertical farm, (www.verticalfarm.com)

Nel 2050 circa ci saranno un sacco di persone al mondo, e dove li metteremo? Alcuni lettori penseranno “non è un problema mio” ma altri, compreso chi scrive, sono piuttosto interessati alla faccenda.. Praticamente non ci sarà terra abbastanza per sfamare tutti e la soluzione sta in queste particolarissime “fattorie verticali” che comprendono appartamenti e zone per la cultura di frutta e verdura (se non sbaglio nell’acqua). D’estate il vapore acqueo refrigera l’ambiente e d’inverno l’escursione termica è limitata. In mezzo a tanto marketing.. faremo le riunioni seduti sulle fragole :-)

Viralità = esclusività?

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 02 Feb 2006
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Giorgio Soffiato


Credo che Gmail sia uno degli esperimenti recenti meglio riusciti di marketing virale. La propagazione viene incentivata ma anche controllata, il sistema degli inviti è in realtà libero (chi invierà a 100 persone l’invito?) ma appare una cosa esclusiva, per la verità basta navigare qualche sito per farsi mandare l’invito. L’aura di esclusività svanisce pian piano ma intanto permane facendo di gmail un ottimo pod. Va detto che gmail è un prodotto straordinario perchè offre davvero dei vantaggi e cosi incentiva il consumatore a consigliare a destra e a manca il nuovo account. E cosa guadagna chi invita? Ovviamente il riconoscimento che avere gmail per primi “è cool” e permettersi di invitare l’amico fa figo, “ti fa sentire nerd”, e il ridonoscimento sociale oggi è un fattore importantissimo…

Dal 1923 permission marketing

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 01 Feb 2006
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Giorgio Soffiato

“L’ambiente familiare non è un luogo pubblico, e la pubblicità non deve violarlo se non quando invitata”

Questo si leggeva nel 1923 su “Printers’ ink”, rivista specializzata del settore pubblicitario. Era il tempo dell’introduzione della radio nelle case e il dibattito sull’entrata nelle case della pubblicità era di grande attualità, a quel tempo la casa era considerata un ruolo di astrazione ed evasione dal mondo finanziario e lavorativo… e oggi?!

E la chiamano free press..

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 01 Feb 2006
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Giorgio Soffiato



Grandi gruppi editoriali capeggiano questa forma giornalistica in netta espansione… coprono le spese, alle 7 del mattino in stazione non si trovano già più e i contenuti prodotti sono decisamente di livello.. Si chiama free press la nuova tendenza che impone anche a chi fa marketing di considerare la comunicazione in questi “giornaletti” che contengono notizie, curiosità, giochi e approfondimenti interessanti. Se poi pensiamo alla permanenza media in treno dei pendolari.. è decisamente un affarone!


Secondo me si. Soprattutto in questo periodo. Il mondo open source è organizzato ma la sua essenza risiede in quella passione che spesso porta con se frenesia e voglia di scrivere codice piuttosto che di ordinarlo e insegnarlo. E’ vero, ci sono i linux day, la manualistica è copiosa e per chi ha tempo l’apprendimento è tanto gratuito quanto divertente. Open source però non è solo linux, è anche software gestionali come Compiere o SugarCRM vere e proprie forze a servizio dell’impresa. Non è però cosi banale apprendere e integrare tali strumenti e alcune aziende emergenti l’hanno capito e fanno dei servizi, del “brandizzare il gratuito” il loro modello di business. La più celebre è Red Hat ma anche in Italia molti hanno fiutato l’affare e sta sorgendo un mercato interessante. Sembra che questo business sia in grado di produrre valore sia per le aziende clienti che per quelle fornitrici e ci sia una redistribuzione a favore del consumo e dell’intermediazione di quei denari precedentemente e forse indebitamente appropriati dai padroni del software monopolistico. Il movimento è in crescita e non si fermerà, bisognerà vedere come la prenderanno gli sviluppatori che lavorano per sola passione nel veder guadagnare sui loro lavori.. sappiamo bene che la reputazione sociale è una forma di ricompensa, ma con quella non si compra il cayenne.. sappiamo anche che Linus Torvals il cayenne non lo vuole.. ma siamo sicuri che tutti gli “smanettoni” condividano un animo cosi puro e anti-businessiano? Si spera! :-)

Sei obsoleto!

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 01 Feb 2006
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Giorgio Soffiato

Oggi stavo preparando il mio esame di sociologia dei consumi.. I famigerati autori della scuola di francoforte sostengono in poche parole che il miglioramento estetico (quindi in termini di bellezza e non di valore d’uso) è un male perchè porta all’alienazione dell’individuo. E se i consumatori sono realmente soddisfatti è ancora peggio perchè la realtà percepita è lo stadio successivo all’alienazione. Ma visto che il fantasma estetico non basta, ecco l’ “obsolescenza programmata”; i prodotti durano meno e vengono presto sostituiti, qualità scadente (e quantità sempre minori di prodotto per scatole sempre più grandi). A mio avviso la liceità di tale comportamento è davvero non sostenibile anche perchè sembra frutto di un accordo tacito tra aziende.. probabilmente però anche in questo caso chi sa cogliere la “controtendenza” fa saltare il banco.. Le aziende note per produrre oggetti indistruttibili godono solitamente di un passaparola importante, un brand forte e radicatissimo e la possibilità di vedersi riconosciuto quel premium price non sempre ben accolto dal mondo del consumo. A casa ho una lavatrice che ha almeno la mia età e non ha mai creato problemi, cosa credete che compreremo quando verrà il momento di cambiarla?
Mio padre due o tre anni fa comprò un’auto supertecnologica ed ebbe qualche problema con l’elettronica e.. sorpresa.. non c’era un meccanismo non automatico per aprire il tappo della benzina! 5.000 euro per cambiare numerosi pezzi prima di capire qual’era il guasto.. e oltretutto quell’auto non è mai andata bene! Credete che ricompreremo quell’auto? La lezione è fin troppo scontata, le bugie hanno le gambe corte!

Management, Yeld Management

di Giorgio Soffiato · pubblicato il 01 Feb 2006
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Giorgio Soffiato



“Con tale espressione si indica un insieme di metodologie che consentono di massimizzare il rendimento (yield) dell’impresa in base a modelli che tengono conto contemporaneamente delle particolarità relative alla capacità produttiva dell’azienda (offerta) e di quelle relative al comportamento differenziato della clientela (domanda). Lo YM presuppone una domanda variabile, regolabile da leggi probabilistiche, che deve essere gestita attraverso la manovra dei prezzi e delle diverse alternative di marketing. Consta di quattro aspetti fondamentali: segmentazione del mercato e discriminazione dei prezzi; previsione della domanda; gestione della capacità e overbooking; un sistema che gestisce tanto le vendite anticipate (prenotazioni) che quelle dirette. Impiegato dapprima nel trasporto aereo e progressivamente esteso ad altre realtà di business turistico, ma applicabile a ulteriori tipologie di business dei servizi, lo YM costituisce uno strumento fondamentale per una gestione proattiva dell’impresa. Il beneficio diretto di un sistema di YM è costituito dall’ottimizzazione dei ricavi ottenuto attraverso una sistematica attività di ricerca e di cattura dell’intera domanda potenziale che l’azienda è in grado di soddisfare, minimizzando il rischio di mancati ricavi in relazione al posizionamento corrente e individuando contemporaneamente nuovi segmenti di domanda da servire. Tale beneficio ha conseguenza diretta sul conto economico dell’impresa. I benefici indiretti sono molteplici: incremento dell’attenzione al cliente, maggiore correlazione tra strategia e processi operativi aziendali, con conseguente incremento delle capacità di pianificazione e controllo, razionalizzazione gestionale delle risorse, incremento del patrimonio informativo aziendale e della consapevolezza della sua rilevanza nonché delle tecnologie a esso associate.

Questo è uno dei modelli di business emergenti (ormai emerso) che ha fatto la fortuna delle compagnie aeree low cost e non solo. E’ necessario ripensare in ottica di medio periodo le decisioni e comprendere a breve dove sono i futuri sbocchi di business per l’azienda. Esayjet, azienda rampante, propone ora noleggio auto, easycruise (crociere) e la prenotazione di hotel; non è facile far coesistere il low cost e i servizi aggiuntivi.. ma sembra che questi ci riescano benissimo..

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